Criptovalute: la borsa svizzera sta lavorando al lancio di una propria stablecoin

Il SIX Swiss Exchange, per chi non lo sapesse, è la borsa di Zurigo ed è anche una delle istituzioni finanziarie che sta lavorando maggiormente per integrare le nuove tecnologie crittografiche alla finanza tradizionale; è notizia di oggi che la borsa nazionale svizzera sta lavorando al lancio di una propria stablecoin, come confermato via mail a CoinDesk che in un articolo pubblicato ieri (a firma Ian Allison) ne ha parlato diffusamente. In questo momento la sola cosa che sappiamo con certezza, perché è stata confermata proprio da SIX, è che l’idea è quella di creare una stablecoin agganciata al franco svizzero; non sono disponibili però altre informazioni rispetto alla tecnologia che si sta sperimentando ne rispetto alle sorti che questa moneta avrà (se sarà resa disponibile solo sull’SDX, SIX Digital Exchange, o anche su altre piattaforme). Il concetto portante che sta dietro a queste sperimentazioni riguarda sempre la tokenizzazione dei titoli, l’idea è quindi di utilizzare una stablecoin per consentire l’acquisto di frazioni di azioni e obbligazioni. SDX sta inoltre lavorando all’offerta di security token (STO) tanto che sta circolando l’ipotesi che SIX potrebbe persino raccogliere fondi attraverso una STO. Sia SIX e SDX stanno giocando un ruolo cruciale nella diffusione degli asset digitali, favorendone l’adozione anche da parte di altre piattaforme; basti pensare, ad esempio, che Deutsche Börse, capogruppo della Borsa di Francoforte, sta ormai da tempo collaborando con Swisscom per testare gli effetti della tokenizzazione in Svizzera (paese che diventa quindi in questo senso una sorta di laboratorio europeo), mentre più recentemente abbiamo potuto apprendere che l’NSD russa (acronimo di National Settlement Depository) ha annunciato che lancerà la sua blockchain D3 proprio in Svizzera. In particolare, come noto, le istituzioni (finanziarie ma anche e soprattutto quelle governative) sono particolarmente attratte dalle stablecoin che, come riferito da Artem Duvanov (responsabile dell’innovazione e direttore di NSD) in una vecchia intervista, tanto più se supportate da una banca centrale, vengono considerate gli strumenti ideali per guidare l’adozione della tecnologia DLT a livello internazionale; il motivo, ha osservato Duvanov, è che in questo modo si può mantenere il controllo sulla moneta senza perdere tutti i vantaggi garantiti da questa nuova tecnologia, come ad esempio l’automatizzazione dei processi attraverso l’uso degli smart contract, la trasparenza e la possibilità di ridurre i costi. Ormai, per concludere, le stablecoin appaiono rappresentare il futuro della moneta e sembra essere solo questione di tempo prima che mandino definitivamente in pensione la valuta fiat come l’abbiamo sempre conosciuta; resta da capire se la diffusione di questi strumenti farà da volano alla diffusione delle criptovalute propriamente dette (quelle cioè pienamente decentralizzate) o finirà per fagocitarle ponendo fine anche all’esperienza decennale di bitcoin.