Negli ultimi giorni si erano fatte sempre più insistenti le voci relative al fatto che la Tunisia fosse prossima ad emettere una propria CBDC; tali voci avevano trovato conferma in un articolo pubblicato dall’agenzia di stampa russa Tass ed erano sembrate verosimili visto che, nell’articolo, si rimarcava la partecipazione di una startup russa (la Universa) la cui blockchain sarebbe stata impiegata per consentire il funzionamento della moneta digitale tunisina. La banca centrale del paese, quindi, con un comunicato stampa successivo ha voluto smentire queste voci ed ha negato integralmente quanto circolato nei giorni scorsi; il primo sito di settore a segnalarlo è stato CoinDesk, con un articolo pubblicato proprio qualche ora fa. La banca centrale tunisina, quindi, ha confermato di avere allo studio una propria CBDC ma dichiara di stare ancora valutando la possibilità di emetterla e, soprattutto, nega di essersi rivolta ad aziende (sia nazionali che estere) per ricevere sostegno tecnologico.
Pur ammettendo, quindi, di aver preso in considerazione la possibilità di emettere una CBDC la banca centrale tunisina nega nella maniera più assoluta che sia in programma il lancio imminente dell’E-Dinar e afferma che, in questo momento, si sta concentrando più che altro sulla digitalizzazione della finanza, mentre per quanto riguarda più strettamente le criptovalute (inclusa un’eventuale CBDC) sta ancora tentando di definire l’impatto che questo genere di strumenti potrebbe avere in termini di sicurezza informatica e stabilità finanziaria. Il comunicato ricostruisce inoltre i fatti ed è, nel definire l’accaduto, particolarmente severo; stando a quanto si può leggere sul sito della banca centrale tunisina, infatti, l’equivoco sarebbe nato a causa di un test, effettuato nell’ambito dell’ultimo evento del FOREX Club Tunisia (indipendente e senza alcun legame con la banca centrale) durante il quale, con lo scopo di incoraggiare alla sperimentazione le startup e i giovani tunisini, è stata svolta una dimostrazione di fattibilità tecnica relativa a un’ipotetica valuta digitale, avviata da una startup privata. Successivamente questo stesso test è stato usato, occultando il contesto entro il quale veniva svolto, per portare avanti un’operazione di marketing in cui il nome del banca centrale tunisina è stato utilizzato in modo improprio; in pratica l’istituzione, neanche troppo velatamente, afferma che Universa avrebbe utilizzato questo evento per farsi pubblicità. Il comunicato si conclude segnalando come la banca centrale tunisina si appresti a lanciare, all’inizio del 2020, il suo “BCT-LAB” e una Sandbox normativa, a dimostrazione di come l’istituzione rimangona aperta a tutte le innovazioni tecnologiche nel settore bancario e finanziario, a prescindere dall’incidente in cui si è trovata coinvolta.
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