Binance torna gradualmente alla normalità dopo l’attacco informatico da circa 6,3 miliardi di dollari, ma per i suoi clienti emerge una nuova minaccia: le truffe sui falsi risarcimenti. La piattaforma di scambio di criptovalute ha avvertito che alcuni criminali potrebbero approfittare della riattivazione dei prelievi per sottrarre ulteriori fondi, spacciandosi per operatori dell’assistenza ufficiale.
L’allarme è stato diffuso il 2 novembre 2026, mentre Binance prosegue il ripristino dei servizi sospesi dopo l’incidente del 29 ottobre. Nel frattempo, gli utenti hanno già trasferito miliardi di dollari dalla piattaforma, rendendo particolarmente delicata la gestione delle operazioni e delle comunicazioni relative alla sicurezza.
Binance: come funzionano le truffe sui falsi risarcimenti
I tentativi di frode sfruttano principalmente la preoccupazione dei clienti che, dopo l’attacco informatico, desiderano verificare la disponibilità delle proprie criptovalute oppure recuperare rapidamente i fondi.
I criminali possono contattare gli utenti attraverso email, messaggi privati e gruppi di conversazione, presentandosi come rappresentanti di Binance. In alcuni casi possono persino effettuare piccoli trasferimenti di criptovalute accompagnati da messaggi contenenti istruzioni fraudolente.
Le promesse sono spesso molto simili: ottenere un rimborso prioritario, accelerare un prelievo rimasto in sospeso oppure trasferire le attività digitali in un presunto portafoglio protetto.
Binance ha chiarito che non esistono servizi a pagamento per ottenere priorità nei prelievi. Chi chiede denaro per sbloccare un’operazione oppure propone di spostare le criptovalute verso indirizzi esterni non sta seguendo una procedura ufficiale.
Un’altra tecnica consiste nell’inviare collegamenti a pagine che imitano il sito della piattaforma. Questi indirizzi possono essere utilizzati per rubare credenziali, codici di autenticazione oppure ottenere autorizzazioni capaci di consentire trasferimenti non richiesti.
Prelievi Binance: trasferiti 4,65 miliardi di dollari in poche ore
La riapertura delle operazioni è cominciata il 1° novembre 2026, con una prima fase dedicata a 15 reti e attività digitali. Il servizio è stato ripristinato progressivamente dopo una serie di controlli tecnici e verifiche di sicurezza.
Tra le 06:00 e le 15:30 UTC della stessa giornata, la piattaforma ha elaborato prelievi per circa 4,65 miliardi di dollari, mentre i depositi hanno raggiunto 1,01 miliardi.
Il saldo netto è stato quindi negativo per circa 3,64 miliardi di dollari, un movimento che evidenzia l’intensa attività degli utenti in seguito alla riattivazione dei servizi.
La società ha programmato ulteriori operazioni di ripristino per il 3 novembre, precisando che la disponibilità dei prelievi può variare in base alla rete e alla criptovaluta utilizzata.
Per conoscere lo stato effettivo di una transazione, gli utenti devono quindi controllare direttamente il proprio conto attraverso l’applicazione ufficiale, evitando di affidarsi a comunicazioni ricevute da sconosciuti.
Attacco hacker da 6,3 miliardi: Binance aggiorna le riserve
Parallelamente alla riapertura dei prelievi, Binance continua a lavorare per ricostituire le disponibilità interessate dall’attacco informatico.
Secondo gli aggiornamenti diffusi dalla società, al 1° novembre era stato ricostituito circa il 95% delle attività coinvolte, mentre la quota rimanente riguardava prevalentemente criptovalute caratterizzate da una liquidità più limitata.
La piattaforma ha ribadito l’impegno a sostenere con risorse aziendali l’impatto finanziario dei fondi sottratti, evitando di trasferire le perdite direttamente ai clienti.
Un altro passaggio riguarda la pubblicazione di una nuova verifica crittografica delle riserve, basata sui dati registrati il 31 ottobre.
Il sistema consente ai clienti di controllare la copertura dei saldi relativi a dieci attività digitali, tra cui Bitcoin, Ethereum, BNB, Solana, XRP, USDT e USDC.
Secondo Binance, le attività considerate risultano coperte almeno in rapporto uno a uno rispetto alle passività verso gli utenti incluse nella verifica. Questo controllo permette di verificare specifiche disponibilità, ma non equivale a una revisione completa della situazione patrimoniale dell’azienda.
Un ulteriore aggiornamento delle riserve è previsto a partire dai dati del 4 novembre, con la successiva elaborazione delle relative verifiche crittografiche.
Come proteggere il conto Binance dai tentativi di frode
La principale precauzione consiste nel non effettuare pagamenti per ottenere presunti rimborsi o accelerazioni dei prelievi. Nessun operatore autorizzato dovrebbe richiedere denaro attraverso messaggi privati per sbloccare servizi che devono essere gestiti direttamente dalla piattaforma.
È altrettanto importante non comunicare password, codici di autenticazione a due fattori o frasi segrete dei portafogli digitali. Queste informazioni possono consentire ai criminali di accedere ai fondi e trasferirli verso indirizzi non controllati dal proprietario.
Particolare attenzione deve essere riservata alle richieste di collegare un portafoglio a siti sconosciuti oppure di autorizzare transazioni apparentemente innocue. Alcune autorizzazioni possono infatti permettere lo spostamento delle criptovalute anche senza ulteriori conferme.
Chi riceve un messaggio sospetto dovrebbe aprire autonomamente l’applicazione Binance, controllare le comunicazioni ufficiali e utilizzare gli strumenti di verifica dei contatti messi a disposizione dall’azienda.
Se si sospetta che le credenziali siano state compromesse, è opportuno modificare immediatamente la password, controllare i dispositivi autorizzati e contattare l’assistenza attraverso i canali ufficiali.
La riattivazione dei prelievi costituisce un passaggio importante per il ripristino dell’operatività della piattaforma. Tuttavia, il rischio di falsi risarcimenti dimostra che le conseguenze di un attacco informatico possono estendersi oltre il furto iniziale, trasformando l’incertezza dei clienti in un’opportunità per nuove frodi.
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