Come scambiare e vendere criptovalute: dagli escrow all’atomic swap (parte 1/2)

Spesso mi capita di sentire o di leggere che scambiare criptovalute è ancora troppo complicato per il grande pubblico, questo è vero ma fino a un certo punto e comunque lo è sempre meno ogni giorno che passa. Quando si approccia questo tipo di discorso bisognerebbe distinguere sul tipo di monete che si vuol scambiare; occorre infatti dire, ad esempio, che scambiare criptovalute con altre criptovalute è oggi diventato estremamente semplice e, in molti casi, anche sicuro, così come è relativamente facile utilizzare valute fiat per comprare bitcoin mentre, purtroppo, non è vero il contrario. Cambiare i nostri bitcoin in valute fiat non è una cosa esattamente semplice, soprattutto per i neofiti, per quanto possano bastare poche ore di navigazione online per riuscire a fare anche questo in modo relativamente semplice. In questo articolo, quindi, proveremo a valutare i vari casi per aiutare i neofiti (perché chi è dentro questo mondo già da tempo non ha di questi problemi) ad orientarsi meglio e a capire come fare per scambiare le proprie criptovalute o per acquistarle partendo da valuta fiat.

Scambiare criptovalute con altre criptovalute: gli exchange

I motivi per cui qualcuno può desiderare scambiare i propri bitcoin con valute differenti oppure ancora per scambiare le proprie altcoin con altre altcoin possono essere diversi; il più delle volte si tratta di una normale operatività di trading, ma non sempre questo è vero. Le necessità che mi possono condurre a voler acquistare una determinata criptovaluta possono esulare dal banale trading, potrei ad esempio ritrovarmi ad acquistare degli ETH perché voglio iniziare a sviluppare applicazioni decentralizzate o smart contracts, oppure ancora potrei voler semplicemente tenere i miei fondi in un portafoglio per ottenerne in cambio un piccolo profitto percentuale; si, perché ci sono anche progetti (potrei citare ad esempio blackcoin) che pagano gli utenti in percentuale ai fondi che tengono vincolati sui loro wallet (una volta esistevano anche conti correnti che offrivano questa opportunità, poi sono quasi scomparsi, oggi ci sono di nuovo alcune banche che offrono questa opportunità). Ma se voglio spendere i miei bitcoin per comprare un’altcoin (indipendentemente dai motivi) come posso fare? Semplice, mi basta trovare una piattaforma su cui le cripto che voglio scambiare sono quotate e usarla per comprare la cripto prescelta. Attenzione però perché non tutti gli exchange sono uguali, alcune piattaforme, infatti, rispettano precise regole di compliance per prevenire il riciclaggio di denaro e in questi casi non si possono portare dentro fondi, scambiarli con altre cripto e poi tirarli fuori subito dopo; questo tipo di attività in gergo viene definita “mixaggio” ed esistono vere e proprie piattaforme specializzate in questo (i mixer) che esistono non per permettere di fare trading ma solo per fare questo genere di operazioni. Se provassi a fare un’operazione di questo tipo (usare la piattaforma solo per cambiare le mie cripto senza fare trading) su un exchange come TheRockTrading non riuscirei più a far uscire i miei soldi e questo perché la piattaforma ha aderito a precise regole di compliance secondo le quali i fondi devono essere rigorosamente usati per fare trading e non posso ricorrere quindi a questa piattaforma per fare semplici operazioni di cambio. In linea di massima, però, la maggior parte degli exchange (inclusi quelli più affermati) non pongono questo tipo di limitazioni quindi, per esempio, nessuno ti vieta di usare binance invece che per fare trading soltanto con lo scopo di cambiare le tue coin. Onde evitare però di incorrere in problemi di qualunque tipo si consiglia, prima di fare operazioni di questo tipo, di verificare le regole che la piattaforma prescelta adotta.

