Bitcoin potrebbe tornare sopra quota 100.000 dollari entro la fine del 2026, nonostante uno scenario caratterizzato da rendimenti obbligazionari elevati e nuove aspettative sui tassi statunitensi. Sean Farrell, responsabile della strategia sugli asset digitali di Fundstrat, ritiene che la principale criptovaluta possa aver già costruito un minimo sufficientemente solido per tentare una nuova fase rialzista.
Con Bitcoin intorno agli 86.000 dollari, per raggiungere quota 100.000 sarebbe necessario un aumento di circa il 16%. Fundstrat considera questo obiettivo ancora realistico entro fine anno, mentre appare più difficile raggiungere il precedente traguardo di 115.000 dollari. Il possibile catalizzatore sarebbe legato soprattutto alla politica del Tesoro statunitense e alla liquidità presente nei mercati.
Treasury e debito USA possono favorire Bitcoin
Il rendimento del Treasury decennale è tornato sui livelli più alti dal 2007, aumentando il costo di rifinanziamento del debito pubblico americano. Con un rapporto debito/PIL superiore al 120% e un deficit ancora molto elevato, tassi prolungatamente alti potrebbero aumentare la pressione sulle finanze statunitensi.
Secondo Farrell, il Tesoro potrebbe rispondere aumentando i riacquisti delle obbligazioni a lunga scadenza e finanziandoli attraverso una maggiore emissione di titoli a breve termine. Una strategia di questo tipo potrebbe contribuire ad aumentare la liquidità nel sistema finanziario, creando condizioni più favorevoli anche per gli asset considerati più rischiosi.
Bitcoin potrebbe beneficiare di questo scenario grazie alla propria offerta limitata. Una maggiore quantità di liquidità e il timore di una progressiva perdita di valore delle valute tradizionali tendono infatti a rafforzare l’interesse verso attività alternative.
Tokenizzazione e liquidità tra i fattori da monitorare
Un secondo elemento riguarda la crescente tokenizzazione degli strumenti finanziari, che potrebbe aumentare l’utilizzo di stablecoin e di prodotti collegati ai Treasury a breve termine. L’espansione delle infrastrutture basate su blockchain potrebbe quindi contribuire indirettamente alla crescita dell’intero settore delle criptovalute.
Fundstrat non esclude comunque nuove fasi di volatilità prima di un eventuale ritorno sopra i 100.000 dollari. Bitcoin potrebbe affrontare correzioni anche significative prima di recuperare terreno, soprattutto considerando la sensibilità del mercato alle decisioni della Federal Reserve e all’andamento dei rendimenti obbligazionari.
Il livello dei 100.000 dollari rimane quindi un obiettivo possibile ma non garantito. Le prossime settimane dipenderanno soprattutto dall’evoluzione della liquidità statunitense, dalle politiche del Tesoro e dalla capacità di Bitcoin di mantenere i livelli tecnici raggiunti dopo l’ultima fase di consolidamento.
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