Cos’è BAT e come funziona Brave, il progetto che monetizza l’attenzione degli utenti sul web

$BAT è uno dei progetti che, se mi perdonate il gioco di parole, ha subito attirato la mia attenzione quando ho iniziato a curiosare nel mondo delle criptovalute; iniziamo subito col dire che BAT è l’acronimo di Basic Attention Token ed è sostanzialmente una criptovaluta che punta a rivoluzionare il mondo della pubblicità online (ne avevamo brevemente accennato in questo nostro post di qualche tempo fa https://valutevirtuali.com/2018/08/30/le-criptovalute-e-la-blockchain-rivoluzioneranno-il-mercato-del-web-advertising-ecco-come/). Realizzata su piattaforma Ethereum, BAT è un token ERC20 di utilità abbastanza unico nel suo genere; per quale motivo questo token è così particolare? Beh, per prima cosa è uno dei pochi token ad avere alle spalle un prodotto vero, funzionante e discretamente posizionato sul mercato (il browser Brave) ed in seconda istanza perchè alle spalle del progetto c’è un signore che di nome fa Brendan Eich (inventore di JavaScript e coufonder del progetto Mozilla, per chi non lo sapesse); insomma, $BAT è uno di quei progetti che inevitabilmente finisce almeno una volta nel radar di ogni trader, come avremo modo di capire nel corso dei prossimi paragrafi.

$BAT e Brave: storia di un progetto ambizioso

Il progetto nasce  in seno alla Brave Software, fondata dal CEO Brendan Eich e dal CTO Brian Bondy il 28 maggio 2015; già pochi mesi dopo (a gennaio dell’anno successivo) viene rilasciata la prima versione del browser Brave che presenta funzioni native di AdBlock. Contemporaneamente al rilascio della prima versione del software l’azienda dichiarò la sua vera vision e cioè la creazione di un nuovo mercato digitale per la pubblicità online, pensato per garantire al contempo sia la privacy degli utenti che la condivisione degli utili tra la piattaforma (che diventa quindi in un certo senso un competitor naturale di servizi come google adsense, e non solo di quei tre o quattro browser che dominavano il mercato). Il progetto, sin dalla sua nascita, non è stato esente da critiche anche provenienti da fonti autorevoli e di portata non esattamente trascurabile, tuttavia questo non ha mai scoraggiato la squadra di sviluppatori che ha, di volta in volta, provveduto a bloccare le diverse criticità portate alla luce da utenti, sviluppatori e osservatori terzi. Eviterò di riepilogare tutte queste critiche, anche perchè si tratta di un numero non esattamente trascurabile di polemiche (a volte anche futili) che chiunque può facilmente reperire con una banale ricerca online. Per quanto riguarda invece $BAT (la moneta) prende vita sostanzialmente il 31 maggio 2017 attraverso una ICO che passerà alla storia per essere stata capace di raccogliere la bellezza di 35mln di dollari nei soli primi trenta secondi dall’apertura dell offerta (la raccolta si concluderà centrando l’obiettivo massimo finale preventivato di 1mld di dollari). Attualmente tra i maggiori editori che accettano pagamenti in$BAT ci sono Washington Post, The Guardian, Vimeo, MarketWatch, Barron’s e Vice, mentra importanti accordi commerciali sono stati stretti con aziende come Twitch.tv e HTC (che include proprio Brave come browser di default sul modello Exodus)

Caratteristiche del browser Brave

Chiunque può scaricare il browser brave è testarlo su quasi qualunque dispositivo (io l’ho fatto qualche tempo fa); rispetto ai suoi principali concorrenti ha il difetto di essere sensibilmente più pesante, ma per tutto il resto viene ormai comunemente considerato nettamente migliore. Si tratta infatti di un browser agile e snello, con numerosi diversi livelli di moderazione della propria privacy sul web, altamente personalizzabile, veloce e che, come accennato, consente a livello nativo il blocco dei banner pubblicitari (cosa particolarmente utile a tutti quegli utenti che neanche conoscono i componenti aggiuntivi dei vari browser e che quindi non hanno mai installato un AdBlock per navigare online). Oltre a consentire i micropagamenti attraverso $BAT (cosa che potenzialmente potrebbe tornare utile a chi gestisce degli e-commerce), il browser consente da un lato all’utente di targettizzare la pubblicità in base ai suoi interessi e dall’altro lo ricompensa per la pubblicità della quale sceglie di prendere visione. Allo stesso tempo anche chi crea i contenuti ha opportunità duplici, da un lato può essere ricompensato dagli utenti per il suo lavoro e dall’altro partecipa in misura proporzionale alla retribuzione degli utili generati dagli investimenti degli inserzionisti. Brave appare quindi essere più di un semplice browser un vero e proprio ecosistema per la monetizzazione dei contenuti online chiaramente orientato alla tutela della privacy degli utenti. Attualmente si piazza sul podio dei browser più utilizzati, subito dietro chrome e firefox ma già prima di explorer.

$BAT e White paper

Come abbiamo già avuto modo di spiegare $BAT non è una vera e propria criptovaluta ma un token ERC20, sviluppato in altre parole come fosse uno smart contract eseguito su blockchain Ethereum. Per garantire la sicurezza delle transazioni, utilizza un protocollo chiamato Zero Knowledge Proof noto nell’ambito della crittografia per garantire elevati standard di sicurezza attraverso lo scambio interattivo di informazioni (per i più curiosi qui la pagina wiki che ne illustra il funzionamento https://it.wikipedia.org/wiki/Dimostrazione_a_conoscenza_zero). Per il resto, essendo $BAT un banale token ERC20, sul piano tecnologico non c’è altro da aggiungere, tanto che anche il white paper affronta a stento questo tipo di temi (questo comunque il link al documento ufficiale per chi volesse dargli un’occhiata https://basicattentiontoken.org/faq/BasicAttentionTokenWhitePaper-4.pdf)

Conclusioni

I motivi che rendono $BAT un token così importante da osservare per un trader sono che questa moneta ci offre tutta una serie di garanzie in termini di analisi fondamentale che è raro trovare insieme in un singolo progetto. Dietro $BAT abbiamo una realtà aziendale strutturata, guidata da persone di comprovata esperienza, con un prodotto già discretamente piazzato sul mercato e apprezzato da tantissimi utenti nel mondo. Certamente, come per qualunque altra criptovaluta non esiste il profitto sicuro e quindi questo vale anche per chi volesse investire su questo token ERC-20, tuttavia in un’ottica di investimento di lungo periodo (5/10 anni), orientata a diversificare il portafoglio, una quota compresa tra il 7% e il 12% del proprio budget penso possa essere tranquillamente destinata a $BAT. Questo ovviamente non deve illudere nessuno relativamente all’assenza di criticità o limiti da parte di questo progetto che, come accennato, sono emersi in diverse occasioni, tuttavia quando facciamo degli investimenti di lungo periodo (non ci stiamo quindi limitando a fare trading), spostare i nostri soldi su qualcosa di solido e concreto diventa molto importante. Questo, lo ribadisco, non significa che si realizzerà certamente del profitto, ne vuole in alcun modo essere un “consiglio per gli acquisti”, semplicemente appare chiaro a chiunque che un progetto con certe caratteristiche debba inevitabilmente essere quanto meno preso seriamente in considerazione dalle persone che operano con le criptovalute.