Blockchain: i colossi della logistica pronti a puntare su questa tecnologia

Logistica e blockchain sono un connubio perfetto, chiunque abbia approfondito e studiato questa tecnologia lo capisce chiaramente; nel corso della Blockchain Revolution Global Conference tenutasi il 24 e 25 aprile scorsi, il responsabile del comparto IT di FedEx (Rober Carter) ha scoperto le carte è confermato che c’è bisogno di imporre standard blockchain per le spedizioni internazionale. Il dirigente di FedEx argomenta questa sua convinzione sostenendo che uno standard blockchain, comunemente condiviso, renderebbe più facile per le dogane tracciare la provenienza dei beni e consentirebbe una maggiore sinergia tra le aziende del settore eliminando alcuni problemi causati dall’accanita concorrenza. C’è poi da considerare, conclude Carter, che le informazioni relative a una spedizione sono importanti quanto il prodotto spedito, e per certi versi persino di più, per cui l’uso di una blockchain potrebbe contribuire a proteggere questi dati. Alla fine della tavola rotonda il CIO di FedEx ha poi confermato che i tre giganti statunitensi della logistica (FedEx, DHL Express e UPS) si sono uniti nella BiTA (Blockchain in Transport Alliance) per formulare uno standard che potrebbe essere implementato e accettato in tutto il settore; resta comunque il problema relativo alla natura che questa ipotetica blockchain dovrebbe assumere. Secondo quanto emerso appare chiaro che i colossi della logistica stanno pensando a una blockchain centralizzata, cosa che potrebbe anche funzionare e che confermerebbe in un certo senso quello che io stesso sostengo da tempo e cioè che sul mercato c’è spazio per entrambi questi approcci (sia quello centralizzato che quello decentralizzato); tuttavia una blockchain centralizzata finisce inevitabilmente per essere depotenziata. La centralizzazione, infatti, rende fragile l’infrastruttura, che può quindi essere facilmente bucata, mettendo così a repentaglio non solo la sicurezza dei dati archiviati ma anche la loro correttezza. In ogni caso appare evidente che l’impatto della tecnologia blockchain sia destinato ad essere particolarmente violento per quel che riguarda la logistica, semplificando e snellendo molte procedure e provocando in questo modo anche una riduzione dei costi che, speriamo, vada a beneficio dei clienti e non finisca invece interamente nelle tasche dei colossi della logistica. I tempi comunque sono ormai maturi e nei prossimi anni assisteremo a una diffusione sempre maggiore della blockchain in quasi tutti i settori, con l’adozione di massa che sarà probabilmente guidata proprio dal fintech e dalla logistica che, come appare del tutto evidente, sono i due settori che traggono maggiore giovamento da questa innovazione. Sarebbe poi interessante capire un’altra cosa e cioè se agganciata a questa blockchain globale della logistica ci sarà anche una criptovaluta nativa, utile magari a creare un’infrastruttura ibrida pubblico-privata, in cui gli utenti vengono ricompensati per mettere i loro dispositivi a disposizione della rete che processerà gli spostamenti delle merci a livello globale. Ma per capire se i colossi della logistica decideranno effettivamente di muoversi in questa direzione (che mi sembra francamente la soluzione più intelligente), occorrerà attendere che partano le prime sperimentazioni.