L’exchange di criptovalute binance è pronto ad aprire una sede in Turchia, a Istanbul

Changpeng Zhao

Che Binance sia nel panorama delle piattaforme di scambio quella più innovativa e alla continua ricerca di nuovi modi per ingrandirsi è cosa abbastanza nota, ciò che non ci aspettavamo, nonostante sia diventata molto attiva nel paese, era l’apertura di un ufficio fisico in quel di Istanbul; Binance, come abbiamo già spiegato in alcuni vecchi articoli, recentemente si è fatta molto attiva in Turchia, anche perché il paese è uno di quelli dove i volumi di acquisto di bitcoin sono più alti, ed è vicina ad implementare il supporto alla lira turca sul suo scambio, adesso Changpeng Zhao ha deciso di accelerare ancora di più e sembra pronto ad aprire una nuova sede locale nel paese. Si tratta, in ogni caso, di una deduzione che deriva dalla comparsa di annunci di lavoro sulla pagina aziendale dell’exchange; attraverso linkedin, quindi, siamo venuti a sapere che binance sta ricercando figure dirigenziali in Turchia e precisamente nell’ambito delle sue divisioni finanziarie, e presso gli uffici legale, marketing e PR.

Di recente era stato proprio CZ, pseudonimo twitter del CEO di binance, a confermare di reputare la Turchia un paese strategico per l’espansione dell’azienda e più in generale del mercato della crittografia, oltre che ad anticipare che era al vaglio l’apertura di una sede che, a regime, avrebbe dovuto avere tra i 10 e i 12 dipendenti; la ricerca di nuovi dipendenti su linkedin, quindi, ha un po’ il gusto della conferma ufficiale, difficile considerare ancora come un’indiscrezione la possibilità di una sede fisica di binance in Turchia. Dagli annunci si deduce anche che binance è alla ricerca di una figura chiave per la propria espansione in Turchia, un buon responsabile della compliance, che vada ad affiancare il lavoro fatto dall’ufficio legale centrale, può facilmente fare la differenza tra il successo e il fallimento di binance nel paese; qualora si dovessero venire a creare disguidi legali ed intoppi burocratici, infatti, l’apertura di una sede fisica in Turchia sarebbe comunque di scarsa utilità, se invece il responsabile della compliance riuscisse ad instaurare un clima sereno di confronto con le istituzioni locali allora la crescita della piattaforma nel paese potrebbe avvenire in maniera più rapida e naturale.