Dash punta ad aumentare la blocksize fino ad 1 GB

Oltre al Bitcoin Cash, che ha avuto una crescita imponente in questi ultimi giorni arrivando a superare quota $3300, c’è un’altra criptovaluta principale che è cresciuta oltre il 40% negli ultimi sette giorni ed è il Dash.

Il motivo di fondo della crescita di Dash è lo stesso di Bitcoin Cash. Queste due valute virtuali hanno un vantaggio rispetto al Bitcoin, ovvero hanno una governance che ha loro consentito di programmare una roadmap per risolvere il problema dello scaling della blocksize.

La blocksize è la grandezza di ogni blocco che, più grande è, più transazioni può contenere. Siccome la rete Bitcoin è ormai da mesi intasata a causa delle troppe transazioni che non riesce a smaltire, il problema si fa sempre più allarmante ed urgono delle soluzioni imminenti.

Come noto Bitcoin Cash ha risolto il problema aumentando la grandezza del blocco da 1 MB a 8 MB. Dash invece ha recentemente attivato blocchi da 2MB e sta pianificando di poter aumentare la blocksize fino a 1GB. Bitcoin, a differenza da BCH e DASH, ha deciso di risolvere il problema della scalabilità utilizzando una soluzione off-chain, cioè sfruttando le cosiddette Lightning Network, che però devono essere ancora implementate e testate.

È qui che si pone il problema della governance. In questi ultimi mesi abbiamo assistito al lungo dibattito che ha coinvolto Bitcoin Core e tutti gli stakeholders Bitcoin (miners, exchanges, etc…). Lo stesso dibattito che ha portato all’attivazione di Segwit, al fork di Bitcoin Cash e alla non attivazione di Segwit2X. Tutto questo però ha prodotto molto meno di quello che ci si attendeva e, di fatto, le fees sulle transazioni sono ancora troppo alte ed il tempo di conferma non è ancora migliorato sostanzialmente. Il succo è che, senza una direzione chiara da parte di chi deve decidere, lo sviluppo rallenta e si rischia la congestione della rete.

La governance di Dash

Perché per Dash il discorso è diverso? Dash ha implementato un meccanismo chiamato masternodes. Questi masternodi sono nodi della rete che possono essere creati da chi possiede almeno 1000 Dash. Ogni possessore di un masternodo ha diritto di voto e quindi potere decisionale sullo sviluppo della criptovaluta.

È vero, anche altre criptovalute hanno questo meccanismo per il diritto di voto, dove sta allora la differenza sostanziale di Dash? Nel Budget.

Prima di tutto il meccanismo di mining premia i possessori di masternode stanziando per loro il 45% di ogni block reward. Un’altra parte va nel Budget da spendere per i nuovi progetti di sviluppo e per le nuove iniziative. Siccome Dash ha accresciuto il proprio valore più di 100 volte rispetto allo scorso anno ( attualmente vale circa $1250, ndr.) il budget mensile da spendere è veramente enorme. Ad esempio per questo mese si aggira intorno 6600 Dash, per un controvalore superiore agli 8 Milioni di Dollari USA.

A questo link potete trovare i progetti, le proposte ed il budget speso da Dash: https://www.dashcentral.org/budget

Sviluppi futuri: una blocksize da 1GB

I masternodi della rete Dash sono circa 4600 e ognuno di essi contiene una copia completa della Blockchain. Per aumentare la capienza del blocco addirittura ad 1 GB i possessori dovrebbero far girare il loro nodo su hardware appositi che potrebbero essere molto costosi. Ma siccome l’incentivo che hanno i masternode owners è molto alto, questo non dovrebbe costituire un problema anzi, Dash potrebbe essere l’unica criptovaluta a poterselo permettere.

Il fondatore di Dash, Evan Duffield, ha spinto per questa direzione affermando che anche Satoshi Nakamoto aveva assunto che gli avanzamenti nell’hardware e nella tecnologia delle reti avrebbero risolto il problema della scalabilità per i Bitcoin.

Grazie a questo, ha anche aggiunto Duffield, Dash sarà in grado di concorrere con sistemi come Paypal e VISA.

A questo proposito, il core development team di Dash guidato dall’attuale CEO Ryan Taylor, sta lavorando a Dash Evolution, il prossimo aggiornamento di Dash.

Questo aggiornamento è stato programmato per il Giugno 2018, come è possibile vedere da questa roadmap, e  prevede un prodotto molto più facile da utilizzare, per rendere l’esperienza di pagamento da parte dell’utente molto più facile ed intuitiva, allo stesso livello di Paypal.

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