Bitcoin: la SEC nega 9 applicazioni per gli ETF

La Security and Exchange Commission degli Stati Uniti (SEC) ha negato la possibilità di entrare sul mercato a 9 exchange traded funds (ETF) che erano stati proposti per la data odierna.

Il rifiuto della SEC, che addirittura è avvenuto qualche ora prima della scadenza del 23 Agosto, era abbastanza atteso da parte di tutta la crypto community. Infatti la quotazione del Bitcoin non sembra averne molto risentito, subendo un lieve calo da $6,700 a $6,400.

Non è la prima volta che la SEC rifiuta un ETF. Poche settimane fa aveva già detto no alla proposta dei gemelli Winklevoss, e pertanto su questa nuova applicazione non erano riposte molte speranze.

Questa volta la proposta principale era stata quella di ProShares, in collaborazione con il New York Stock Exchange, che evidentemente non ha posto garanzie a sufficienza perché la SEC la approvasse.

La ragione principale per il rifiuto della SEC è la seguente:

“La commissione disapprova il cambio di regole proposto perché, come discusso sotto, l’Exchange non ha rispettato i requisiti dell’ Exchange Act e le Rules of Practice della commissione per dimostrare che questa proposta è consistente con i requisiti della sezione 6(b)(5) dell’ Exchange Act, in particolare i requisiti che riguardano le regole che deve rispettare un Exchange per prevenire frodi ed atti o pratiche manipolatorie”.

Con questo atto la SEC rimanda ancora la prima approvazione di un ETF, da molti investitori atteso come l’Evento, con la “E” maiuscola, che potrebbe segnare un ingresso di liquidità senza precedenti nel mercato delle criptovalute e di conseguenza far salire alle stelle il prezzo del Bitcoin.

Il problema principale per la SEC è la manipolazione del prezzo, che è attribuita all’estrema volatilità ed alla bassa liquidità del mercato del Bitcoin.

Ciò nonostante la SEC sembra lasciare le porte aperte ad una eventuale approvazione futura, quando probabilmente il mercato sarà più stabile e si verificheranno altre condizioni tali da poter rendere più sicuro l’investimento.

Nelle dichiarazioni della SEC si leggono anche altre note positive che avvalorano questa tesi:

“L’agenzia sottolinea che il rifiuto non ha a che fare con il fatto che il bitcoin, o più in generale la tecnologia blockchain, abbia utilità o valore innovativo o come investimento”.

La SEC non chiude dunque alla tecnologia, sia come innovazione e come investimento, ma rifiuta per il momento strumenti finanziari che non pongano garanzie sufficienti.