Criptovalute: Russia e USA sulle CBDC la pensano alla stessa maniera

In questi giorni a Sochi si sta svolgendo Finopolis, un forum sulle nuove tecnologie finanziarie che ha chiamato a raccolta i maggiori operatori del settore; al forum ha partecipato anche Elvira Nabiullina, presidente della banca centrale russa, che ha colto l’occasione per comunicare il punto di vista delle istituzioni del paese relativamente alla possibilità di emettere una propria CBDC. La Nabiullina ha infatti dichiarato che il lancio di una cripto di stato russa non è affatto scontato ed ha argomentato questa sua affermazione dichiarando che:

Dietro la nostra reticenza ad emettere una CBDC non ci sono solo motivi tecnologici, ma anche politici; è attualmente molto complicato stimare quali siano i vantaggi che una valuta digitale nazionale potrebbe avere sul nostro sistema, mentre al contempo ci sono diversi rischi sistemici, come ad esempio l’impatto che avrebbe sui sistemi di pagamento elettronici già in uso. Ci sono molti rischi e i vantaggi potrebbero non essere tali da giustificare una mossa di questo tipo.

Di recente anche le istituzioni americane si erano espresse in modo molto simile, affermando che la cosa più intelligente da fare fosse di permettere a paesi che hanno meno da perdere di emettere questo genere di strumenti, di modo da avere dei casi di studio concreti per analizzarne l’impatto sulla società. Sempre la Nabiullina ha anche riflettuto sul fatto che certamente il denaro elettronico presenta numerosi vantaggi ma ha rimarcato come probabilmente la società civile non sia ancora pronta a passare a un sistema completamente cashless; insomma, abbandonare completamente il contante potrebbe avere degli effetti difficili da stimare attualmente ed è un passo che, soprattutto i grandi paesi come Russia e USA, dovrebbero compiere con una certa cautela. Sinceramente le posizioni della presidente della banca centrale russa mi sono sembrate molto equilibrate e di buon senso, è infatti difficile, se non impossibile, non ammettere che le sue affermazioni vadano tenute in debita considerazione. D’altro canto, però, questo non giustifica affatto i governi a istituire un quadro normativo talmente rigido da ostacolare la crescita del mercato; anche per questo qualunque azione dei regolamentatori dovrebbe essere orientata allo stesso equilibrio che, in senso opposto, ha dimostrato la Nabiullina nel sostenere che la società non è ancora pronta all’emissione di una CBDC. Insomma, è vero che ci vuole equilibrio e non si può rischiare di fare il passo più lungo della gamba, ma è altrettanto vero che non si può pensare di procedere col freno a mano tirato. In ogni caso penso che ormai sia evidente che nel giro di una decina d’anni il denaro così come l’abbiamo sempre conosciuto verrà superato e progressivamente sostituito dalle nuove monete digitali, così come mi pare evidente che le CBDC (criptovalute garantite dalle banche centrali) siano destinate a dover coesistere con le monete decentralizzate come bitcoin. Che tipo di economia emergerà da tutto questo e quale sarà l’impatto in termini di equilibri geopolitici sullo scenario internazionale è sostanzialmente impossibile immaginarlo oggi, non ci resta che continuare ad osservare come le cose si evolveranno e sperare che le istituzioni (nazionali e internazionali) non finiscano col creare, come fin troppo spesso succede, un caos di proporzioni gigantesche che potrebbe finire col rivelarsi impossibile da governare.