Bitcoin sta mostrando un comportamento sempre più vicino a quello dell’oro e meno legato alle azioni tecnologiche. Il cambiamento emerge mentre il debito pubblico degli Stati Uniti supera i 40.000 miliardi di dollari, riportando al centro dell’attenzione il cosiddetto debasement trade, cioè la ricerca di asset con offerta limitata per proteggersi dalla possibile perdita di valore delle valute.
Bitcoin si allontana dal Nasdaq e si avvicina all’oro
Negli ultimi anni Bitcoin aveva spesso seguito le oscillazioni dei titoli tecnologici statunitensi, soprattutto nei periodi dominati dalle aspettative sui tassi d’interesse. Ora questa relazione sembra essersi indebolita.
La correlazione a 90 giorni con il Nasdaq 100 è scesa da oltre il 60% a circa il 33%, mentre quella con l’oro è salita da livelli vicini allo zero all’inizio del 2026 a oltre il 50%.
Il movimento coincide con una nuova fase di forza del metallo prezioso, arrivato sopra i 4.600 dollari l’oncia, mentre gli investitori tornano a interrogarsi sulla solidità del dollaro e sulla sostenibilità del debito americano.
Questo non significa che Bitcoin sia già diventato un bene rifugio paragonabile all’oro, ma il cambiamento suggerisce che il mercato stia attribuendo maggiore importanza alla sua scarsità programmata e all’assenza di un’autorità centrale capace di aumentarne arbitrariamente l’offerta.
Il debito USA sopra 40.000 miliardi riaccende i timori fiscali
Il secondo elemento è rappresentato dalla situazione dei conti pubblici statunitensi. Il debito federale ha superato in agosto la soglia dei 40.000 miliardi di dollari, mentre il Tesoro continua a dover finanziare deficit elevati attraverso nuove emissioni.
Per il trimestre luglio-settembre sono previsti circa 739 miliardi di dollari di nuovo indebitamento netto negoziabile, seguiti da altri 628 miliardi nel trimestre successivo.
Aumentano quindi i timori che una crescita continua del debito e degli interessi possa nel lungo periodo esercitare pressione sulla valuta e sulle obbligazioni governative. È proprio in questo scenario che torna il debasement trade: una strategia che spinge parte degli investitori verso asset difficili da creare o aumentare artificialmente, come oro e Bitcoin.
Anche Ray Dalio ha recentemente indicato uno scenario nel quale il debito statunitense potrebbe salire fino a 55-60.000 miliardi di dollari entro il prossimo decennio, rafforzando ulteriormente il dibattito sulla sostenibilità fiscale.
La scarsità torna al centro della narrativa su BTC
Bitcoin dispone di una quantità massima teorica fissata a circa 21 milioni di BTC, caratteristica che lo distingue nettamente dalle valute tradizionali e dai titoli di Stato.
È proprio questa scarsità a tornare oggi al centro della narrativa degli investitori. Se governi e banche centrali possono aumentare nel tempo la quantità di moneta o debito in circolazione, l’offerta di Bitcoin rimane invece determinata dalle regole del protocollo.
Il cambiamento delle correlazioni non garantisce naturalmente che BTC continuerà a comportarsi come l’oro. Le relazioni tra gli asset possono cambiare rapidamente e Bitcoin rimane molto più volatile rispetto ai tradizionali beni rifugio.
Il segnale è comunque significativo: Bitcoin sembra progressivamente sganciarsi dal ruolo di semplice “titolo tecnologico ad alto rischio”, mentre il deterioramento delle prospettive fiscali statunitensi riporta in primo piano la sua natura di asset scarso.
Se questa tendenza dovesse consolidarsi, la crescita del debito USA potrebbe quindi diventare uno dei temi principali per Bitcoin nei prossimi mesi, soprattutto qualora anche il dollaro e i rendimenti dei Treasury iniziassero a riflettere maggiormente le preoccupazioni sulla sostenibilità delle finanze pubbliche.
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