Una delle novità più dirompenti nel settore degli asset digitali unisce il metallo prezioso più antico del mondo con l’infrastruttura di pagamento più grande del pianeta. Tether, la società emittente della stablecoin USDT, ha annunciato ufficialmente il lancio della prima carta di credito Visa al mondo interamente supportata da oro fisico tokenizzato.
Non si tratta di una semplice carta di debito ricaricabile, ma di un ecosistema finanziario ibrido: gli utenti spendono il valore del proprio oro nei negozi tradizionali e, al contempo, accumulano ricompense direttamente in criptovalute.
Come funziona la carta che fonde oro e pagamenti digitali
Il meccanismo si basa su Tether Gold (XAUT), un token digitale in cui ogni singola unità rappresenta esattamente un’oncia troy di oro puro custodita all’interno di caveau svizzeri ad alta sicurezza. Chi possiede questi token può ora collegarli direttamente alla nuova carta di credito Visa.
Al momento del pagamento nei negozi fisici o sugli e-commerce, il circuito Visa converte istantaneamente la frazione di oro necessaria a coprire la transazione in valuta locale (come l’Euro o il Dollaro). Per incentivare l’adozione di questo strumento, Tether ha stanziato un fondo iniziale di un milione di dollari in premi: ogni acquisto effettuato genera un cashback reale erogato in asset digitali, permettendo di convertire la stabilità dell’oro in rendite crypto.
Perché i giganti della finanza stanno abbandonando le valute tradizionali
La mossa di Tether e Visa risponde a un’esigenza sempre più sentita sia dagli investitori retail che dai grandi capitali: la protezione dall’inflazione e dalla svalutazione delle monete fiat. L’oro ha storicamente rappresentato il bene rifugio per eccellenza, ma la sua scarsa liquidità ne ha sempre impedito l’utilizzo nella vita di tutti i giorni. Era impossibile comprare un caffè o pagare la spesa utilizzando un lingotto.
La tokenizzazione abbatte questo limite storico. Trasformando l’oro in un gettone digitale frazionabile al milionesimo e spendibile su rete Visa, la finanza decentralizzata ha reso spendibile il collaterale più solido del mondo. Questa integrazione dimostra come le stablecoin stiano evolvendo oltre il semplice dollaro digitale, abbracciando asset reali per offrire stabilità in un mercato crypto altrimenti volatile.
La reazione del mercato e la corsa ai sistemi di pagamento ibridi
Il lancio di questo prodotto si inserisce in un contesto di profonda riorganizzazione per i colossi dei pagamenti. Nelle stesse ore, altre realtà fintech come Revolut hanno confermato l’intenzione di integrare stablecoin proprietarie all’interno di conti bancari assicurati, a dimostrazione del fatto che il confine tra banche tradizionali e Web3 è ormai inesistente.
La risposta degli utenti non si è fatta attendere, spingendo i volumi di scambio degli asset legati alle materie prime digitalizzate verso nuovi massimi annuali. Poter detenere la propria ricchezza in oro svizzero, senza rinunciare alla comodità di una carta di credito accettata in milioni di negozi nel mondo e accumulando nel frattempo frazioni di criptovalute, rappresenta il primo vero ponte d’uso quotidiano tra l’economia medievale e quella del futuro.
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