Non basta la blockchain a rendere incensurabili le Dapp, ecco per quale motivo

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Che larga parte della comunità delle criptovalute non provi un grande affetto ne verso EOS ne verso TRON è abbastanza risaputo, la cosa non riguarda solo i massimalisti bitcoin ma si estende anche a quegli utenti che sono normalmente meno intransigenti; di recente stanno circolando delle analisi che non contribuiscono al buon nome di questi due progetti. Entrambe le piattaforme sono infatti tra i principali strumenti ad oggi disponibili per lo sviluppo di DAPP e promettono di rendere incensurabili i contenuti ospitati sulle rispettive blockchain; le cose però non starebbero esattamente così. Quello che sta emergendo, infatti, è che anche le DAPP sono soggette agli stessi problemi di distribuzione cui resta soggetto qualunque altro tipo di contenuto disponibile sul web; per iniziare a introdurre dove stia il problema facciamo un piccolo esempio. Immaginiamo di creare un sito web e di popolarlo con migliaia di post, è sufficiente questo a generare il traffico di cui abbiamo bisogno? No, ovviamente no. Non basta creare il contenuto, bisogna anche portarlo all’attenzione degli utenti; se però i motori di ricerca non premiano i nostri contenuti o, addirittura, decidono di bannarli, ecco che tutto il nostro lavoro viene vanificato. Chi sviluppa DAPP è destinato ad avere lo stesso problema; andiamo più sul concreto e parliamo di un settore che è al contempo sia trainante per le due piattaforme in questione sia fonte di grande imbarazzo, il gioco d’azzardo. In questo momento i principali casi d’uso sulle piattaforme di EOS e TRON sono proprio le DAPP che riguardano le scommesse, che sono anche quelle che calamitano l’attenzione del maggior numero di utenti e che registrano il maggior numero di transazioni settimanali. Per quanto la cosa possa essere considerata una forma di perbenismo è abbastanza comprensibile come un’azienda preferisca evitare di essere associata direttamente al gioco d’azzardo, soprattutto se parliamo di applicazioni che possono essere scaricate da chiunque rendendo quindi teoricamente accessibile il gioco d’azzardo anche ai bambini. Non è quindi un caso che, nonostante il successo delle varie applicazioni per il gioco online che girano su blockchain TRON e EOS, i vari ambasciatori che girano per le conferenze a livello mondiale preferiscano non parlare mai di questo tipo di DAPP. Più di recente, poi, il Giappone ha dichiarato di voler limitare la possibilità di scommettere online in tutto il territorio nazionale e TRON si è prontamente detta disponibile a soddisfare questa richiesta. Proprio qui casca l’asino; ovviamente non è possibile bannare una DAPP dalla blockchain, da questo punto di vista rimangono incensurabili, ma si può usare la distribuzione come leva per la censura. Molto semplicemente basta escludere una DAPP dai maggiori store per farla letteralmente sparire dal mercato, ed è proprio così che TRON ha in mente di assecondare le richieste del governo giapponese, facendo sparire le applicazioni per il gioco e le scommesse dai propri store (che controlla direttamente) per tutti i visitatori con indirizzo IP riconducibile al paese nipponico. Non è quindi solo un problema di produzione, è anzi tutto un problema di distribuzione; se la produzione rimane incensurabile, nel senso che nessuno può impedirti di sviluppare una certa applicazione e farla girare su una certa blockchain, la distribuzione rimane comunque sotto il controllo di chi gestisce i vari negozi online, è sufficiente delistare dagli store una DAPP per farla sostanzialmente sparire agli occhi degli utenti. Ovviamente questo aspetto non esaurisce la questione, ci sono altri modi per favorire la diffusione di una DAPP, primo tra tutti il passaparola, ma è scontato che molti utenti diffiderebbero dallo scaricare un’applicazione da una piattaforma che non sia comunemente riconosciuta come sicura. E’ possibile in ogni caso immaginare un futuro in cui, se la censura dovesse iniziare ad essere comune, possano nascere degli store alternativi per arginare il problema, ma questo non cancella il tema principale, quello cioè che abbiamo riassunto con la frase “non è solo un problema di produzione, è anzi tutto un problema di distribuzione”. Insomma, per quanto la rete possa essere decentralizzata, il fatto che alle sue spalle ci sia un’azienda che su quella rete costruisce il proprio business riporta inevitabilmente in vita il problema della censura. Se oggi si possono oscurare le DAPP sul gioco d’azzardo per venire incontro alle esigenze del governo giapponese allora nulla ci vieta di pensare che un domani, con la stessa filosofia, si oscurino altri tipi di contenuti. Che nel mondo delle criptovalute non sia oro tutto quello che luccica molti utenti l’hanno imparato già a proprie spese, questo, in fin dei conti, non è che un ulteriore caso.