ETF Bitcoin ed Ethereum: ottobre chiude in rosso, BlackRock e Fidelity al centro delle vendite

Bitcoin ed Ethereum chiudono ottobre 2026 con un forte deterioramento dei flussi verso gli ETF statunitensi, segnando un’inversione rispetto all’interesse registrato durante le settimane precedenti. I prodotti finanziari che consentono di investire nelle due principali criptovalute senza acquistarle direttamente hanno registrato riscatti netti per oltre 2,1 miliardi di dollari complessivi, evidenziando una maggiore prudenza da parte degli investitori.

La situazione appare particolarmente delicata per Ethereum, che ha concentrato la maggior parte dei deflussi mensili. Anche Bitcoin ha subito una significativa pressione nelle ultime sedute, culminata con una giornata particolarmente negativa il 30 ottobre. Il cambiamento potrebbe rappresentare un segnale di riduzione della propensione al rischio, sebbene i movimenti degli ETF non siano sufficienti, da soli, a prevedere la direzione futura delle quotazioni.

ETF Bitcoin: oltre 643 milioni di dollari ritirati in una sola seduta

Bitcoin – Valutevirtuali.com

Il dato più significativo per Bitcoin riguarda il 30 ottobre, quando gli ETF statunitensi hanno registrato deflussi netti per circa 643 milioni di dollari. La giornata ha interrotto bruscamente una serie di quattro sedute positive, durante le quali i fondi avevano raccolto complessivamente oltre 400 milioni di nuovi capitali.

A guidare i riscatti è stato iShares Bitcoin Trust (IBIT) di BlackRock, con circa 234 milioni di dollari usciti dal fondo. Subito dopo si colloca Fidelity Wise Origin Bitcoin Fund (FBTC), che ha registrato deflussi per circa 201 milioni. Le vendite hanno coinvolto anche altri strumenti, contribuendo a rendere particolarmente pesante il bilancio dell’ultima seduta del mese.

Considerando l’intero ottobre, gli ETF su Bitcoin hanno registrato riscatti netti per circa 515 milioni di dollari. Il risultato contrasta con la raccolta positiva di settembre, quando gli investitori avevano destinato oltre 2,6 miliardi di dollari ai prodotti statunitensi collegati alla principale criptovaluta.

La differenza tra i due mesi evidenzia quanto rapidamente possa cambiare il comportamento degli investitori. Dopo una fase di acquisti sostenuti, una parte del mercato ha preferito ridurre l’esposizione, probabilmente per motivi collegati alla gestione del rischio, alla volatilità delle quotazioni e alla necessità di riequilibrare i portafogli.

Ethereum: deflussi per 1,61 miliardi, il dato più preoccupante

Se Bitcoin ha attraversato un ottobre complicato, Ethereum presenta un quadro ancora più negativo. Gli ETF statunitensi collegati alla seconda criptovaluta per capitalizzazione hanno registrato deflussi netti mensili per circa 1,61 miliardi di dollari, una cifra particolarmente rilevante rispetto alle dimensioni complessive del comparto.

Il prodotto maggiormente coinvolto è stato iShares Ethereum Trust (ETHA) di BlackRock, che ha accumulato riscatti netti per circa 1,42 miliardi di dollari nel corso del mese. La concentrazione delle vendite su un singolo fondo rappresenta un elemento importante, perché suggerisce che una parte significativa del movimento possa dipendere dalle decisioni di determinati gruppi di investitori, anziché da un comportamento uniforme di tutti gli operatori.

La pressione è proseguita fino all’ultima seduta, quando gli ETF su Ethereum hanno perso altri 155,7 milioni di dollari. Il 30 ottobre ha rappresentato la quinta giornata consecutiva di deflussi, confermando una tendenza negativa più persistente rispetto a quella osservata sui prodotti dedicati a Bitcoin.

La maggiore fragilità di Ethereum emerge anche confrontando i riscatti con il patrimonio amministrato dagli ETF. Poiché il mercato dei fondi collegati a Ether è molto più piccolo rispetto a quello di Bitcoin, un deflusso di alcuni miliardi produce un impatto proporzionalmente superiore sulle masse gestite.

Perché gli investitori stanno abbandonando gli ETF sulle criptovalute?

Le ragioni dei riscatti possono essere diverse e non esiste una spiegazione unica in grado di giustificare tutti i movimenti. Una possibile interpretazione riguarda la riduzione generale della propensione al rischio, che tende a penalizzare gli strumenti caratterizzati da oscillazioni elevate quando aumenta l’incertezza sui mercati finanziari.

