Criptovalute: John McAfee si è offerto per sviluppare una CBDC per Cuba

Chi lo conosce sa bene che John McAfee, nonostante potrebbe tranquillamente godersi la vita vivendo di rendita, è continuamente alla ricerca di nuove sfide; chi lo segue sui social, invece, sa altrettanto bene che il vecchio John, sempre più ai ferri corti col governo USA, ha improvvisamente fatto capolino a Cuba. Da qualche settimana il suo account twitter sembra essere gestito dalla reincarnazione di Hemingway, non solo decanta le bellezze dell’isola e della vita semplice ma più che dignitosa che si vive a Cuba, ma è entrato in diverse occasioni in contrasto col governo USA evidenziando come, a differenza di quanto afferma la propaganda statunitense, sull’isola non ci sia affatto tutta questa povertà che gli americani credono, anzi, le persone godono di servizi (ad esempio quelli sanitari) che hanno standard perfettamente equiparabili a quelli americani. Chi ci segue, poi, sa bene che Cuba ha iniziato a muoversi in direzione di un’apertura alla tecnologia blockchain, prima liberalizzando i collegamenti internet e poi con dichiarazioni ufficiali in cui ha espresso il proprio interesse nei confronti delle criptovalute. Come ho già scritto in un altro articolo Cuba, nonostante sia ancora molto indietro nello sviluppo di questa tecnologia, sembra essere l’unico paese, attualmente, ad aver pienamente compreso la portata politica della tecnologia blockchain, avendo affermato che la considera il naturale punto di destinazione per sostenere la propria idea di socialismo. Nel giro di poco tempo da questi fatti, quindi, ecco che McAfee sbarca sull’isola, iniziando a decantare ai suoi follower la bellezza di Cuba; qualcosa doveva chiaramente bollire in pentola, ed infatti, ecco che, con un tweet di qualche giorno fa, John offre il suo aiuto al governo cubano scrivendo, traduco letteralmente, che:

Se Cuba vuole il mio aiuto io sono qui”

McAfee si è offerto di aiutare il governo cubano gratuitamente, nel rispetto di quelli che sono i suoi ideali libertari (è noto l’orientamento politico del creatore dell’omonimo antivirus, che, non per nulla, vorrebbe candidarsi alle presidenziali USA del 2020 col partito libertario). Attualmente non sappiamo se Cuba vorrà accettare questa offerta di aiuto, anche se francamente mi sembra poco probabile; c’è da dire, però, che ci sono ottime ragioni per accettare, per cui non escluderei a priori la possibilità di una collaborazione. In primo luogo, per quanto notoriamente capaci siano gli ingegneri cubani, le persone al mondo che hanno conoscenze avanzate per quel che riguarda la crittografia sono poche, tra queste quelle capaci di sviluppare una criptovaluta da zero sono ancora meno; McAfee, inoltre, ha rinnovato il suo visto turistico, cosa che non è esattamente scontata da ottenere, quindi è probabile che un dialogo col governo cubano sia effettivamente partito. Bisogna poi considerare che avere un cittadino americano, così influente poi, che collabora col governo e che contesta la propaganda del proprio stesso paese sulla qualità della vita a Cuba sarebbe un bel vantaggio anche da un punto di vista prettamente politico. Staremo a vedere come evolveranno le cose, per adesso una cosa è certa, indipendentemente da quello che si pensi di McAfee quest’uomo non ci fa mai annoiare.