La Cina accelera sull’intelligenza artificiale e punta a risolvere uno dei problemi che potrebbero frenare lo sviluppo dei modelli più avanzati: la crescente scarsità di dati di alta qualità per l’addestramento.
La National Data Administration ha delineato un piano nazionale che prevede la creazione, entro il 2028, di grandi raccolte di dati validate e specifiche per diversi settori strategici dell’economia. L’obiettivo è trasformare i dati in una vera infrastruttura nazionale per sostenere lo sviluppo dell’IA cinese e ridurre uno dei principali ostacoli alla crescita dei nuovi modelli.
La Cina prepara grandi raccolte di dati per nove settori
Il progetto interesserà inizialmente nove comparti strategici: ricerca scientifica, industria manifatturiera, agricoltura, energia, trasporti, finanza, sanità, istruzione e commercio elettronico.
Pechino vuole creare raccolte di informazioni sufficientemente ampie e affidabili da poter essere utilizzate direttamente per addestrare e migliorare i modelli di intelligenza artificiale.
Non si parlerà solamente di testi. Il programma comprenderà codice, immagini, audio, video e altre tipologie di dati multimodali, indispensabili per sviluppare sistemi capaci di comprendere situazioni sempre più complesse.
Robot, guida autonoma e IA avanzata tra le priorità
Il piano guarda anche alle tecnologie considerate decisive per i prossimi anni. Tra i settori indicati compaiono robotica e intelligenza artificiale incorporata, guida autonoma, aviazione a bassa quota e bioproduzione.
Queste applicazioni richiedono enormi quantità di informazioni raccolte dal mondo reale. Un robot, ad esempio, deve essere addestrato non soltanto attraverso testi e immagini, ma anche utilizzando dati relativi a movimenti, oggetti, ambienti e interazioni fisiche.
La disponibilità di raccolte specializzate potrebbe quindi diventare un vantaggio competitivo importante per le aziende cinesi impegnate nella realizzazione di robot umanoidi, veicoli autonomi e sistemi industriali intelligenti.
L’intelligenza artificiale rischia di rimanere senza dati di qualità
Dietro l’iniziativa cinese c’è un problema destinato a diventare sempre più importante. I modelli più avanzati richiedono quantità enormi di contenuti per continuare a migliorare, ma la disponibilità di testi originali e di alta qualità pubblicamente accessibili non è infinita.
Alcune stime indicano che l’attuale disponibilità di contenuti umani utilizzabili potrebbe diventare insufficiente entro la fine del decennio, costringendo le società del settore a cercare nuove fonti di informazioni oppure a fare maggiore affidamento sui dati sintetici generati dall’intelligenza artificiale.
La qualità diventa inoltre sempre più importante della semplice quantità: addestrare un modello su informazioni incomplete, duplicate o poco affidabili può infatti limitarne le capacità.
Pechino vuole trasformare i dati in una risorsa strategica
Il progetto rientra nella più ampia strategia AI Plus, attraverso la quale Pechino vuole integrare progressivamente l’intelligenza artificiale nell’industria e nell’economia nazionale.
La Cina sta inoltre lavorando a regole per facilitare l’utilizzo legale delle informazioni durante l’addestramento, affrontando temi come diritti di utilizzo, copyright, autorizzazioni e condivisione dei ricavi con i proprietari dei contenuti.
La competizione globale sull’intelligenza artificiale potrebbe quindi spostarsi progressivamente dai soli chip e centri di calcolo alla disponibilità di informazioni affidabili. Per Pechino, costruire entro il 2028 un grande ecosistema nazionale di dati per l’IA significa provare ad assicurarsi una delle risorse più importanti per lo sviluppo della prossima generazione di modelli.
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