Un altro fattore riguarda le prese di profitto. Dopo periodi di rialzo o di forte raccolta, alcuni investitori possono decidere di ridimensionare le posizioni per consolidare i risultati ottenuti oppure riportare l’esposizione alle criptovalute entro i limiti previsti dalle proprie strategie.

Gli ultimi giorni di ottobre sono stati inoltre caratterizzati da preoccupazioni sulla sicurezza del settore, dopo le notizie relative a un grave incidente informatico che ha coinvolto Binance. L’episodio potrebbe aver contribuito al nervosismo degli operatori, anche se non è possibile dimostrare un rapporto diretto tra l’accaduto e tutte le richieste di rimborso registrate dagli ETF.

Bisogna considerare anche il contesto macroeconomico. Le aspettative sui tassi di interesse, l’andamento del dollaro e le prospettive della liquidità internazionale influenzano frequentemente la domanda di attività rischiose. Quando le condizioni finanziarie diventano meno favorevoli, gli investitori possono scegliere di privilegiare strumenti considerati più difensivi.

Bitcoin ed Ethereum: cosa significano i deflussi per i prezzi?

L’uscita di capitali dagli ETF rappresenta un indicatore importante, ma non determina automaticamente un ribasso delle criptovalute. I prezzi di Bitcoin ed Ethereum dipendono infatti anche dagli scambi sui mercati internazionali, dalle operazioni degli investitori istituzionali e privati e dall’equilibrio complessivo tra domanda e offerta.

I riscatti possono comunque contribuire ad aumentare la pressione sul mercato. Quando le quote degli ETF vengono rimborsate, i meccanismi di funzionamento dei fondi possono richiedere operazioni sul sottostante, influenzando la liquidità e contribuendo a rafforzare eventuali movimenti ribassisti già in corso.

È però fondamentale distinguere i deflussi netti dalla perdita di valore del patrimonio. Un fondo può registrare una diminuzione delle attività amministrate perché gli investitori ritirano capitali, perché il prezzo della criptovaluta scende oppure per una combinazione dei due fattori. I dati sulle sottoscrizioni e sui riscatti misurano quindi un fenomeno diverso rispetto alla variazione delle quotazioni.

Un altro elemento da considerare è la dimensione complessiva del settore. Nonostante i riscatti di ottobre, gli ETF statunitensi su Bitcoin conservano afflussi netti cumulati dalla loro introduzione superiori a 57 miliardi di dollari. Questo significa che la debolezza recente, pur significativa, non ha cancellato l’interesse accumulato negli anni precedenti.

Novembre sarà decisivo: quali segnali osservare sugli ETF crypto

L’inizio di novembre potrebbe offrire indicazioni importanti per comprendere se il deterioramento di ottobre rappresenti una fase temporanea oppure l’inizio di un periodo più prolungato di riduzione dell’esposizione alle criptovalute.

Per Bitcoin, il primo elemento da osservare sarà l’eventuale ritorno di raccolta positiva sui principali ETF, soprattutto quelli gestiti da BlackRock e Fidelity. Una stabilizzazione dei flussi contribuirebbe a ridimensionare i timori di ulteriori vendite, mentre nuovi riscatti consistenti potrebbero mantenere elevata la pressione sulle quotazioni.

Per Ethereum, la questione principale riguarda la continuità dei deflussi e il comportamento del fondo ETHA. Un rallentamento delle richieste di rimborso sarebbe un primo segnale di miglioramento, anche se per parlare di un’inversione duratura sarebbe preferibile osservare diverse sedute consecutive di raccolta positiva.

Gli investitori dovranno inoltre valutare il rapporto tra flussi e andamento dei prezzi. Se le criptovalute dovessero stabilizzarsi nonostante nuovi riscatti, il mercato potrebbe dimostrare una capacità di assorbimento superiore alle attese. Al contrario, una combinazione di vendite persistenti e quotazioni in discesa indicherebbe una situazione più fragile.

Ottobre 2026 si chiude quindi con un segnale di cautela per il mercato delle criptovalute, soprattutto per Ethereum, che ha subito deflussi proporzionalmente più rilevanti. La direzione delle prossime settimane dipenderà dalla capacità degli ETF di recuperare nuovi capitali e dall’evoluzione delle condizioni finanziarie internazionali.

Disclaimer: Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. Alcuni contenuti o comunicati stampa possono essere forniti da terzi. Effettua sempre le tue ricerche prima di prendere decisioni finanziarie. Il sito declina ogni responsabilità per eventuali perdite o danni.

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