Intervista a Valentina Picozzi – Artista e fondatrice di Satoshi Gallery

Oggi abbiamo il piacere di intervistare Valentina Picozzi, brillante artista concettuale e fondatrice del Satoshi Gallery, un progetto che cerca di unire il mondo delle criptovalute con l’arte.

1- Valentina, dicci qualcosa di te, quando hai iniziato a fare Arte e quando la scoperta del mondo delle criprovalute ti ha così profondamente ispirata?

Sono entrata a far parte della comunità del bitcoin all’inizio del 2012, tramite un amico hacker. Ho iniziato ad andare a meetup e conferenze in giro per l’Europa, per capirne di più. L’ideologia e il pensiero filosofico dietro questa nuova tecnologia è quello che mi ha affascinata da subito.
L’arte è da sempre una mia grande passione, mi piace utilizzare tecniche diverse, dalla fotografia, alla pittura alle installazioni neon.

2- Parlaci del progetto satoshigallery.com, noi lo abbiamo trovato davvero innovativo ed interessante…

Satoshi Gallery nasce a giugno 2016 fa con l’idea di creare una “gallery”, una panoramica, sul mondo creato da Satoshi Nakamoto nel 2008 con la pubblicazione del White Paper.
Dal punto di vista iconografico, la gente tende ad associare l’idea del bitcoin a un logo o ad un valore in dollari, ma questo non racconta nulla della cultura, della filosofia, della storia che c’è dietro la tecnologia.
Amo l’arte e credo molto nel valore delle immagini come strumento educativo: la storia viene raccontata e ricordata tramite immagini, ma nel campo delle criptovalute manca un’associazione iconografica che ne racconti la cultura, gli aneddoti, i valori.
Le criptovalute sono un tema abbastanza complesso per la maggior parte delle persone perché racchiudono tematiche di economia, finanza, tecnologia, coding…Satoshi Gallery vuole dare un approccio diverso, più semplice e più accattivante, per stimolare la curiosità delle persone a comprendere e avvicinarsi al mondo delle criptovalute, tramite l’arte.
Ad esempio, quante persone sanno perché l’alpaca è un simbolo legato al bitcoin? …

3- Quale aspetto più ti affascina di un sistema monetario radicalmente diverso come quello dei bitcoin?

Più che il sistema monetario mi affascina la tecnologia che c’è dietro e il network che può creare.
Non penso mai al bitcoin come denaro, il denaro è solo la prima applicazione.
La tecnologia permette di far comunicare tra loro 6 miliardi di persone che fino ad ora sono state escluse dal sistema globale finanziario e di farlo senza intermediari.
Quando alla fine del 1800 fu inventato il telefono, chi avrebbe immaginato uno smartphone? Questa tecnologia ha solo 9 anni…
La decentralizzazione e l’essere open source permettono a chiunque di poter contribuire ad implementare il sistema, per cui l’innovazione può avvenire a 360°.

4- Il nostro sito interpreta il mondo delle valute virtuali sotto un profilo prettamente tecnico e divulgativo, il tuo approccio è decisamente diverso, stai cercando di dare un significato radicalmente diverso che reputi paragonabile a quello che accadde con la pop art negli Stati Uniti? Leggiamo qualche citazione di Warhol in alcune tue opere.

Warhol è senza dubbio tra i miei artisti preferiti, soprattutto per la capacità comunicativa di aver saputo trasmettere dei valori, dei simboli, delle aspirazioni che hanno dipinto la società durante la rivoluzione economica. il boom economico del dopoguerra.
Oggi come allora, siamo nel mezzo di una rivoluzione, tecnologia questa volta, al punto che molti scienziati l’hanno definita “la 4° rivoluzione industriale” perché ci stiamo spostando in una crypto e cyber era.
Nei quadri cerco di superare i tecnicismi e rappresentare i simboli e i valori che fanno parte della memoria collettiva legata alla comunità hacker e delle criptovalute, che sta vivendo e contribuendo pienamente al progredire di questa rivoluzione.
“Le immagini creano la cultura. La cultura delinea gli ideali. E gli ideali influenzano il futuro”

5- Nella street art, che attualmente si sta sempre più quotando sui mercati internazionali, spesso si utilizzano simbologie legate all’economia e alle banconote, trovi di avere un punto di collegamento con quel movimento?

