Bitcoin: arrestato in Italia Dmitri Vasilyev, ex CEO di WEX

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A riferirlo in data 19 luglio è la BBC russa, Dmitri Vasilyev, finito sotto la lente d’ingrandimento del dipartimento di polizia di Almaty (in Kazakistan), è stato arrestato nella giornata di ieri dalle autorità italiane in quanto sospetto di aver frodato per 20mila dollari un investitore attraverso lo scambio WEX; l’exchange in questione era nato come una costola di BTC-e che, nei tempi d’oro, arrivò a gestire quasi il 3% dei volumi complessivamente scambiati su bitcoin prima di essere chiuso dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (il 26 luglio 2017) con l’accusa per il suo CEO, Alexander Vinnik, di riciclaggio di denaro internazionale. Fu proprio in quel momento che apparve WEX, ad opera Vasilyev, con l’intento di proseguire l’opera di BTC-e ed anche lui finito presto nei guai dal momento che la nuova piattaforma chiuse i battenti molto rapidamente (già nel luglio 2018); ma le disavventure di Dmitri non sono finite qui, sulla sua testa, infatti, pendeva già da mesi un mandato di cattura internazionale. Detto questo precisiamo che, in ogni caso, la notizia del suo arresto avvenuto, nella giornata di ieri, nel nostro paese non trova ancora conferme ufficiali ma è stata riferita da un amico personale di Vasilyev; resta da dire che, ammesso che sia mai esistito un tempo in cui si potevano truffare impunemente gli investitori in criptovalute attraverso gli exchange, di recente stiamo assistendo a numerosi arresti di persone coinvolte in vari tipi di truffe nel mondo delle cripto, il che penso che sia senza dubbio una nota positiva. Rispetto al passato, quando ancora c’era la sensazione che in caso di truffa il mondo delle cripto fosse una specie di zona franca, oggi vediamo che le cose sono profondamente cambiate e che gli stessi strumenti giuridici che ci danno la possibilità di tutelarci contro truffe e abusi nella vita di tutti i giorni possono essere impiegati anche per difendere i nostri diritti quando si parla di cripto. Ovviamente dobbiamo ricordarci sempre che le truffe sono sempre esistite, per cui non possiamo pretendere che nessuno più usi le cripto per tentare una truffa, sarebbe una pretesa assurda, ma è sicuramente importante che si diffonda la consapevolezza che non esiste un rischio maggiore di subire una truffa se si usano delle cripto per i pagamenti invece che  il solito denaro, ne tanto meno esistono migliori possibilità di farla franca provandoci.