Cosa sono le formazioni grafiche nel trading

A meno che non mi stia rivolgendo a neofiti assoluti del trading, avrete sicuramente sentito parlare di almeno una delle tante formazioni grafiche utilizzate dai traders. Definiti anche patterns, sono chiamati con nomi coloriti e più o meno simpatici come: testa e spalle, tazza col manico, rettangolo, triangolo simmetrico, ascendente o discendente, hanging man, ecc; denominazioni che in molti casi attirano l’attenzione dei neo investitori, se non altro suscitando una notevole curiosità sul loro significato. Capita inoltre che molti analisti decidano essi stessi di dare dei nomi ad alcune formazioni di prezzo nelle quali si imbattono, che ancora non sono state catalogate, dimostrando che non c’è limite alla fantasia e all’ingegno.

Attraverso una semplice definizione , per formazione grafica del prezzo o price pattern si intende una configurazione grafica che è stata rilevata in passato da molti operatori e che è stata inquadrata con parametri specifici. I traders infatti tracciando linee di trend e figure geometriche varie, individuano delle geometrie, come quadrati, cerchi, parabole o altro che assumono una logica nelle dinamiche della quotazione. Spesso, inoltre, per i neofiti del trading, ma anche per i traders più esperti, risulta più semplice riconoscere le formazioni su un grafico del prezzo pulito, senza indicatori. In realtà un pattern fornisce un prezzo logico in corrispondenza del quale entrare in una posizione, una quotazione take profit nel caso in cui esso si perfezioni e un prezzo di stop loss qualora non riesca a restituire il movimento atteso del mercato di riferimento.

In concreto, come per qualsiasi altra cosa in ambito di finanza o di investimenti, le formazioni grafiche non danno alcuna garanzia di un esito di successo, ma sono comunque in grado di fornire dei prezzi obiettivi per prevedere quando le probabilità favoriscono il completamento o il mancato perfezionamento del pattern in questione. D’altra parte, l’arte di utilizzare le formazioni grafiche del prezzo per sviluppare le decisioni di trading nasce dall’idea che, così come la storia si ripete, anche le formazioni di ripetono: è uno dei principi assoluti dell’analisi tecnica tradizionale. Di conseguenza quando un operatore finanziario inizia ad osservare in tempo reale che un pattern si sta sviluppando, è in grado di prevederne la risoluzione sulla base di quanto è avvenuto in precedenza e quindi di immaginare o intuire il successivo movimento del mercato.

In questo modo, le formazioni grafiche possono essere sfruttate come una specie di mappa per l’immediato futuro, nel caso in cui la quotazione completi e perfezioni la figura attesa. Con le formazioni grafiche del prezzo si ottiene il vantaggio di fare trading direttamente sul prezzo quando si prende la decisione iniziale di trading, piuttosto che leggere gli indicatori potenzialmente contraddittori derivati dal mercato e quindi in ritardo per antonomasia.  In effetti , utilizzando soltanto ed esclusivamente gli indicatori tecnici del prezzo, per generare le strategie di trading si è sempre un passo indietro rispetto alla quotazione stessa in quanto, essendo tutti gli indicatori basati sul prezzo delle derivazioni algebriche del prezzo medesimo, sono fondati su calcoli ritardati. Peraltro, l’utilizzo degli oscillatori o di altra categoria di indicatori basati sul prezzo, lascia aperta la questione del punto esatto in cui entrare, ovvero del market timing, di quello in cui posizionare uno stop loss o di quello in cui puntare un obiettivo di prezzo, ossia il take profit.

D’altro canto, se si fa trading usando un oscillatore dell’ ipercomprato o dell’ ipervenduto, l’obiettivo di prezzo non può essere riconoscibile, dal momento che si uscirà dalla posizione nel momento in cui l’indicatore segnala che il prezzo attualmente è su un estremo dello strumento tecnico. In questo modo, ci si basa sugli indicatori per prendere le decisioni di trading, piuttosto che sul prezzo stesso, per cui si è un passo indietro rispetto alla trade. Con le formazioni grafiche del prezzo, invece, è il trader a decidere il market timing, ovvero il punto esatto di entrata a mercato, quello in cui piazzare uno stop loss e quello in cui stabilire il take profit ovvero l’obiettivo atteso di prezzo utilizzando il prezzo stesso. In merito è opportuno ricordare la massima secondo cui soltanto il prezzo paga. Di fatto i traders che inseriscono l’analisi delle formazioni grafiche e l’elaborazione dei patterns nelle loro decisioni speculative rendono omaggio a questa affermazione che ha superato la prova del tempo.

Dunque l’efficacia acclarata delle formazioni grafiche nelle strategie di trading non dovrebbe comunque distogliere completamente l’attenzione dagli indicatori , che restano uno strumento complementare assai importante. Quello che invece si è voluto sottolineare è il diverso approccio ai mercati finanziari di chi fa trading affidandosi esclusivamente ai patterns rispetto a chi usa soltanto agli strumenti di analisi tecnica presenti sulle piattaforme dei brokers online. Come spesso accade la verità sta nel mezzo per cui è bene valutare attentamente le due strategie, quella basata sulle formazioni grafiche e quella sugli indicatori, considerandole alla stregua di due diversi tipi di vantaggio che l’analisi tecnica moderna offre all’investitore attuale.

Di Vincenzo Augello

Fonti:Guida completa al trading – Strategie operative e tecniche d’intervento nei mercati finanziari (Corey Rosenbloom, Hoepli – 2012)