Bitcoin non cambierà il mondo, lo farà il web 3.0, a sostenerlo è Michael Novogratz

Stanno facendo discutere le dichiarazioni di Michael Novogratz durante l’Ethereal Summit organizzato sabato da ConsenSys, anche perché provengono da un grande sostenitore di bitcoin. Per chi non lo sapesse Michael Novogratz è un ex dirigente di Wall Street, attualmente CEO di Galaxy Digital ed è tra i maggiori sostenitori di bitcoin, tanto che, in passato, ha spesso accostato la regina delle criptovalute all’oro. Insomma, non stiamo parlando del solito detrattore impegnato ostinatamente a tentare di screditare ciò che non riesce a comprendere, Michael Novogratz è anzi un grande estimatore di bitcoin. Proprio sulla base della sua convinzione che bitcoin sia oro digitale è arrivato a sostenere che BTC è semplicemente una riserva di valore e, in quanto tale, non è destinato a cambiare il mondo; nel corso del suo intervento ha poi aggiunto che ad avere tutte le carte in regola per cambiare radicalmente il mondo è la tecnologia che decentralizza i dati consentendo di esternalizzarli rispetto alle piattaforme che poi hanno il compito di elaborarli e processarli. Michael Novogratz è stato molto critico, poi, nei confronti di alcune altcoin, prendendo di mira, nominandola esplicitamente, litecoin che ha definito come una “moneta che non fa nulla”; il concetto che ha voluto esprimere è che, dal momento che bitcoin è ormai diventato uno standard quando parliamo di riserva di valore digitale, tutte le altre altcoin per sopravvivere nel lungo periodo devono servire a qualcosa. Ethereum, ad esempio, sostiene Novogratz, permette di costruire e sviluppare qualcosa di concreto, per cui ha una sua precisa utilità, a differenza di litecoin. Personalmente non sono d’accordo con quanto affermato da Michael Novogratz, o almeno non con tutto ciò che ha affermato durante il suo discorso. Intanto possiamo partire dal presupposto che se oggi si parla tanto di “decentralizzazione” lo dobbiamo proprio a BTC, per cui bitcoin ha già cambiato il mondo, dal momento che ha dimostrato che è possibile organizzare sistemi complessi in maniera decentralizzata. Alla base di quello che ha definito “web 3.0” c’è infatti sostanzialmente una tecnologia che ha dimostrato la propria efficacia e solidità proprio attraverso bitcoin; insomma, si deve dare a Cesare quel che è di Cesare, o meglio, a Satoshi ciò che è di Satoshi. Se poi ipotizziamo un futuro in cui l’uso delle criptovalute come mezzo di pagamento diventerà sempre più diffuso, fino ad arrivare alla tanto agognata adozione di massa, ecco che non è difficile ipotizzare che molte altcoin possano sopravvivere come meri mezzi di pagamento. Insomma, secondo il ragionamento di Michael Novogratz oggi dovrebbe esistere una sola banca; invece non esiste una sola banca, ma centinaia (forse migliaia) di gruppi bancari differenti, ognuno dei quali ha le proprie peculiarità, nonostante si assomiglino grosso modo tutti. La stessa identica cosa è presumibile avvenga anche con le criptovalute, ve ne saranno di più e di meno rilevanti, ma è abbastanza ridicolo credere che ne sopravviva solo una come mezzo di pagamento. Proseguendo su questo tipo di paragone, nonostante oggi esistano colossi bancari in posizione dominante sul mercato e nonostante esistano tantissime banche differenti, nuove banche continuano comunque a nascere ogni anno; se tutto questo vale per le banche perché non dovrebbe valere anche per le criptovalute? Insomma, il discorso di Michael Novogratz mi è parso francamente un po’ superficiale, diciamo anche chiaramente collocabile nella linea di pensiero del tipico massimalista, il fatto che siano in tanti a pensarla come lui non significa che abbia ragione. Anche io penso che la posizione dominante di bitcoin non verrà mai scalfita da nessun’altra criptovaluta, ma questo non mi induce a credere che non ci sia spazio sul mercato anche per altri progetti, nonostante questi appaiano chiaramente essere dei cloni di bitcoin, o comunque assomigliarvi fortemente. Il tempo ci dirà se ad aver ragione saranno i massimalisti, che sono convinti che solo bitcoin sopravviverà come sistema di pagamento, mentre tutte le altre altcoin avranno la necessità di distinguersi profondamente per sopravvivere, o se invece avrà ragione chi la pensa come me e che sostiene quindi che ci sia spazio anche per le altcoin in questo ecosistema, a prescindere dal fatto che possano sembrare sostanzialmente identiche a BTC. Dovremo quindi aspettare ancora molti anni prima di capire chi ha ragione, per adesso siamo tutti molto contenti del fatto che, nonostante il terrorismo mediatico dei mesi scorsi, il nostro amatissimo bitcoin ha dimostrato (proprio in questi giorni) che di morire non ha alcuna intenzione e che è qui per durare nel tempo.