Il 2017 è l’anno delle ICO, ma quanti soldi hanno fruttato finora?

Le ICO hanno fatto tendenza oramai e sono diventate una forma di investimento popolare, aperta anche a business angels ed investitori istituzionali in alcuni casi.

Abbiamo pertanto cercato di riassumere in alcuni grafici quella che è stata la crescita esponenziale, soprattutto da inizio 2017, di questo metodo di raccolta fondi.

Quanti fondi sono stati raccolti?

Secondo i dati riportati da Coindesk e tracciati da inizio 2014, le ICO hanno raccolto fino ad oggi quasi 2 miliardi di Dollari, per l’esattezza 1782 milioni di Dollari USA.

Se consideriamo la capitalizzazione totale delle criptovalute, che alla stesura di questo articolo è di circa 150 miliardi di Dollari, i fondi raccolti tramite ICO rappresentano poco più dell’1%. Se prendiamo in considerazione però l’incremento nel tempo dei fondi raccolti tramite questa tipologia di finanziamento, allora le cose si fanno interessanti.

Nel grafico sottostante vediamo i fondi raccolti tramite ICO dal gennaio 2014 fino ad oggi. La linea rossa rappresenta il totale raccolto mentre le barre blu rappresentano i fondi raccolti da ogni singola ICO. Da questo grafico è chiaramente apprezzabile come, se togliamo il picco dovuto alla DAO a metà 2016 che aveva raccolto circa 150 milioni, il grosso degli investimenti si sono effettuati a partire da marzo 2017.

Il grafico a torta sottostante lo rende ancor più evidente: il 2017 è responsabile per l’83% degli investimenti, il 2016 per il 14% mentre nei due anni precedenti si era raccolto un mero 3% di quanto totalizzato ad oggi. Questo nonostante i 18 Milioni ottenuti dalla ICO di Ethereum nel 2014.

Se diamo uno sguardo alle ICO che hanno raccolto di più, tra di queste non troviamo nessuna delle prime 10 criptovalute per capitalizzazione. Ethereum è infatti solamente in 22ma posizione come quantità raccolta, e tutte le prime 10, ad eccezione di “the DAO” sono ICO del 2017. Questa potrebbe essere la ragione per cui nessuna di esse è ancora diventata una criptovaluta major. Per entrare a far parte del club delle top 10 criptovalute per capitalizzazione è necessario sorpassare il miliardo, cosa finora impensabile senza l’ingresso del proprio token su qualche exchange principale. Inoltre, è necessario del tempo per lo sviluppo delle tecnologie legate a ciascuna di essa, e perché il software venga effettivamente rilasciato al pubblico. Spesso infatti le aziende che gestiscono un’ICO rilasciano il token agli investitori e permettono il libero scambio di tali token su uno o più exchanges ancora prima che il software venga rilasciato. E’ chiaro che senza un software la funzionalità di tale token è ridotta solamente a moneta di scambio e la valutazione non subisce forte apprezzamenti.

Tra le criptovalute più promettenti qui sotto ritroviamo Tezos, la cui ICO si è chiusa da poco ed il cui token non è ancora entrato sul mercato (ci sono anche le “promesse di token” ma non ci addentriamo in questo argomento delicato). Tezos, blockchain decentralizzata che ha messo al proprio centro la sicurezza del codice che gestisce transazioni di smart contracts, ha stabilito il nuovo record di funding raggiungendo 232 milioni di Dollari.

Finora l’unica criptovaluta tra di esse ad aver raggiunto la top 10 è stata “The DAO”: progetto promettente su piattaforma Ethereum che è poi stato hackerato ed è pertanto fallito creando i presupposti per l’Hard Fork di Ethereum – Ethereum Classic.

Le ICO continueranno ad andare di questo passo?

Per i prossimi mesi appare chiaro che il trend non cambierà, anzi! Anche se non appare in questi dati si è appena chiusa (7 Settembre 2017) l’ICO più profittevole di sempre. Filecoin, sostenuta da investitori del calibro di Sequoia Capital, Andreessen Horowitz and Union Square Ventures durante una presale da $52 milioni ed una ICO vera e propria di $205 Milioni, ha raccolto una cifra superiore ai $252.

Molte aziende pensano a raccolta fondi tramite ICO vista la semplicità e l’efficienza apportata dalla tecnologia, tanto che qualche stato sta pensando a lanciare una propria ICO (l’Estonia ad esempio).

E’ probabile che la cassa di risonanza creata dai casi più eclatanti andrà avanti ancora per un bel po’, ed i record attuali siano destinati ad essere abbattuti.