Blockchain ed energie rinnovabili, i giapponesi ci investono

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La marubeni corporation (fondata nel 1919 e avente sede a Tokyo) è un’importante sōgō shōsha giapponese, in pratica un modello di business molto comune in Giappone costruito intorno a società commerciali che agiscono in svariati settori ma con preferenza nell’ambito delle banche d’investimento e del private equity; a seguito di un articolo pubblicato su Reuters nella giornata di ieri questa azienda è entrata nei radar di tutti gli appassionati di criptovalute perché sta investendo in una piattaforma blockchain per tradare energia. Abbiamo già scritto altre volte di aziende attive in questo settore, ma questa volta parliamo di un progetto particolarmente rilevante anche perché vede coinvolta WePower; il progetto, in ogni caso, rimane nei canoni di altri simili, si tratta quindi di consentire alle piccole utenze business di poter scegliere presso quale fonte energetica approvvigionarsi. Lo scopo principale della piattaforma sarà di contribuire a sbloccare decine di miliardi di dollari nella generazione di energia per progetti più piccoli nel mercato elettrico australiano; Il CEO di WePower, Nikolaj Martynuik, entusiasta della facilità d’uso di questa nuova piattaforma, ha dichiarato a Reuters che:

L’unico punto di discussione quindi, attraverso la piattaforma, è il prezzo. Ciò rende il sistema molto meno complesso di quanto ci si sarebbe potuti aspettare”

L’azienda ha inoltre affermato che la sua piattaforma permetterà ai produttori di energie rinnovabili (principalmente da solare ed eolico) di capitalizzare i propri progetti vendendo energia sotto forma di token; insomma, come abbiamo scritto già diverse volte, quello dell’energia è uno dei segmenti più interessanti per l’industria blockchain anche perché con questa tecnologia è possibile finalmente ricavare il massimo dalle energie rinnovabili, a costi contenuti e sviluppano un sistema estremamente semplice da usare per gli utenti finali. Grazie a queste nuove infrastrutture, quindi, è possibile immaginare un futuro dove aumentano le fonti di approvvigionamento, in cui si riuscirà a far fronte alla domanda energetica crescente senza sgravarne il costo sull’ambiente, investendo sulle energie rinnovabili e riuscendo addirittura a favorire la contrazione dei costi dell’elettricità per i clienti finali; si tratta quindi davvero di una piccola grande rivoluzione, che promette di rendere più facile ed economico anche fare impresa dal momento che in molti settori proprio l’elettricità è uno dei principali costi da sobbarcarsi.