Guess who’s back? Bitcoin’s back! Lo afferma Thomas Lee co-fondatore di Fundstrat Global Advisors

bitcoin

In un’intervista rilanciata a bloomberg nella giornata di ieri Thomas Lee (co-fondatore di Fundstrat Global Advisors) ha affermato che bitcoin è tornato in una tendenza rialzista. Ma andiamo con ordine e iniziamo con lo spiegare perché questa notizia è così importante; per prima cosa bisogna capire che cos’è la Fundstrat Global Advisors. Andando sul sito ufficiale possiamo leggere che:

Fundstrat Global Advisors è una società che fornisce analisi e ricerche indipendenti ad un’ampia gamma di clienti, inclusi investitori istituzionali, consulenti patrimoniali, fondi pensione e persone con un elevato patrimonio netto

Insomma, non esattamente l’ultima delle startup, si tratta di un’azienda che, sia pure nata nel 2014, si è guadagnata una grande rilevanza in ambito finanziario e il cui core business non sono certo le criptovalute. Detto questo che cosa ha dichiarato Thomas Lee a bloomberg? Beh, per intanto Lee ha informato il grande pubblico del fatto che il prezzo di BTC ha di nuovo superato la media mobile a 200 giorni e fin qui nulla di particolarmente eclatante, di questo infatti chiunque segua il mercato delle cripto si era già accorto da solo. Ciò che risulta interessante è il motivo per cui Lee ritiene che la regina delle criptovalute sia tornata bullish; quella che fa è infatti un’analisi di carattere macroeconomico che ho trovato molto interessante (oltre che corretta). Il co-fondatore della Fundstrat Global Advisors parte da un’analisi del sentiment (che come abbiamo scritto anche noi la scorsa settimana sembra rinvigorito) cui si associa la debolezza del dollaro (che fatica a rafforzarsi nonostante le politiche di tassi bassi che la FED si ostina a portare avanti su pressione di Trump) e la crescita del moltiplicatore azionario cinese. Secondo l’analisi di Lee, poi, l’aumento dei volumi che abbiamo notato negli ultimi giorni è la dimostrazione che le grandi balene (cioè i big palyer che dispongono di grandi capitali), dopo aver massicciamente venduto nel corso del 2018, stanno tornando ad accumulare a mani basse criptovaluta, cosa che rappresenta un segnale estremamente positivo per tutto il settore. L’analisi di Thomas Lee corrisponde perfettamente a quella che io stesso avevo fatto nel febbraio scorso in cui affermavo che nei successivi tre mesi avremmo assistito a un improvviso pump del prezzo delle maggiori criptovalute, cui sarebbe verosimilmente seguito un nuovo crollo del prezzo durante l’estate, per poi entrare nuovamente in una tendenza marcatamente bullish tra l’ultimo trimestre 2019 e il primo trimestre 2020. Pur essendo le due analisi molto simili nella sostanza (anche Lee ritiene che prima di assistere a una nuova, seria, impennata dei prezzi sarà probabilmente necessario attendere almeno sei mesi) sono profondamente differenti le riflessioni che le hanno generate; nel mio caso tale convinzione deriva, molto banalmente, dall’osservazione dell’andamento del prezzo durante i precedenti mercati ribassisti, nel caso di Thomas Lee si tratta di un’accurata raccolta di informazioni (alcune delle quali non sono accessibili a noi piccoli trader) e costruita sulla base di una rigorosa analisi del quadro macro-economico in cui il prossimo bull-run si andrà a collocare. Il fatto poi che la Fundstrat Global Advisors fornisca le sue analisi a investitori di altissimo profilo (inclusi come detto fondi pensione e investitori istituzionali) rende inevitabile sospettare che con il prossimo, ormai imminente, mercato rialzista bitcoin potrebbe toccare quotazioni realmente impressionanti, che faranno impallidire il massimo storico toccato alla fine del 2017 portando il prezzo a quotazioni che oggi sembrerebbero fantascientifiche.