Gaming e criptovalute: un binomio perfetto

L’avvento delle criptovalute e soprattutto delle ICO ha portato una democratizzazione del capitale, rendendo possibile raccogliere denaro a chiunque abbia in mente di partire con un proprio progetto, un po’ come è già successo con il crowdfunding negli anni passati.

A differenza di questo, dove i privati finanziano un’idea per avere in cambio un prodotto\servizio solitamente in anteprima rispetto al mercato, con le ICO si è resa di fatto possibile la distribuzione degli utili aziendali grazie ai token, senza però cedere quota parte della società. Questo vantaggio non indifferente ha contribuito alla diffusione di progetti nei più disparati settori, dalle banche virtuali al real estate passando per il gaming.

Proprio questo ambito è forse il più naturale dove sviluppare progetti con i token: in fondo tutti i videogiocatori sono abituati al concetto di acquisti con soldi virtuali, che si tratti di acquisti in-app, oggetti e potenzialità da sbloccare nei diversi giochi per console o nuovi personaggi per il multiplayer. Non è un caso che ci siano diversi progetti che sono nati proprio per soddisfare le esigenze dei videogiocatori e, potenzialmente, far guadagnare loro anche dei soldi.

Uno di questi è OPSKIN (www.opskin.com), portale iniziamente nato per la compra\vendita di skin per oggetti e personaggi di Counter-Strike e Team Fortress, ha lanciato a fine 2017 una ICO per potenziare il loro portale aggiungendo più giochi possibile e distribuendo i token chiamati WAX, che si affiancano alle valute Fiat standard come metodo di pagamento. L’ICO è stata un successo, raccogliendo 41 Milioni di dollari, e già da ora è possibile comprare e vendere oggetti per PlayerUnknown, Dota, Payday2 e anche Cryptokitties. In generale, il mercato della compra vendita di oggetti virtuali per videogiochi, vale circa 50 miliardi di dollari e sicuramente vedremo altre iniziative in questa direzione.

Un altro progetto che promette di cambiare il modo in cui vengono finanziati e creati i videogiochi è Game Protocol (http://www.gameprotocol.io/), dove grazie alla blockchain e ai relativi token (GPT) verrà creata una piattaforma collaborativa in cui le software house potranno raccogliere fondi, assumere eventualmente degli sviluppatori freelance, usufruire di diversi tool di sviluppo e distribuire il proprio videogioco agli utenti finali.
Progetti analoghi, anche se con sfaccettature diverse, sono presentati da Game Machine (https://gamemachine.io) e Nitro (https://www.nitro.live/), la cui ICO si è conclusa con 2 Milioni di dollari raccolti.

Con tutte queste novità, non ci resta che aspettare i prossimi anni per vedere se l’ accesso facilitato al capitale per le piccole software house porterà ad avere una maggiore varietà di titoli sul mercato e se ci sarà la possibilità per gli appassionati di videogames di riuscire a guadagnare qualche euro senza per forza dover diventare professionista e doversi cercare uno sponsor per partecipare ai campionati di E-games.

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