Criptovalute: il co-founder di ethereum spera nell’interoperabilità con la CBDC cinese

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In queste ultime ore sta avendo ampio risalto un intervista rilasciata a Forbes nella giornata di ieri da Joseph Lubin, co-founder di ethereum e fondatore di consensys, nella quale dichiara di sperare che la futura CBDC emessa dalla banca centrale cinese consenta l’interoperabilità con ethereum. Chiaramente, come si deduce dall’intervista, ethereum vede nella CBDC cinese una grande opportunità di crescita, occorre però capire cosa ne pensano i cinesi. Nella stessa intervista Lubin affronta anche l’effetto che l’ascesa delle criptovalute ha a livello geopolitico e dichiara che:

“Ci sono molte ragioni per cui l’influenza americana si sta riducendo, e probabilmente continuerà a ridursi. Potrebbe non essere una brutta cosa, ma per certi versi lo sarà. Non credo che la criptovaluta cinese sia un fattore importante.”

Si tratta di due questioni che noi di ValuteVirtuali abbiamo affrontato spesso negli ultimi mesi; il fatto che le CBDC finiranno per rafforzare l’ecosistema delle cripto decentralizzate, per quanto mi riguarda, lo considero sostanzialmente scontato. Indipendentemente da quanto il sistema creato dai cinesi si rivelerà chiuso o aperto, infatti, sicuramente la creazione di una CBDC finirà col rendere più facile convertire valute crittografate e valute fiat, per non parlare del fatto che, nel momento in cui le cripto garantite dalle banche centrali inizieranno a comparire sulla scena, diventerà solo questione di tempo prima che gli sviluppatori riescano a realizzare degli atomic swap tra criptovalute e CBDC, cosa che, unitamente all’ascesa degli exchange decentralizzati, permetterà all’ecosistema delle criptovalute di crescere esponenzialmente semplificando la vita sia a chi vuole comprare sia a chi vuole vendere. Per quanto riguarda, invece, l’egemonia del dollaro sui mercati, su cui si fonda l’egemonia USA a livello politico, sono d’accordo con Lubin quando afferma che la CBDC cinese non cambierà di una virgola la situazione; molto presto paesi come Russia, Cina, Iran, Venezuela (ma anche la stessa UE) si renderanno conto che l’unico modo per minare la supremazia del dollaro americano sui mercati è di sostenere l’ascesa di bitcoin. Sarà bitcoin a sostituire il dollaro sui mercati globali e quello sarà un passaggio epocale; non solo la supremazia statunitense verrà irrimediabilmente compromessa, ma non ci sarà neanche un passaggio di consegne. Per molto tempo abbiamo pensato che la Cina avrebbe finito col sostituire gli USA assumendo il ruolo, sullo scacchiere geopolitico internazionale, che per tutta la seconda metà del novecento avevano avuto gli americani, oggi però sta emergendo un’altra realtà; la cosa più probabile è che nel prossimo futuro non ci sarà più alcun paese egemone, per il semplice fatto che a regolare il commercio internazionale non sarà più una valuta fiat ma una moneta decentralizzata. Insomma, Satoshi ha tirato fuori dal cilindro un coniglio che non è più possibile ricacciare dentro, molto presto gli stati stessi si renderanno conto che è più vantaggioso per tutti regolare il commercio internazionale in bitcoin (usando cioè una moneta che non è sotto il controllo di nessuno) che non perseverare nel modello attuale che sancisce l’egemonia di un singolo paese su tutti gli altri, a quel punto il passaggio alla cripto-economia sarà completato e la tecnologia blockchain inizierà a dispiegare il proprio impatto rivoluzionario sulla realtà (politica, economica e sociale) in maniera inarrestabile. Non è più, per concludere, questione di capire se tutto questo succederà, ma solo di capire quando succederà.