L’Afghanistan continua ad investire sulla blockchain, adesso è il turno delle applicazioni in ambito sanitario

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Chi ci segue abitualmente ed ha buona memoria ricorderà che diversi mesi fa abbiamo scritto di come l’Afghanistan, in collaborazione con le nazioni unite, avesse avviato un programma teso allo sviluppo di soluzioni blockchain per la registrazione dei terreni, volto a favorire uno sviluppo urbano armonico; adesso, come riportato dall’agenzia di stampa locale nella giornata di ieri, il ministero della sanità ha firmato un protocollo d’intesa con FantomOperations per integrare la tecnologia blockchain nel settore sanitario del paese. Lo scopo di questa nuova piattaforma è di prevenire il rischio che sul mercato afghano circolino medicinali contraffatti; oltre questo l’Afghanistan vuole realizzare un data base nazionale dei medici e delle strutture sanitarie e, chiaramente, digitalizzare le cartelle cliniche dei pazienti. Ferozuddin Feroz, il ministro artefice di questo nuovo protocollo d’intesa, ha dichiarato che:

Il ministero della sanità è impegnato nell’implementazione di un’infrastruttura digitale nel settore sanitario, crediamo che la tecnologia blockchain possa aiutarci a portare trasparenza, accelerazione ed efficacia in questo settore

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Recensione

La circolazione di farmaci contraffatti in Afghanistan sta diventando un problema rilevante, le istituzioni stimano che circa il 40% dei medicinali e delle apparecchiature mediche che entrano nel paese siano di provenienza illegale e questo mette a repentaglio la salute delle persone dal momento che proprio i farmaci sembrano essere di scarsa qualità. Monitorare attraverso una blockchain la catena di approvvigionamento dei farmaci permetterebbe di garantire la qualità di questi prodotti dal momento che qui non è una questione di mero copyright ma di salute pubblica. Il vero problema, infatti, non è la perdita di fatturato per le aziende che hanno i diritti su determinati farmaci, quanto il fatto che chi immette farmaci contraffatti sul mercato li produce spesso in assenza delle più elementari norme di sicurezza per cui c’è il rischio che i farmaci non siano efficaci, nel migliore dei casi, o danneggino addirittura la salute di chi li usa. Contrariamente quindi a quanto sostengono i detrattori proprio l’Afghanistan ci aiuta a sbugiardare una delle mistificazioni più comuni sulla tecnologia blockchain e cioè che il suo unico caso di applicazione concreto sia nell’ambito del fintech.