Coinfloor procederà al delisting di ethereum a partire dal prossimo gennaio, giudicati troppo impegnativi gli aggiornamenti tecnici

Previsione ETH dal 20 Novembre al 26 Novembre

Coinfloor non è esattamente uno dei principali exchange del mercato, scambia appena mezzo milione di dollari in bitcoin al giorno, ma è la piattaforma di scambio più antica del regno unito, essendo stata fondata nel 2013; di conseguenza, pur non essendo nulla di epocale, la decisione di procedere al delisting di ethereum a partire dal prossimo 3 gennaio non è comunque irrilevante. In particolare la mossa comunicata da coinfloor è degna di nota perché lo scambio giustifica la scelta di procedere al delisting di ethereum affermando che il passaggio dal protocollo POW al nuovo protocollo POS voluto da Vitalik Buterin imporrebbe all’exchange di dedicare una squadra di persone solo ad eseguire gli aggiornamenti richiesti, cosa che non si può evitare se non si vuole mettere a repentaglio la sicurezza della piattaforma. Secondo Coinfloor, in altre parole, assumere nuovo personale con le competenze specifiche per eseguire i vari aggiornamenti tecnici sarebbe così tanto oneroso da non giustificare, a fronte del fatto che gli scambi in ethereum rappresentano solo una piccola quota dei volumi complessivamente scambiati dalla piattaforma, un simile sforzo; meglio abbandonare quindi del tutto il supporto alla moneta che ostinarsi a supportarla senza che questo produca un effettivo beneficio.

Obi Nwosu, fondatore e CEO di Coinfloor, ha poi voluto precisare ulteriormente come stanno le cose, rimarcando come il passaggio da un protocollo POW a uno POS sia un’operazione così complessa che inevitabilmente potrebbero essere necessari anni prima che tale passaggio venga compiuto e, intanto, sopravviverebbero due versioni della stessa catena, cosa che evidentemente l’exchange non è disposto a gestire. Alla luce di queste motivazioni, quindi, non è possibile escludere che, nel prossimo futuro, anche altre piattaforme di scambio minori possano prendere la stessa decisione, cosa che inevitabilmente avrebbe un impatto negativo sul prezzo; d’altro canto l’abbandono del protocollo POW è una scelta quasi obbligata per ethereum che deve misurarsi con altre piattaforme che, invece, hanno già risolto il problema della scalabilità proprio adottando protocolli di consenso differenti dal POW. Insomma, o ethereum riesce a completare la transizione da POW a POS o finirà inevitabilmente con l’essere battuto sul piano tecnologico da progetti come TRON, EOS, WAVES e ARDR, tutte piattaforme che, in questo momento, appaiono nettamente superiori a quella creata da Vitalik Buterin; si prospettano, quindi, mesi difficili per ethereum, stretto in mezzo alla necessità di un cambiamento radicale e alle prese di distanza dei piccoli exchange come Coinfloor che potrebbero non essere disponibili a supportare gli sforzi degli sviluppatori.