Ethereum e la questione dei token ERC-20

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Vitalik Buterin ha iniziato a sviluppare un nuovo tipo di blockchain nel 2013 e due anni dopo, nel 2015, Ethereum è stato rilasciato al pubblico. Lo spirito che circondava Ethereum in quei giorni era molto simile a quello della visione di Satoshi con il Bitcoin, almeno per quanto riguarda la decentralizzazione ed il cambiamento radicale: l’idea di sottrarre potere alle istituzioni finanziarie e di rimetterlo in mano alle persone comuni.

 Ethereum però è una blockchain molto diversa da quella del Bitcoin. Anche se è presente una criptovaluta, conosciuta come Ether, questa non è mai stata proposta per essere utilizzata come valuta digitale. La blockchain di Ethereum è, infatti, un po’ più avanzata rispetto alla blockchain del Bitcoin. Essa non è semplicemente un registro pubblico di come viene spesa la propria valuta.

 Ethereum ha visto le luci della ribalta nel 2017 per il fatto che, tramite la propria blockchain, si possano implementare gli smart contracts. Gli smart contracts permettono ai propri utilizzatori di “eseguire” del codice per ogni transazione effettuata sulla blockchain e quelli di Ethereum hanno permesso la creazione di vere e proprie applicazioni decentralizzate, ovvero quelle che vengono chiamate Dapps, e di token ERC-20.

 I token ERC-20 hanno causato più cose negative rispetto a quelle positive?

 Che cosa succede quando dai a ogni persona la possibilità di creare la propria criptovaluta gratuitamente? Per darsi una risposta è sufficiente guardarsi indietro di 12 mesi.

 Nell’ultimo trimestre del 2017 e nel primo del 2018 è avvenuto un incredibile aumento di Initial Coin Offerings (ICOs). Molte di queste hanno avuto luogo a partire da progetti del tutto legittimi ed alcuni dei progetti più prestigiosi nel panorama delle criptovalute sono dei token ERC-20. Alcuni di questi hanno poi deciso di crearsi una blockchain proprietaria mentre altri sono rimasti in vita come ERC-20.

 Detto questo, molte ICO sono state delle pure truffe. Truffe ben fatte, intendiamoci: avevano degli ottimi siti web, whitepapers scritti alla perfezione ed anche piani di rilascio delle versioni software dettagliati. Che cosa chiedere di più? Molti hanno inviato i loro token Ether ed hanno ricevuto in cambio i vari token ERC-20 sul proprio indirizzo Ethereum. Purtroppo altrettanti se ne sono approfittati.

 Un grande afflusso di progetti inutili e senza senso che hanno fatto incetta di Ether durante le proprie ICO ha causato altrettante ingenti perdite di denaro a molti investitori.

Ethereum non ne ha una responsabilità diretta: prima di investire i propri soldi le persone avrebbero dovuto far ricerche più accurate. Ethereum, però, è stato indiscutibilmente un mezzo che ha agevolato la raccolta di facili denari da parte di malintenzionati.

 Il futuro di Ethereum

 Ad oggi il futuro di Ethereum sembra brillare un po’ meno rispetto ad un anno fa. Agli imbrogli sulle ICO si sono sommate anche delle problematiche riguardo la scalabilità. CryptoKitties, ad esempio, è stata una delle prime DApps a girare su piattaforma Ethereum ed è riuscita, da sola, a congestionarne la rete. Mentre alcune persone hanno visto in questo un buon stress test per capire e migliorare le limitazioni della rete, altri hanno invece appreso la notizia come prova di una serie di limiti che Ethereum potrebbe mostrare in futuro.

Solo il tempo potrà dare un responso finale su Ethereum, ma è certo che il team di Buterin dovrà muoversi rapidamente se vorrà guadagnarsi nuovamente il rispetto e la notorietà di una volta.