Twitter, il CFO Segal apre a Bitcoin: cosa avrà in mente?

Il CFO di Twitter Ned Segal è stato recentemente intervistato dalla CNBC per parlare della recente frenesia creatasi intorno a Bitcoin dopo l’acquisto di 1,5 miliardi di dollari di criptovalute da parte di Tesla. Segal durante l’intervista ha rivelato che la propria azienda sta attualmente considerando diversi progetti su BTC, e che tra di essi ci sarebbe anche il pagamento dello stipendio dei dipendenti in Bitcoin, e l’aggiunta di BTC al budget della propria azienda.

L’investimento in Bitcoin di Tesla ha dato origine a molte speculazioni su altre istituzioni multimiliardarie che potrebbero avere piacere di unirsi a questo trend. Alcune voci suggeriscono che Oracle potrebbe essere la prossima grande azienda a partecipare a questa corsa su BTC, ma ora i commenti del CFO di Twitter Segal stanno alimentando ulteriormente le speculazioni.

Il CEO di Twitter Jack Dorsey è d’altronde un noto sostenitore di Bitcoin e la sua altra impresa, Square Inc., è altresì un investitore di Bitcoin. Dunque, l’aggiunta di Bitcoin da parte di Twitter, al proprio bilancio, non dovrebbe essere una completa sorpresa.

Ricordiamo in queste righe come diverse istituzioni e aziende si stiano affrettando a comprare Bitcoin dopo il terzo halving, rendendosi conto che la scarsità dell’asset potrebbe essere un fattore fondamentale per supportarne le quotazioni nel lungo termine.

Ad avviare la strada è stata Microstrategy, che ha iniziato la corsa istituzionale quando ha fatto il primo acquisto di Bitcoin nell’agosto 2020. Da allora, ha comprato Bitcoin per un valore di 1,5 miliardi di dollari. Il 2021 ha visto Microstrategy organizzare una conferenza Bitcoin a cui hanno partecipato più di 1.400 CEO. Il CEO di MicroStrategy ha rivelato che Ross Stevens di NYDIG ha stimato che l’afflusso istituzionale totale nel mondo Bitcoin nel 2021 sarà di circa 25 miliardi di dollari.

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Quindi, Tesla è diventata la prima azienda ad investire 1,5 miliardi di dollari, e ora anche aziende del calibro di Oracle e Twitter sembrano destinate ad unirsi alle loro schiere. E tutto lascia intendere, peraltro, che non sarà finita qui…