Concetti generali di rischio nel trading criptovalutario e negli investimenti

Il rischio è una componente intrinseca di ogni tipo di investimento. Nel trading  soprattutto non c’è rendimento senza rischio, perciò quando si investe non si può eliminare del tutto l’incertezza. Fa parte delle regole del gioco: l’investimento viene remunerato proprio in funzione del rischio che si accetta di correre.

I rischi sono legati fra di loro

Detto questo, esistono diverse tipologie di rischio, tutte in grado in un modo o nell’altro di impattare sul risultato degli investimenti. Non solo: questi rischi sono interconnessi tra loro e tendono a influenzarsi a vicenda: come in un ecosistema, nel quale gli shock si trasmettono da un punto all’altro, magari amplificandosi.

In questa occasione provo a mettere un po’ in ordine le idee e a declinare i diversi tipi di rischio con cui tipicamente può avere a che fare un operatore finanziario. Si tratta essenzialmente di eventi che possono avere un impatto negativo sul capitale o sul reddito.

Parliamo nello specifico di:

Rischi personali

Rischi sociali/politici/economici

Rischi finanziari

Naturalmente non pretendo di essere esaustivo o di citare tutti i possibili rischi in cui un investitore potrebbe incorrere: si tratta di una panoramica generica, per comprendere quali tipologie di imprevisti potrebbero presentarsi ad un trader.

Rischi personali

Si tratta di eventi legati all’individuo, per esempio e toccando ferro, alle sue condizioni di salute o alla sua sfera lavorativa, sociale o familiare. Parliamo pertanto di un incidente, ma anche di un licenziamento inatteso, di un furto in casa, di un divorzio. Insomma, qualsiasi imprevisto che possa incidere negativamente su reddito e patrimonio. Per gestire ed affrontare questo tipo di rischio la soluzione più diffusa ed utilizzata è la sottoscrizione di una assicurazione.

Rischi politici, sociali ed economici

Questi sono rischi rari, ma quando si verificano le loro conseguenze sono pesanti e lasciano il segno nella storia: si tratta, in breve, di bruschi cambiamenti politici all’interno di un Paese, che possono dar luogo a rivoluzioni o guerre civili. Queste situazioni si accompagnano spesso, da un punto di vista patrimoniale, a espropri, danni alle proprietà, furti. Poi ci sono le crisi politiche tra Paesi, alla base di guerre e crisi economiche internazionali, con forti ripercussioni sul commercio internazionale, sulla crescita economica globale, e quindi sull’occupazione e sul benessere degli individui. Come difendersi in questi casi?  La strategia migliore consiste nell’avere investimenti facilmente smobilizzabili, cioè di natura finanziaria; le criptovalute di fatto possono risultare una delle tante soluzioni offerte dalla finanza attuale, limitando gli investimenti in immobili, spesso non semplici da liquidare ed evitando i Paesi più instabili dal punto di vista socio-politico.

Tra i rischi di natura economica invece, troviamo le anomalie nella crescita dei prezzi, che possono prendere due direzioni opposte: l’iperinflazione e la deflazione. L’iperinflazione è una fortissima impennata dei prezzi, che erode il valore degli investimenti e il potere di acquisto dei cittadini, mentre la deflazione è il ribasso generalizzato dei prezzi. In entrambi i casi i mercati finanziari reagiscono con un incremento della volatilità, quindi è importante avere un portafoglio ben diversificato.

Rischi specificatamente finanziari

I mercati finanziari sono un sistema complesso: vi partecipano ed interagiscono tante variabili, banche, governi, autorità di vigilanza, gestori di fondi, trader, broker, risparmiatori, i quali hanno a che fare con contratti, strumenti finanziari, denaro, norme, tecnologia. Stiamo parlando di un grandissimo numero di soggetti che comprano e vendono quotidianamente. Proprio perché il sistema è complesso ed articolato, è molto difficile prevedere e controllare l’andamento dei mercati, soprattutto su un orizzonte temporale breve. Ecco perché si possono verificare situazioni di turbolenza con veri e propri “crash”,  pensiamo alla bolla speculativa delle dot-com alla fine degli anni ’90. I crolli finanziari possono portare a perdite notevoli. I mercati finanziari però hanno statisticamente mostrato un’eccellente capacità di recupero, anche se ciò non è sempre avvenuto in tempi rapidi. Inoltre, non tutto va male simultaneamente: per questo motivo, ancora una volta, è importante diversificare i propri investimenti. Nel caso dei mercati virtuali è inopportuno mettere tutte le uova nello stesso paniere.

Correlazione e diversificazione

Il concetto di diversificazione è strettamente legato a quello di correlazione, cioè al fatto che due o più investimenti si muovano “insieme”. Anche qui si tratta di buon senso: la diversificazione funziona tanto meglio quanto più gli investimenti sono decorrelati. In linea di massima, gli asset, come le azioni, le valute e le divise digitali crittografate, non salgono o scendono insieme se il contesto politico ed economico è “tranquillo”, e ai rialzi di una può corrispondere i ribassi di un’altra. Avere i piedi in più scarpe, quindi, può aiutare a massimizzare i profitti e a compensare le perdite registrate su un fronte con i guadagni incassati su un altro. Con le criptovalute abbiamo centinaia e centinaia di possibilità di scelta.

Il principio è  semplice: non mettete tutte le uova in un solo paniere. Azzeccare l’andamento dei mercati finanziari è molto difficile, soprattutto su periodi brevi, quindi conviene puntare su diversi asset sperando che non tutti perdano valore. Diversificare infatti vuol dire ripartire il capitale in più investimenti con l’obiettivo di frazionare il rischio.

Di Vincenzo Augello