Scambiare criptovalute localmente tra privati

Gli exchange, come abbiamo accennato nel paragrafo precedente, sarebbe preferibile usarli per fare ciò per cui sono stati creati, cioè fare trading; questo ovviamente non vieta di usarli semplicemente per scambiare le nostre cripto in coin differenti (questo almeno in assenza di precise regole di compliance), tuttavia come tutti sanno il rischio di trovarsi i fondi bloccati in pending su queste piattaforme centralizzate quando le usiamo in maniera non esattamente consona è tutt’altro che trascurabile e, soprattutto, quando si verificano casi di questo tipo ricevere assistenza degna di questo nome può essere un’impresa. Social e forum sono pieni zeppi delle lamentele di utenti che si sono visti i fondi in uscita bloccati per mesi e mesi, per cui sarebbe preferibile avvalersi di altri sistemi per scambiare le nostre criptovalute. Un metodo molto comodo è lo scambio locale tra privati che può essere facilmente fatto attraverso apposite piattaforme di annunci (cito ad esempio localbitcoin) in cui gli utenti pubblicano la loro richiesta e aspettano che arrivi qualcuno che la soddisfi; potrei ad esempio pubblicare un annuncio per scambiare 2ETH con l’importo equivalente in LTC e attendere che arrivi un utente che vuole scambiare i suoi LTC con i miei ETH. Quando questo succede ci si da appuntamento presso un luogo fisico e si procede allo scambio; facile no? Beh, in realtà non è esattamente così. Intanto questo metodo sarebbe preferibile usarlo solo per piccoli importi, in caso contrario il rischio di vere e proprie imboscate sarebbe abbastanza alto. Se provassi a scambiare 10.000ETH, quindi, rischierei di vedermi rispondere da gente il cui unico scopo è riempirmi di legnate e rubarmi il dispositivo su cui conservo i miei ETH; in ogni caso, anche per piccoli importi, è comunque sempre preferibile prendere appuntamento in luoghi abbastanza affollati e recarcisi accompagnati da un paio di amici (meglio se grossi, con un terzo dan in arti marziali e magari armati). Sto ovviamente esagerando di proposito, ma il rischio di subire furti fisici (non informatici quindi) da parte di chi possiede criptovalute non è qualcosa che si possa trascurare, e questo soprattutto quando si sta facendo uno scambio e in misura tanto maggiore quanto maggiore è l’importo che si desidera scambiare. Un’altra cosa che non si dovrebbe mai fare, poi, è scambiare tra privati localmente le proprie criptovalute con valute fiat senza prendere alcune elementari misure di sicurezza; il rischio, in questo caso, non è di venire derubati e caricati di legnate ma quello di finire truffati scambiando le nostre cripto per valuta falsa. Se non si ha mai avuto la possibilità di avere tra le mani dei soldi falsi, se non si è capaci di riconoscere dei soldi falsi da soldi veri, meglio non correre questo rischio; l’alternativa (per tutelarsi dal rischio di queste truffe) è investire qualcosina in quelle macchinette (che vediamo abitualmente ad esempio presso i tabaccai) che ci permettono di testare l’autenticità dei soldi, in questo modo saremo perfettamente sicuri di non poter essere truffati.

