Bitcoin SV, ancora guai per la creatura di Craig Wraight alle prese con un’ondata di blocchi orfani

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I guai per bitcoin SV continuano a susseguirsi senza soluzione di continuità, dopo che la moneta ha subito il delisting da binance prima e a ruota da altri exchange, tra i quali il più rilevante è certamente kraken, dopo il crollo del prezzo con la rottura del supporto a 60$ che sembra suggerire l’imminenza di un pesante ciclo ribassista (che potrebbe avere conseguenze molto spiacevoli), dopo i report che hanno fatto il giro del mondo sulle perdite dei minatori (oltre 2mln di dollari di perdite accumulati in neanche sei mesi), un nuovo guaio colpisce duramente la credibilità di BSV. E’ notizia di oggi, infatti, che nelle ultime ore la blockchain abbia generato la bellezza di sei blocchi orfani consecutivi; tentiamo di capire di cosa stiamo parlando e perché la notizia è rilevante. Vengono definiti “orfani” i blocchi che non sono parte della blockchain principale che vanno quindi a formare una catena invalidata; la notizia ha dell’inquietante perché la formazione dei “blocchi orfani” può anche nascondere un tentativo di attacco da parte di un soggetto con sufficiente capacità di hash che tenti di invalidare le transazioni. Se i 6 blocchi orfani di oggi dovessero essere ricondotti effettivamente a un attacco contro Bitcoin SV e soprattutto se l’attacco dovesse andare a buon fine questa sarebbe una vera e propria batosta per la credibilità (già fortemente minata dagli eventi recenti) di questa moneta e potrebbe avere un effetto fortemente bearish sull’andamento del prezzo. Come abbiamo già spiegato in altri articoli, infatti, la rottura del supporto a 60$ è molto preoccupante, perché fa temere un crollo verticale delle quotazioni e un possibile azzeramento (così come alcuni account molto in vista nella comunità hanno suggerito nei giorni scorsi sui social); in questo momento il prezzo ha rimbalzato sul nuovo minimo storico di 55$ e sta tentando di reagire, tuttavia sul grafico 4h si è già formata quella che sembra essere una classica configurazione di continuazione del trend ribassista e la notizia di oggi potrebbe respingere ancora molto più in basso il prezzo, portandolo a segnare un nuovo minimo. Gli hodler BSV sembrano però aver reagito bene alla pressione psicologica inevitabile che tutte queste notizie hanno generato e, almeno per ora, non abbiamo assistito a fenomeni di panic selling particolarmente rilevanti, fatta eccezione per il pesante dump registrato in data 14 aprile quando il delisting da parte di binance ha spinto molti trader (che evidentemente stavano facendo operazioni di breve termine) a vendere massicciamente provocando la rottura del supporto. Nelle prossime settimane avremo modo di capire meglio quanto sia fosco il futuro di Bitcoin SV, se riuscirà a riprendersi da questa situazione (anche perché molti exchange hanno dichiarato già che non escluderanno la moneta dalle loro piattaforme) o se invece la pressione spietata di larga parte della comunità (generata dai comportamenti scorretti di Wright) finirà per far soccombere definitivamente questo fork di Bitcoin Cash.