TRADING DISCREZIONALE VS TRADING AUTOMATICO

Guadagnare soldi facendo trading è una delle aspirazioni di molti italiani che vorrebbero provare a cambiare la propria condizione sociale o semplicemente sentirsi soddisfatti di essere riusciti ad arricchirsi con la speculazione di titoli e valute. In realtà i mercati finanziari attraverso il trading possono rivelarsi una droga e dare dipendenza alla pari del gioco d’azzardo e come quest’ultimo può portare a cocenti delusioni in quanto i numeri, incontestabili nella loro freddezza, ci dicono che in Borsa è molto più facile perdere soldi che guadagnarli; ciò vale soprattutto per il piccolo trader privato, spesso superficiale nel suo approccio ai mercati, ma talvolta anche per l’investitore istituzionale.

Tuttavia esiste un avvicinamento che ci consente di poter stravolgere le percentuali a nostro favore, basato sull’utilizzo dei numeri. In effetti i metodi matematici e statistici come orientamento in Borsa sono la chiave di volta che può consentire di raggiungere risultati straordinari, ma richiedono una buona dose di capacità, di studio e di impegno. Infatti, molti di coloro che approcciano i mercati finanziari non ritengono necessario adottare un metodo scientifico, ingannati dalla possibilità di poter entrare nel settore senza dover superare particolari ostacoli.

All’atto pratico però, le cose stanno in maniera dicersa, in quanto fare il trader di Borsa è una professione vera e propria che richiede competenze specifiche di alto livello. Ora, soprattutto nei mercati virtuali l’avvento dei software ha contribuito a scalzare i metodi di analisi fondamentale e grafica con l’analisi statistica. Di fatto l’analista statistico è la figura professionale più ambita nel mondo della finanza e l’utilizzo congiunto dei software, delle scienze matematiche e statistiche applicate ai mercati finanziari ha rivoluzionato il modo di fare speculazione negli ultimi quindici – vent’ anni.  In concreto, l’assunto da cui parte l’investitore esperto è che la psicologia comune ai traders di tutto il mondo rimane immutata negli anni, ma latecnologia, la globalizzazione, i nuovi strumenti finanziari e le nuove modalità di accesso al mercato hanno profondamente cambiato i mercati finanziari.

Questi certamente si evolvono e sono un elemento in continuo divenire, ma certi punti fermi, come le emozioni che li muovono, l’euforia o ancora di più il panico, rimangono immutati nei secoli. Pertanto è possibile individuare e testare statisticamente comportamenti ripetitivi dei prezzi nel tempo che possono essere sfruttati per operazioni speculative con la probabilità di successo a proprio favore. Ne deriva che gli algoritmi creati con il conforto della statistica possono essere completamente automatizzati, ovvero un expert advisor  (EA), non solo può analizzare gli strumenti finanziari e generare segnali di acquisto e vendita, ma può anche stabilire la quantità ottimale di denaro da impiegare di volta in volta e può eseguire direttamente l’operazione presso il broker senza necessità dell’intervento umano da parte dell’operatore.

Questo tipo di operatività ha completamente innovato il modo di fare trading e la finanza nel suo complesso. I vantaggi di questo modus operandi  sono certificati, ma innanzitutto i rischi in senso assoluto e il rapporto rischio rendimento sono sempre tenuti strettamente sotto controllo evitando di lasciar correre le perdite che è il maggior limite degli investitori privati. I traders di tutto il mondo infatti sono il più delle volte vittime delle loro emozioni e delle loro paure; affidarsi ad una macchina può risultare controproducente, invece alla lunga paga in termini di risultati perché prima o poi capita a tutti, anche ai migliori traders del mondo, di perdere lucidità a causa di eventi che coinvolgono direttamente i mercati finanziari o per stati emotivi alterati generati da eventi della vita privata, positivi o negativi che siano.

Tutto ciò è ancora più vero per gli investitori privati, specie se neofiti, che non sono assolutamente in grado di rispettare la prima regola di ogni buon trader che è tagliare le perdite e lasciar correre i profitti. Invece la gran parte degli investitori alle prime esperienze di trading sono presi dall’ansia di chiudere gli scambi in guadagno; il trader neofita in effetti va alla ricerca di un elevato numero di operazioni vincenti ma questo lo si ottiene chiudendo presto le operazioni in profitto, con movimenti positivi percentualmente contenuti senza lasciar correre le perdite e fermando tempestivamente le operazioni quando ci vanno contro. Un atteggiamento quest’ultimo che si raggiunge soltanto con l’esperienza maturata nel tempo sulle piattaforme di trading.

D’altro canto un altro vantaggio che consegue al trading automatico è la possibilità di riuscire a scambiare 24 ore su 24 cogliendo tutte le opportunità di mercato. Una macchina peraltro non supera soltanto lo stress eventuale di un’attività particolarmente logorante come quella del trading, ma consente persino una infinita diversificazione, quando si devono monitorare mercati molteplici simultaneamente. In buona sostanza il trading automatico è una conquista notevole dello sviluppo delle tecnologie informatiche che oramai possono sostituire l’operatore umano; tuttavia il trader retail con la sua attività discrezionale può essere se talentuoso più veloce di un fondo istituzionale, prima o poi però la fatica mentale lo logora e viene battuto sul filo di lana* dalle performances del trader meccanico.

Di Vincenzo Augello

*Fonti: I consigli dei grandi trader (E. Malverti, Hoepli 2012)