Ethereum, la seconda più grande criptovaluta, ha ufficialmente bruciato oltre 2 milioni di ETH attraverso un meccanismo introdotto lo scorso anno

Il meccanismo sulla base del quale sono stati bruciati 2 milioni di Ethereum per un valore complessivo di circa 6 miliardi di dollari era stato introdotto lo scorso mese di agosto.

Si tratta di un evento che non poteva essere ignorato anche perché ha interessato la seconda più grande criptovaluta, e secondo Watch the Burn, un dashboard che monitora il meccanismo del cosiddetto ‘burn’, la rete ha distrutto complessivamente 2.000.996 ETH sin dalla sua introduzione. In termini di dollari sono poco più di 5,82 miliardi rimossi dalla circolazione per sempre.

Il nome tecnico del meccanismo di burn e implementato nell’hard fork di Londra, è EIP-1559, ed è solo uno dei numerosi aggiornamenti apportati alla rete. Attraverso questa “proposta di miglioramento di Ethereum” è stato possibile ristrutturare la struttura tariffaria della rete.

Ma cosa comporta esattamente? Invece di tutte le commissioni pagate per eseguire varie operazioni su Ethereum che vanno ai miners, EIP-1559 in sostanza divide queste commissioni in una tariffa base e mance. E solo quest’ultima porzione andrebbe ai ‘miners’. A venir bruciata è quindi solo la tariffa base, il che significa che dopo il ‘burn’ avremo una nuova struttura della Fee.

Verso l'”ultra-sound money”

L’applicazione di questo meccanismo di ‘burn’ ha anche alimentato l’“ultra-sound money”. Si tratta del meccanismo che si innesca quando si verifica un picco nell’attività di Ethereum, ed è possibile che la distruzione della porzione in circolazione superi l’importo emesso tramite ricompense in blocco. Il risultato è un effetto deflazionistico in cui nel mercato ci sono sempre meno Ethereum da acquistare.

Joe Lubin, co-fondatore di Ethereum e CEO di ConsenSys, nel corso di una chiacchierata durante il Camp Ethereal di quest’anno ha ricordato ancora una volta che grazie ad un ulteriore aggiornamento questo particolare effetto sarà ancor più al centro dell’attenzione.

Si avvicina l’aggiornamento “Consensus Layer” Ethereum 2.0

La seconda criptovaluta per capitalizzazione si avvicina al suo aggiornamento più completo di sempre, recentemente rinominato “Consensus Layer” Ethereum 2.0, che dovrebbe essere in grado di migliorare la velocità delle transazioni in rete, riducendo i costi e risolvendo il “problema dell’impronta di carbonio ed energia di Ethereum” stando a quanto lo stesso Lubin ha affermato.

L’aggiornamento porterà Ethereum lontano da una proof-of-work (POW) del meccanismo di Consensus, qualcosa che Bitcoin utilizza anche per convalidare le transazioni, verso un modello diverso che si chiama invece “proof-of-stake”. Quest’ultimo si presenta come un meccanismo maggiormente rispettoso dell’ambiente dal momento che richiede una potenza di calcolo inferiore per raggiungere livelli di sicurezza comparabili a quelli attuali.

Gli effetti positivi del passaggio da “proof-of-work” a “proof-of-stake”

Joe Lubin ha spiegato poi quali saranno gli effetti del passaggio da un meccanismo all’altro. “Un’altra cosa eccitante del passaggio al proof-of-stake è che il proof-of-work richiede molta emissione di ether (termine usato per descrivere Ethereum come criptovaluta e non come rete) in modo da incentivare queste persone con una infrastruttura massiccia, per prestare le proprie risorse e convalidare le transazioni sulla rete”, ha spiegato il co-fondatore di ETH. “Quindi se disponi di un’infrastruttura molto leggera, puoi emettere molto meno ether per blocco costruito” ha aggiunto ancora Lubin.

Con meno emissioni si ha anche meno Ethereum distribuito sul mercato. E questo, insieme al meccanismo di burn attualmente all’opera, significa che Ethereum “brucerà più ether ogni singolo giorno di quanto ne viene emesso, perché verrà emesso molto meno ether per proteggere la rete” ha spiegato quindi Lubin “ed è così che il denaro ultra-suono (ultra-sound money) si appresta a fare la sua comparsa”.

Quanto alle tempistiche per l’introduzione di tutte queste nuove modifiche, il co-fondatore di Ethereum ha fatto sapere che dovrebbero essere lanciate “entro il secondo trimestre o eventualmente slittare nel terzo trimestre” del 2022.

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