Il mondo delle criptovalute ha vissuto un drammatico ribaltamento che ha portato alla cancellazione di circa 140 miliardi di dollari dalla capitalizzazione di mercato globale. La causa scatenante di questo improvviso declino è stata l’annuncio delle nuove tariffe imposte dal presidente Trump su numerosi paesi. Come un castello di carte, il mercato ha rapidamente reagito mostrando la sua natura estremamente volatile.
Bitcoin, la criptovaluta regina, ha subito un duro colpo. Dopo aver raggiunto la considerevole quota di 88.500 dollari, marcando un massimo settimanale che aveva dato speranza agli investitori, è precipitato di oltre seimila dollari in pochi minuti, stabilizzandosi intorno agli 83.000 dollari. Una caduta vertiginosa che ha ricordato a molti quanto possa essere imprevedibile il mercato delle valute digitali.
Le liquidazioni sono salite a livelli allarmanti, con quasi 500 milioni di dollari in posizioni con leva eccessiva spazzati via. I dati di CoinGlass rivelano che circa 160.000 trader sono stati colpiti, con una leggera prevalenza di posizioni long (260 milioni di dollari) rispetto a quelle short.
Il percorso altalenante di Bitcoin prima del crollo
Il comportamento di Bitcoin nei giorni precedenti al crollo aveva già mostrato segnali di instabilità. Durante il fine settimana, la criptovaluta non era riuscita a superare la soglia degli 84.000 dollari, oscillando verso gli 81.000 dollari tra domenica sera e lunedì.
La giornata di martedì è stata caratterizzata da una marcata volatilità:
- Oscillazione da 82.400 a 85.500 dollari in poche ore
- Flash crash su Bitstamp fino a 81.200 dollari
- Ripresa significativa in seguito alle voci sull’uscita di Musk dalla cerchia di Trump
- Impennata fino a 88.500 dollari
- Crollo repentino oltre i 6.000 dollari dopo l’annuncio delle tariffe
La capitalizzazione di mercato di Bitcoin è scesa a 1.650 trilioni di dollari, mantenendo comunque una dominance sulle altcoin vicina al 60% secondo CoinGecko. Un dato che testimonia come, nonostante il tracollo, Bitcoin continui a rappresentare la fetta maggiore del mercato cripto.
Il contagio alle altcoin e l’impatto complessivo
Le altcoin non sono state risparmiate dalla tempesta che ha investito il mercato. Anzi, molte di esse hanno subito perdite percentuali ancora più significative rispetto a Bitcoin. Toncoin, Avalanche e Solana hanno guidato il trend negativo tra le large cap, con diminuzioni fino al 6% su scala giornaliera e oltre il 10% rispetto ai picchi raggiunti il giorno precedente.
Anche Ethereum, XRP, Dogecoin, Cardano, Stellar e Chainlink hanno registrato perdite, seppur in modo meno drammatico. I ribassi più violenti sono stati registrati da HYPE (-10%), CRO (-11%) e PI (-7,5%), evidenziando come le criptovalute minori tendano a subire oscillazioni ancora più estreme durante i periodi di turbolenza del mercato.
La capitalizzazione totale del mercato cripto è crollata a 2,765 trilioni di dollari secondo CoinGecko, un dato che fotografa la portata dell’impatto che la notizia delle tariffe trumpiane ha avuto sull’intero ecosistema.
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