La street art rappresenta spesso tematiche di critica o di denuncia sociale.
Satoshi Gallery racconta la nascita delle monete virtuali, del superamento del paper money. La critica, nel mio caso, è volta nei confronti del sistema finanziario e bancario, l’incessante aumento dell’inflazione e la currency war che è in atto.
Nelle mie banconote, George Washington urla perché il dollaro ha perso il 40% del suo potere d’acquisto negli ultimi 15 anni; Bolivar ha un occhio nero perché il nuovo “bolivar fuerte” tutto è tranne che “forte”; sulla famosa banconota dello Zimbabwe “One hundred trillion dollars” un imbianchino cancella parte della banconota e lascia solo “one dollar” – più o meno il reale valore quando è stata poi rimossa dalla circolazione.
Per comprendere la nascita delle monete virtuali trovo sia necessario fare una panoramica sullo stato delle “monete di carta”, ogni quadro vuole essere uno spunto di riflessione per capire meglio le dinamiche monetarie.

6- Parlaci del progetto t-Shirt che offri sul tuo sito web… Fantastica la maglietta nel cartone della pizza, ricca di simbolismi per chi conosce l’ambito…

Ogni volta che cercavo delle magliette sul bitcoin avevano tutte il solito simbolo arancione sopra, la qualità del cotone era pessima e così anche la stampa – che va via dopo pochi lavaggi…Da italiana, sono abbastanza esigente quando si parla di abbigliamento…per cui ho deciso di farle io.
Uso solo magliette Earth positive, con cotone organico e stampo solo con inchiostri green che rispettino l’ambiente. La tecnica che uso (screenprinting) permette di avere un disegno perfetto anche dopo innumerevoli lavaggi.
Nelle mie magliette non troverete mai IL SIMBOLO DEL BITCOIN, ma solo frasi o immagini associate a quello che c’è oltre il logo, la cultura.
Proprio per celebrare la prima transazione in bitcoin (22 maggio 2010 per comprare due pizze), le magliette vengono spedite in una scatola della pizza che ricorda quella usata da …Papa John’s pizza!
Che ci posso fare, sono una nerd…

7- Sappiamo che vivi a Londra, ti chiediamo come stai vivendo questa uscita dal sistema europeo e se noti delle differenze sostanziali o se temi che qualcosa cambierà in modo indelebile nel prossimo futuro…

Non trovo nessuna differenza al momento. I prossimi mesi saranno difficili ma nel lungo termine il Regno Unito saprà venir fuori da questa situazione con un esito migliore rispetto a molti altri paesi che sono all’interno della Comunità Europea.

8- Tornando all’arte, quali sono i tuoi artisti di riferimento?

Damien Hirst, Banksy, Warhol, Magritte, Frida Kahlo, Nirhod, Zachary Armstrong, Olivia Steele…Quanto può essere lungo l’elenco?!?

9- Hai mostre in programma dove possiamo venirti a vedere? Come possiamo sostenere il progetto?

Sono appena tornata da una mostra a Manchester e mi hanno invitata a un evento a Zurigo a settembre, ma non ho ancora dato conferma.
Parlarne e condividere il progetto è sicuramente molto gradito!
Sto lavorando su nuovo progetto per bambini (sempre legato alle criptovalute) con l’intento di fare una campagna crowdfunding… una volta pronto vi chiederò un aiuto per condividerlo!

10 -Spiegaci come pensi che la tecnologia della blockchain possa dare una prospettiva diversa al mondo dell’arte…

L’arte verrà indubbiamente influenzata da questa tecnologia.
Dalla possibilità di tracciare la provenienza di un’opera tra collezionisti e gallerie d’arte, all’attribuzione dei i diritti di proprietà di un’immagine, alla tokenizzazione delle opere d’arte stesse…

Lasciaci con un pensiero libero per i lettori di valutevirtuali.com

“To the moon” e “HODL” !
I lettori nerd mi capiranno…

Qui di seguito il riferimento per seguire il progetto di Valentina: www.satoshigallery.com

instagram: @satoshigallery
twitter: @satoshigallery

Alcune opere di Valentina citate nell’intervista:

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