Ernst & Young lancia nuovi strumenti per l’audit costruiti su blockchain

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Per chi non lo sapesse Ernst & Young è la più grande società di revisione contabile al mondo; il fatto che stiano investendo sulla tecnologia blockchain, quindi, è notizia di assoluta rilevanza. Con un comunicato stampa diffuso ieri la società ha confermato di aver implementato due nuovi prodotti e ha informato sulla natura di queste nuove applicazioni; la prima applicazione si chiama “blockchain analyzer” e fino ad oggi era stata ad uso esclusivo del personale dell’azienda. Con la nuova release, invece, questo strumento diventa disponibile anche per i clienti con funzioni di controllo; in questo modo, riferisce Paul Brody (responsabile Ernst & Young per le innovazioni blockchain) sarà possibile calcolare le imposte dovute per le transazioni in criptovalute automaticamente. L’applicazione calcola le plusvalenze e le minusvalenze su ogni transazione così come previsto dalla normativa fiscale statunitense e solleva gli operatori da una mole di lavoro importante, automatizzandola; già a marzo scorso, l’azienda aveva lanciato uno strumento denominato EY Crypto-Asset Accounting and Tax (CAAT) progettato per la contabilità e la preparazione delle imposte sul cripto-trading, capace di scaricare le informazioni sulle varie operazioni da quasi tutti gli scambi principali, restituendo automaticamente report tra i quali anche la dichiarazione dei redditi. Ernst & Young ha anche sviluppato un secondo prodotto, si tratta di un protocollo zero knowledge proof che renderà più semplice effettuare transazioni private e sicure su blockchain pubbliche. Come si può leggere nel comunicato nel corso dell’ultimo anno la società è riuscita, lavorando sul prototipo, a ridurre i costi di elaborazione delle transazioni in maniera radicale (abbattendoli di oltre il 90%) ed il prodotto finale (attualmente ancora in fase di revisione) verrà lanciato come software open source nel corso dei prossimi due mesi. Come si può capire, quindi, c’è veramente tanta carne al fuoco e la notizia è molto importante non solo per la rilevanza dell’azienda di cui stiamo parlando ma perché si tratta di strumenti indispensabili per permettere l’afflusso di nuova liquidità nel mercato; molti grandi investitori, infatti, hanno rimandato la possibilità di investire nelle criptovalute proprio perché impauriti dalle difficoltà a livello burocratico che questi investimenti avrebbero comportato nel pagamento delle imposte. Grazie a queste nuove applicazioni realizzate da quella che è la società leader a livello mondiale nella revisione contabile questi ostacoli vengono a cadere ed è verosimile immaginare che questo permetta, già nell’immediato futuro, l’ingresso di nuovi investitori (anche a livello istituzionale) nel mercato delle cripto. Non ci resta che sperare che strumenti di questo tipo possano essere resi disponibili anche per il mercato europeo e quello italiano, dal momento che, da questa parte dell’oceano, chi opera con le criptovalute si trova impossibilitato a fornire i documenti che le istituzioni richiedono per certificare le operazioni su cui poi pagare le tasse perché o le maggiori piattaforme non forniscono un estratto conto o quello che forniscono non è considerato valido dalle istituzioni nazionali europee (l’ADE nel caso dell’Italia).