Blockchain: uno dei più grandi brand della moda collabora con IOTA per la trasparenza della catena di approvvigionamento

Stiamo parlando di Alyx, uno dei principali brand emergenti nel mondo della moda, cresciuto esponenzialmente negli ultimi tre anni fino a diventare uno dei principali marchi del lusso a livello internazionale; la storia ci riguarda da vicino, perché l’azienda fondata da Matthew Williams può essere praticamente considerata un marchio made in Italy, nonostante il suo fondatore sia originario di Chicago. E’ lo stesso Williams a non farne mistero, nel momento in cui, come dichiarato in diverse interviste, ammette che per poter sviluppare Alyx secondo la propria visione trasferirsi con tutta la sua famiglia in Italia era una scelta praticamente obbligata. Per il designer, quindi, l’Italia è diventata semplicemente casa sua. Alyx oggi è basata quasi interamente a Ferrara, città nella quale Williams ha deciso di trasferirsi nel 2016 dopo aver fatto il “pendolare” per qualche tempo tra una sponda e l’altra dell’oceano; intervistato da diverse testate quando si parla del nostro paese lo stilista ha sempre parole di grande apprezzamento. Di recente, ad esempio, ha avuto modo di dichiarare alla stampa:

Amiamo vivere in Italia ed è stata una grande transizione per noi. C’è così tanta storia e bellezza qui. Il ritmo più lento della vita di tutti i giorni mi consente anche di concentrarmi sulla mia famiglia e sul mio lavoro, che sono le due cose più importanti”

Insomma, per una volta fa piacere scoprire che un’azienda così importante ha deciso di concentrare la propria attività nel nostro paese, soprattutto in un momento storico in cui tanti dei nostri marchi importanti decidono di spostarsi all’estero; tornando alla parteship con IOTA Matthew Williams ha deciso di investire su questa collaborazione per aumentare la trasparenza della supply chain (come riporta Vogue Business con un articolo pubblicato lo scorso 24 giugno), team col quale Alyx aveva già avviato diverse altre collaborazioni negli ultimi tempi. La nuova partnership, ancora in fase di test, prevede di dotare una decina di capi Alyx di un Qrcode che permetterà di visionare la catena di approvvigionamento del prodotto, di modo che il cliente possa verificare in prima persona dove il capo è stato realizzato, con quali materie prime e tracciando tutti i vari passaggi che il capo ha fatto nell’essere distribuito. Per quanto riguarda le materie prime, nel momento in cui i fornitori Alyx inseriranno i dati richiesti, questi verranno memorizzati su blockchain e registrati attraverso un tag ID digitale diverso per ogni capo. Secondo quanto lo stesso Williams ha dichiarato a Vogue Business l’obiettivo di Alyx è di spostare su blockchain l’intera gamma di prodotti del marchio, di modo da promuovere e rispecchiare l’idea di trasparenza che caratterizza il brand. Come abbiamo già scritto in numerose altre occasioni tracciare l’approvvigionamento di una azienda su blockchain è cosa più facile a dirsi che a farsi, dato che il sistema dipende interamente dalla precisione dei dati di input, tuttavia Alyx sfugge a questa dinamica perché, per prima cosa, ha solo quattro anni di vita ed in secondo luogo perchè produce l’80% dei suoi prodotti con fornitori italiani impegnati essi stessi nella trasparenza della filiera; ed è proprio questo aspetto a rappresentare il punto di forza di Alyx, sia a livello di qualità della produzione, sia per quanto riguarda l’implementazione della trasparenza attraverso la tecnologia blockchain, la possibilità di operare con aziende quasi tutte italiane, che puntano sulla qualità ed hanno tutto l’interessa a rendere questa qualità trasparente e verificabile per i clienti, è sia il segreto del successo di Alyx sia ciò che renderà fattibile spostare le informazioni relative alla catena di approvvigionamento su blockchain.