Bitcoin: aumenta l’interesse per le criptovalute nella Corea del Sud

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Che l’Asia sia, quando si parla di innovazione tecnologica (soprattutto nell’ambito del fintech), uno dei centri mondiali di eccellenza è cosa risaputa, che proprio l’Asia molto probabilmente guiderà l’adozione di massa delle criptovalute è cosa che passa invece troppo spesso inosservata. Un segnale, in questo senso, arriva in questi giorni da un sondaggio effettuato dall’organizzazione no-profit Korea Financial Investment Association che dimostra come circa il 7,5% dei coreani (su un campione di 2500 cittadini intervistati) abbia investito in bitcoin e criptovalute; il dato mostra una crescita dell’1% rispetto a quello dell’ultimo anno e ciò che lascia particolarmente riflettere è il dato sull’età anagrafica degli investitori. La fascia di età tra i 50 e i 60 anni è quella che maggiormente investe nel mercato delle valute virtuali, seguita a ruota dalla fascia 30/40; il dato è interessante perché lascia presagire un futuro in cui quelli che sono oggi i nipoti e i figli di queste due generazioni, una volta diventati grandi, avranno sicuramente una certa confidenza con questi strumenti. Se poi facciamo il solito paragone, stantio ma sempre valido, tra la diffusione dei computer (o di internet, o dei cellulari) e delle criptovalute ecco che quel 7,5% accumulato in appena 10 anni di vita (o poco più) lascia intendere per quale motivo in tanti sono convinti che il valore complessivo del mercato, e di bitcoin in particolare, sia destinato ad aumentare in maniera altrettanto importante nei prossimi 15 anni. Tutto questo va poi contestualizzato nel contesto storico in cui si trova la Corea del Sud (e il mercato delle cripto); intanto veniamo da un ciclo bearish che è il più lungo nella storia di bitcoin, in secondo luogo le piattaforme più usate in Corea del Sud presentano prezzi mediamente più alti rispetto al resto del mercato. E questo quando non falliscono (come successo di recente a una grossa piattaforma locale) o non subiscono perdite milionarie a causa degli attacchi degli hackers; anche la regolamentazione vigente nel paese non è delle più favorevoli, eppure, nonostante tutti questi fattori chiaramente avversi il mercato sudcoreano è cresciuto (secondo questo sondaggio) comunque di un punto percentuale. Oltre che in termini di persone, poi, il mercato sudcoreano è cresciuto anche in termini di investimenti procapite, in pratica è aumentata anche la somma che viene investita, di ben il 64% questa volta, con una media di poco superiore ai 3000$. Insomma, nonostante il trend ribassista il mercato sembra continuare a crescere e si susseguono giornalmente le notizie che dimostrano come l’adesione a questa tecnologia stia continuando a crescere non solo tra le aziende e le grandi istituzioni finanziarie, ma anche tra le persone comuni. Sappiamo infatti che, complice anche la crisi economica che sta colpendo tutto il continente, in Sud America l’adesione alle criptovalute come metodi di pagamento continua a crescere senza sosta, in Africa vediamo che l’interesse è fortissimo e il continente viene spesso considerato centrale da molti analisti visto i volumi di denaro che vengono spostati dai migranti attraverso le rimesse, l’Asia e gli Stati Uniti si contendono la leadership sul settore con la Cina a fare, anche qui, la parte del leone e persino in Europa, sia pure con meno forza, il fenomeno sembra essere destinato a veder aumentare l’interesse delle persone. Come reagirà il prezzo a tutto questo interesse? Questo lo scopriremo solo vivendo.