Scambiare criptovalute ricorrendo agli escrow

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Scambiare criptovalute in locale tra privati presenta dei rischi, come abbiamo visto, ma può essere anche complicato da gestire; non tutti infatti abitiamo in città come per esempio NewYork dove trovare altre persone che operano con le cripto è estremamente comune. Io ad esempio non vivo esattamente in un paesino sperduto tra le montagne ma in una grossa città del sud Italia con circa 200mila abitanti; nonostante questo qui da me siamo pochi ad occuparci di cripto, forse non arriviamo a 100 persone, e per lo più siamo quasi tutti trader, per cui se volessi scambiare con dei privati dovrei necessariamente spostarmi fisicamente in una grande metropoli (Milano ad esempio, forse anche Roma, ma le città in Italia in cui è possibile fare operazioni di questo tipo non sono tante). Ma diciamocela tutta, davvero vi sembra plausibile che in un settore così innovativo come quello delle criptovalute non ci si sia inventati un modo per scambiarsi le proprie cripto anche in grosse quantità, in perfetta sicurezza e senza doversi spostare fisicamente da una città all’altra? No, non è immaginabile, ed infatti esiste un modalità che consente di fare proprio questo ed è avvalendosi di escrow. Gli escrow sono sostanzialmente terze parti che fungono da garanti in una transazione; ma non pensate a chissà cosa, gli escrow sono persone comuni, chiunque può svolgere questa attività (ma con delle accortezze, come vedremo meglio più avanti), queste “entità” sono quindi persone comuni. Per farla semplice facciamo un esempio così da capirci; immaginiamo che due soggetti che chiameremo Giorgio e Alfredo vogliano scambiarsi una grande quantità di criptovalute. Giorgio, quindi, desidera scambiare un importo parti a 100mila euro in bitcoin con ETH; Alfredo possiede 100mila euro in ETH e vuole cambiarli in bitcoin. Bene, ora come fanno Giorgio e Alfredo a scambiarsi questo piccolo capitale in perfetta sicurezza, non conoscendosi, non fidandosi l’uno dell’altro e essendo per di più residenti uno a Milano e l’altro a Palermo? Semplice, ricorrono a una terza persona, che chiameremo Floriana, che fungerà quindi da escrow. Quello che succede è che l’escrow (Floriana) raccoglie presso i propri wallet sia i fondi spediti da Alfredo che quelli spediti da Giorgio; quando Floriana entra in possesso di tutta la liquidità in questione (ha cioè ricevuto il trasferimento da entrambe le parti), provvede a spedire sia a Giorgio che ad Alfredo quanto dovuto trattenendo, ovviamente, una piccola percentuale per il servizio reso. Ma che succede se Giorgio spedisce a Floriana i propri BTC mentre invece Alfredo non fa altrettanto con i suoi ETH? Semplice, dal momento che Alfredo non ha rispettato l’accordo Floriana riconsegna a Giorgio i suoi BTC (senza trattenere nulla). In questo modo sia Giorgio che Alfredo sono sicuri di non poter essere truffati e Floriana può guadagnare dal suo ruolo di garante; esistono online decine di piattaforme che offrono questo tipo di servizio, presso le quali i vari Escrow sono suddivisi per rating. Quelli che hanno gestito un gran numero di transazioni senza problemi, quindi, presentano un rating più alto e, in virtù della credibilità acquisita, hanno costi mediamente superiori di chi ha dei rating più bassi. Si tratta in ogni caso di un meccanismo perfettamente sicuro, consolidato nel tempo e usato continuamente da tantissime persone; ma è sicuro per tutte le parti? No, è sicuro per chi vuole scambiare (per Giorgio e Alfredo quindi stando all’esempio di cui sopra) ma presenta delle insidie per l’escrow (Floriana, secondo il nostro esempio); perché? Perché gli escrow si ritrovano a movimentare enormi quantità di denaro e rischiano di finire sotto la lente delle forze dell’ordine (nel caso dell’Italia la guardia di finanza). Ora, mentre in paesi come gli USA è relativamente facile dimostrare la leicità dei propri soldi (le commissioni accumulate erogando il servizio di escrow) e l’estraneità con le parti in causa, in un paese come l’Italia (SIC!) il rischio è di finire trattati come un criminale di portata internazionale, un riciclatore di denaro seriale. Questo rischio (nel nostro paese) è tanto più alto quanto maggiore è il volume degli scambi gestiti, per cui chi leggendo questo articolo già si immaginava diventare milionario facendo l’escrow farebbe meglio a ricredersi; fare l’escrow nel nostro paese, gestendo grosse transazioni senza avere la minima idea di come tutelarsi in caso di indagini a proprio carico potrebbe comportare il rischio di finire catapultati in un inferno giudiziario dal quale riuscire ad uscire puliti potrebbe essere impossibile. Va bene quindi usare gli escrow (anche in Italia) per scambiarsi criptovalute in sicurezza con altri utenti ma non me la sentirei di consigliare a qualcuno di iniziare a fare l’escrow per guadagnare denaro; io, in altre parole, non avrei alcun problema ad avvalermi di un escrow per scambiare criptovalute (il sistema è sicuro e affidabile) ma non mi sognerei per nulla al mondo di diventare io stesso un escrow.

Un alternativa per scambiare criptovalute con commissioni irrisorie: gli atomic swap

Abbiamo detto nel paragrafo precedente che avvalersi di un escrow è un modo sicuro e consolidato per scambiarsi grosse quantità di criptovalute tra utenti che non si conoscono tra loro, ma che per far questo ci sono delle commissioni da pagare; ora immagino ti starai chiedendo se esiste un modo per fare la stessa cosa riducendo le commissioni il più possibile e la risposta a questa domanda è si, si può fare con l’atomic swap (scambio atomico in italiano). Evitiamo di dilungarci in noiose disamine tecniche su come funzioni questo servizio (non è questa la sede opportuna per farlo, lo faremo magari con un post ad hoc), quello che ci preme dire è che con questa innovazione (molto recente, è stata implementata alla fine del 2017, poco più di un anno fa) è possibile per gli utenti scambiarsi coppie di criptovalute differenti in grandi quantità, in perfetta sicurezza sfruttando le potenzialità degli smart contracts. Sostanzialmente l’atomic swap è reso possibile dalla rete LN, ma come ho detto non voglio dilungarmi troppo descrivendo come funzioni la tecnologia che rende possibile tutto questo, quello che ci preme evidenziare è che oggi basta aprire un canale di pagamento tra due parti per riuscire a fare questo. Tuttavia occorre evidenziare come gli atomic swap non sono implementati per tutte le criptovalute, per cui ci si può scambiare usando questo sistema LTC e BTC (per fare un esempio) ma non può essere utilizzato per scambiare qualunque tipo di cripto; gli utenti meno ferrati, poi, con meno competenze informatiche e la cui esperienza, per esempio, si riduce a fare trading sugli exchange avrebbero ancora diverse difficoltà ad usare gli atomic swap. Come abbiamo visto, però, esistono tante altre alternative ugualmente efficaci e sicure, c’è solo l’imbarazzo della scelta.