ETF bitcoin, la SEC posticipa di un altro mese la decisione su VanEck

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Negli ultimi giorni c’era stata grande attesa nella comunità per la decisione della SEC in merito alla richiesta di approvazione avanzata da VanEck per un ETF bitcoin; a ridosso della data in cui la decisione avrebbe dovuto essere presa hanno iniziato a circolare voci di ogni tipo e la comunità si è divisa tra chi ha creduto che fosse arrivata finalmente la volta buona e chi invece dava per scontato un rifiuto. Quello che è successo, invece, è che nella giornata di ieri la SEC ha deciso di non decidere, concedendosi un’ulteriore proroga di 35 giorni prima di dare un esito alla richiesta avanzata da VanEck. La SEC sta tentando adesso di coinvolgere la comunità pubblicando un elenco di 14 domande aperte alle quali chiede di trovare una risposta; lo scopo è quello di utilizzare i dati e gli spunti forniti dalla comunità per poter raggiungere finalmente un verdetto. Leggendo le domande si evince chiaramente che in questo momento la SEC è preoccupata principalmente per quel che riguarda la protezione degli investitori e il rischio frodi; come si può leggere nel rapporto depositato ieri, infatti:

“La Commissione sta istituendo un procedimento per consentire un’ulteriore analisi della coerenza del regolamento proposto, che richiede, tra le altre cose, che le regole di una borsa valori nazionale siano progettate per prevenire pratiche fraudolente e manipolatorie, per promuovere giusti ed equi principi commerciali e per proteggere gli investitori e l’interesse pubblico”

Insomma, la sensazione è che la SEC continui a procrastinare le sue scelte perché teme, in futuro, di rischiare di trovarsi a dover rispondere di eventuali truffe subite dagli investitori; il punto, quindi, non è solo (e non tanto) tutelare le persone dal rischio di truffe e dalla manipolazione del mercato, ma pare proprio essere che la SEC non vuole rischiare di doversi vedere costretta in futuro ad assumersi delle responsabilità in proposito. Il fatto che il mercato non sia regolamentato se da un lato espone gli investitori ad ogni genere di rischio dall’altro salva le istituzioni dal doversi assumere qualsivoglia responsabilità rispetto a qualunque cosa accada sul mercato; quello che dovrebbe apparire chiaro a tutti, arrivati a questo punto, è che un mercato non regolamentato, come quello delle cripto, ha si i suoi aspetti negativi ma ne ha anche di positivi. C’è poi da considerare che tutti gli sforzi fatti dai regolatori per creare un quadro normativo ad hoc per le criptovalute rischiano di essere mandati in fumo con l’avvento degli exchange decentralizzati; prendiamo ad esempio il caso relativo alle ICO, da prima vietate in Cina sono subito rientrate dalla porta di servizio attraverso gli exchange col nome di IEO. Anche ipotizzando che un domani le IEO venissero vietate anche loro è plausibile immaginare che si sposterebbero sui DEX. Insomma, il mercato non è facile da regolamentare, è anzi proprio refrattario alla regolamentazione e probabilmente tutti i dubbi e le perplessità espresse dalla SEC nell’autorizzare degli ETF su bitcoin dipendono anche da questo aspetto. Non ci rimane quindi altro da fare che aspettare altri 35 giorni sperando che, indipendentemente dalla decisione, questa volta la SEC decida di decidere e non si limiti a far slittare tutto ancora una volta.