Nel mercato delle criptovalute si sta delineando una divergenza strutturale tra il mercato a pronti (spot) e quello dei prodotti derivati. Di recente, Tether ha emesso un miliardo di nuovi dollari in USDT, ma la reazione del prezzo di Bitcoin (BTC) ha evidenziato come questa nuova liquidità non si stia traducendo in acquisti diretti dell’asset, sollevando interrogativi sullo stato del ciclo di mercato attuale.
Ecco l’analisi dei dati on-chain e dei fattori macroeconomici che spiegano questo scenario.
La divergenza tra mercato Spot e Derivati
I dati accumulati nelle ultime settimane indicano che la ripresa della domanda complessiva di Bitcoin è guidata quasi esclusivamente dal mercato dei derivati e dei futures, mentre la domanda sul mercato spot rimane in territorio negativo.
- Domanda Futures in aumento: Le posizioni speculative sui derivati sono tornate in area positiva, segnalando un aumento della leva finanziaria complessiva nel sistema.
- Domanda Spot debole: Gli acquisti diretti della criptovaluta registrano ancora valori negativi. Questo significa che il capitale fresco immesso sul mercato, compreso il miliardo di USDT recentemente emesso, viene in gran parte mantenuto come liquidità d’attesa (dry powder) o impiegato per finanziare posizioni a leva, piuttosto che per accumulare materialmente Bitcoin.
Una struttura di mercato dominata dalla leva finanziaria e non dagli acquisti spot tende a essere più esposta a repentine liquidazioni a catena e a una maggiore volatilità qualora si verifichino improvvisi cambi di direzione nel sentiment degli operatori.
Il comportamento degli investitori istituzionali
Anche l’analisi del comportamento istituzionale riflette una fase di marcata cautela, influenzata dal ritorno di incertezze geopolitiche e macroeconomiche globali:
- Deflussi dagli ETF: Dopo una breve serie di giornate in positivo, gli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti hanno registrato deflussi netti superiori agli 85 milioni di dollari, confermando una rapida riduzione dell’esposizione al rischio da parte dei grandi fondi.
- Coinbase Premium negativo: Il Coinbase Premium Index, l’indicatore che misura il divario di prezzo tra Coinbase (utilizzato principalmente dalle istituzioni USA) e Binance, è passato in territorio negativo. Questo trend conferma la debolezza della domanda spot sul mercato statunitense.
Il confronto con i cicli passati
Sebbene l’indice Crypto Fear & Greed sia riuscito a mantenersi al di sopra della zona di paura estrema, gli analisti evidenziano come la durata dell’attuale fase correttiva o ribassista sia ancora inferiore rispetto agli standard storici di Bitcoin.
Mentre i cicli correttivi maggiori del 2018 e del 2022 si sono protratti per oltre 380 giorni prima di trovare una base solida e duratura, la fase attuale non ha ancora raggiunto quelle tempistiche. Questo scostamento storico suggerisce che il mercato potrebbe necessitare di ulteriore tempo prima di entrare in un contesto macroeconomico stabilmente favorevole agli asset ad alto rischio.
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