Brasile: a San Paolo si punta sulla blockchain per la gestione dei lavori pubblici

Come riportato dall’edizione locale di cointelegraph in Brasile, a San Paolo per la precisione, il governo municipale ha deciso di puntare sulla tecnologia blockchain per la gestione degli appalti per la realizzazione delle pubbliche infrastrutture. Lo scopo, chiaramente, è quello di aumentare la trasparenza e ridurre la corruzione che rappresenta per il paese una vera e propria piaga; nonostante i pesanti investimenti realizzati in passato, infatti, lo stato di strade, ponti e altre infrastrutture non rispetta le aspettative, così la municipalità ha pensato di correre ai ripari. Marcus Granadeiro, presidente di Construtivo (l’azienda che si occuperà di sviluppare la nuova piattaforma blockchain per la città di San Paolo), la decisione di investire su questa tecnologia migliorerà l’accesso ai dati rilevanti per i vari progetti a beneficio di tutte le parti interessate. Più precisamente Granadeiro ha dichiarato che:

È indispensabile che i dati provenienti da tutti i cantieri nella città di San Paolo o relativi ai vari progetti in corso siano disponibili online per qualsiasi necessità. Con la nostra piattaforma la gestione dei processi e dei documenti avviene in tempo reale e i dati restano accessibili da qualunque luogo”

Avere a disposizione i dati relativi a un progetto con la sicurezza che non possano essere ne manipolati ne fatti sparire permetterà, in futuro, di risalire alla catena decisionale, identificando dove sono nati i problemi, perché e gli eventuali responsabili. Insomma, si prospettano tempi cupi per chi a San Paolo si era abituato ad ingrassare grazie agli appalti pubblici, facendo sparire denaro e realizzando opere di dubbia qualità; chiaramente questo è uno degli aspetti più importanti quando parliamo dei benefici di questa tecnologia. Diventa quindi inevitabile fare un parallelo con la situazione italiana, dove abbiamo i medesimi problemi e dove la corruzione da un lato e l’infiltrazione delle mafie nell’economia reale hanno generato un’infinità di storture, con le opere pubbliche che costano sempre molto di più che nel resto d’Europa e una qualità che spesso si rivela infima; il primo esempio che mi viene in mente è il dormitorio crollato durante il terremoto de L’Aquila, costruito anni prima con materiali di bassa qualità, sotto le macerie del quale sono morti decine di ragazzi. Ecco, se avessimo avuto una piattaforma blockchain sarebbe stato facilissimo risalire ai dati di quell’appalto e ricostruire la catena decisionale e le responsabilità; tali informazioni, poi, sarebbero state accessibili a chiunque e avrebbero permesso quindi non solo ai giudici ma anche ai giornalisti di fare al meglio il proprio lavoro e portare alla luce in tempi rapidissimi le responsabilità del crollo. In attesa che la nostra classe dirigente si svegli dal letargo trentennale in cui è caduta, quindi, non ci rimane che guardare a ciò che succede nel resto del mondo domandandoci quando anche noi ci decideremo a mettere in campo questo genere di soluzioni.