Coinbase utilizzera XRP per permette ai propri utenti pagamenti transfrontalieri a zero commissioni

ripple analisi tecnica

La notizia credo che sia molto interessante per tutti gli hodlers XRP, infatti penso che si tratti dei uno dei primi veri casi d’uso concreti per questa criptovaluta; per chi non lo sapesse, infatti, ripple è il nome della piattaforma, mentre XRP è il nome della cripto nativa ad essa associata. Il problema è sempre stato che ripple non ha bisogno di XRP per funzionare e può gestire qualunque tipo di transazione (non solo valute, ma anche asset finanziari o qualunque altro genere di valore) senza alcuna necessità di convertire in XRP. E’ sempre stato questo che, per quanto mi riguarda, mi ha indotto a guardare con una certa diffidenza a questa criptovaluta; sappiamo poi che il principale concorrente di ripple in questo segmento di mercato è stellar, che tutti i maggiori osservatori dichiarano essere la piattaforma che vincerà la sfida relativa alla gestione delle rimesse degli immigrati. Ad avere la necessità di gestire trasferimenti di denaro da un paese all’altro a zero commissioni, prima ancora che le banche, sono proprio gli immigrati che hanno bisogno mensilmente di mandare denaro alle famiglie nei paesi di origine; certamente anche i grandi gruppi bancari si avvantaggiano della possibilità di movimentare grandi volumi in assenza (o quasi) di commissioni, ma ciò che guida l’innovazione sono principalmente le rimesse degli immigrati. Il fatto che coinbase abbia preso questa decisione ed aperto questo tipo di opportunità per i propri utenti decidendo di costruire questo servizio intorno ad XRP rimette in un certo senso la palla al centro del campo da gioco, riaprendo la partita tra Stellar e Ripple. Coinbase è infatti il principale exchange di criptovalute negli USA (anche se ormai inizia ad essere sempre più opportuno definirla una vera e propria banca, invece che un semplice exchange) e proprio gli USA sono in un certo senso la capitale mondiale dell’immigrazione, visto che sono milioni i cittadini provenienti sia dal sud america che dal sud-est asiatico; se fino a qualche tempo fa era legittimo ipotizzare che anche gli immigrati residenti negli stati uniti sarebbero stati incentivati a usare Stellar per movimentare le rimesse (portando così alla morte dei money transfert), con questa notizia diventa invece molto più probabile che per spedire denaro alle famiglie gli immigrati residenti negli USA trovino molto più comodo sfruttare direttamente coinbase e, di conseguenza, XRP. La partita è di conseguenza ancora aperta e ci vorrà verosimilmente ancora molto tempo per capire chi la spunterà, se davvero come è sembrato per molti anni sarà Stellar a diventare lo strumento preferito dagli immigrati per movimentare le loro rimesse, o se invece XRP, contrariamente ad ogni pronostico, finirà per soffiare questo mercato al suo principale concorrente. Ma c’è ancora un’altra possibilità che molti osservatori ignorano (ossessionati dall’idea della nascita di nuovi standard, o monopoli che dir si voglia) e cioè che entrambi i servizi continuino a coesistere con XRP che diventerà lo strumento prediletto sul mercato americano e XLM che prevarrà invece su quello europeo; un po’ come già oggi succede con i personal computer, dove microsoft la fa da padrone in europa mentre apple domina il mercato americano dell’informatica di largo consumo.