L’economia, vademecum del trading classico

Tra la gente in realtà è molto raro sentire affermare che le cose, in economia, vadano per il verso giusto. Commercianti, imprenditori e privati cittadini, in qualche modo raccontano sempre di un disagio, se non anche di un malumore, per le condizioni economiche in cui ci si trova. Da questo punto di vista, sia che queste dichiarazioni rispondano a verità e siano reali, o siano soltanto delle percezioni di categorie di persone che possono essere superate dai numeri e dalle statistiche, oppure, infine, che si tratti di cicli economici, resta sempre determinante conoscere i meccanismi che disciplinano l’economia, in maniera da essere capaci di capire le news dei mass media, verificarne singolarmente l’attendibilità, confrontare la realtà con la teoria, regolarsi di conseguenza e magari ,in ultimo, riuscire a fare anche trading con maggiore consapevolezza.

Di fatto, sebbene sia impossibile, nel nostro piccolo, intervenire e condizionare eventi macroeconomici legati ai grandi sistemi , conoscere e capire i meccanismi dell’economia può senz’altro impedirci di effettuare scelte sbagliate, come ad esempio, quella di accettare di stipulare un mutuo a tasso variabile invece di uno a tasso fisso. Nella pratica, la gestione della res pubblica, e l’amministrazione dell’ economia sono fattori molto complessi e, oggi, sono resi ancora più complicati dalla globalizzazione, termine probabilmente abusato ma che in sintesi spiega come la modificazione di una variabile macroeconomica che sia avvenuta a Tokio, può provocare una modifica della situazione economica di tutta l’America.

La spiegazione di questo condizionamento globale ha due versioni che molto probabilmente possono comunque coesistere insieme. La prima è che le economie dei paesi del globo intero sono talmente interdipendenti l’una dall’altra che l’andamento economico-finanziario e politico di un paese può pesare, in modo più o meno rilevante, sull’economia di un’altra area politico-economica. La seconda, che ricomprende anche la prima, è che nessuna delle economie  e dunque delle politiche economiche dei due paesi presi a riferimento è capace di controllare, completamente, le ragioni e gli effetti delle scelte effettuate a livello macroeconomico dal proprio paese come dall’altro. In questo rapporto – relazione, l’indice che meglio rappresenta una eventuale situazione di equilibrio o di disequilibrio, tra un sistema economico ed un altro, è il valore della valuta di un paese specifico relazionato con il valore della moneta di un altro paese.

Infatti non rivelerebbe alcun significato pratico affermare che l’euro o il dollaro USA valgono x o y, se non si esprime il valore di una divisa in rapporto ad un’altra. Ad esempio il dollaro americano può valere di più o di meno dell’euro, ma avere una quotazione diversa se confrontato con la sterlina o lo yen. In buona sostanza, se poniamo a confronto due sistemi macroeconomici ovvero due economie, può succedere che l’area euro abbia uno sviluppo più ampio rispetto all’area USA, ma che l’area USA  abbia uno sviluppo migliore se rapportata con l’economia del Sol Levante. In questo caso, la determinazione del valore di questa relazione tra economie è condizionata principalmente da due fattori, uno di carattere più strettamente economico, l’altro di carattere finanziario. Quello economico si fonda su ponderazioni dell’andamento delle due economie prese in esame.

Un sistema economico che è in salute, cioè che ha indici macroeconomici come il Pil o la bilancia dei pagamenti ecc.., migliori rispetto a quelli espressi dall’economia di un altro paese, avrà una valuta più forte. D’altro canto il fattore finanziario si basa su elementi in parte economici ed in parte di carattere speculativo. Nello specifico la moneta di un paese che offre condizioni finanziarie d’investimento migliori di quelle di un altro paese è più “conveniente” da detenere, e quindi ce ne è una maggiore domanda, che fa lievitare il prezzo anche sulle piattaforme di trading. Peraltro in merito al solo aspetto finanziario, è anche il caso di considerare che le valute sono spesso trattate semplicemente come fossero merci. In sintesi sono sottoposte alle medesime regole che regolano il mercato di una qualsivoglia merce, dove il prezzo della merce è il tasso di interesse.

Di questi aspetti dunque si occupa la macroeconomia che è un settore inglobante e particolare dell’economia che ogni trader non dovrebbe trascurare. La macroeconomia si occupa dell’andamento del sistema economico nel suo insieme: delle fasi di espansione e di recessione della produzione globale di beni e servizi e della crescita della produzione, dei tassi di inflazione e di disoccupazione, della bilancia dei pagamenti e dei tassi di cambio.

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Per cui al fine di studiare l’andamento complessivo dell’economia, la macroeconomia si concentra sui comportamenti economici e sulle politiche economiche che influenzano questo andamento: il consumo e gli investimenti, le variabili che determinano le variazioni dei prezzi e dei salari, le politiche monetarie e fiscali, i tassi d’interesse, il debito pubblico. La macroeconomia ha a che fare insomma, con i principali problemi economici del presente che di riflesso e necessariamente  guidano i prezzi e le quotazioni sui grafici dei traders. Non a caso l’interesse che in molti investitori la macroeconomia esercita deriva dalla rilevanza delle questioni di cui essa si occupa, ma sorge anche dal fatto che ridurre i complessi dettagli del sistema economico a caratteristiche essenziali con cui sia possibile lavorare in piattaforma e online costituisce un’impresa affascinante.

Di Vincenzo Augello