Blockchain: New Balance in partnership con ADA cardano per certificare l’autenticità dei propri prodotti

Mentre la polemica sulla validità dei sistemi blockchain per certificare le diverse filiere produttive è ben lontana dal potersi definire chiusa, con la comunità spaccata in due tra chi ritiene che sia possibile e chi invece, come ad esempio il professor Ferdinando Ametrano (tra i maggiori esperti di questa tecnologia in Italia), ritiene che tale soluzione non sia implementabile, un caso d’uso concreto a livello aziendale, ed anche molto semplice da implementare, riguarda la certificazione dell’autenticità dei prodotti. Sono già molte a livello globale le aziende che si sono mosse in questa direzione, l’ultima è la New Balance che, come riportato da Crypto Briefing nella giornata di sabato scorso, ha deciso di utilizzare la blockchain di Cardano per garantire i consumatori sull’autenticità dei prodotti che acquistano; a confermarlo è anche il CEO di IOHK (una delle tre aziende che controlla la governance di Cardano) che ha annunciato la partnership nel corso di un recente vertice tenutosi a Plovdiv (in Bulgaria). Del resto proprio noi italiani sappiamo bene quanto la New Balance sia tra i marchi più colpiti dai falsi (ancora oggi nel nostro paese è uno dei marchi più contraffatti). Detto questo non possiamo fare a meno di fermarci un attimo a immaginare l’enorme beneficio che potrebbe derivare per la nostra economia dall’implementazione di questo tipo di tecnologia; nonostante l’Italia sia, incontestabilmente, una delle capitali mondiali della contraffazione (ed insieme uno dei principali mercati mondiali per la merce contraffatta) è anche uno dei paesi che subisce il maggior danno economico da questo fenomeno. Recenti stime, infatti, ipotizzano che il nostro paese subisca un danno economico di almeno 30/35mld di euro l’anno a causa della contraffazione, col settore enogastronomico che è uno dei più colpiti; bisogna ammettere, almeno questa volta, che non tutto è rimasto fermo in questi anni e che anche nel nostro paese ci sono diverse realtà che stanno sperimentando l’implementazione della tecnologia blockchain per arginare questo fenomeno. E’ sicuramente una nota positiva, ma non possiamo evitare di evidenziare che, come sempre, tutto si stia muovendo con una lentezza esasperante, soprattutto alla luce del fatto che questo genere di soluzioni sono, relativamente, abbastanza semplici da implementare; proprio quello della lotta alla contraffazione, che ci vede subire ogni anno ingenti perdite economiche, dovrebbe essere il motivo principale per spingere le istituzioni a porre in essere le condizioni normative per favorire la nascita e la crescita di un’industria blockchain nel nostro paese ed è proprio da questo punto di vista, nonostante la sandbox voluta dal precedente governo, che stiamo facendo troppo poco e in maniera troppo lenta.