Una rete internet decentralizzata per contrastare i grandi monopoli dell’informazione e il controllo globale

Una rete internet decentralizzata è il sogno di molti in questo preciso momento storico; io stesso quando ho scoperto per la prima volta l’esistenza della tecnologia blockchain ho intuito immediatamente che lo sviluppo più interessante era proprio questo. Negli ultimi anni, infatti, un po’ tutti abbiamo iniziato a renderci conto che internet, o almeno come la conosciamo oggi, non è quel posto libero e incensurabile che pensavamo; le nostre informazioni personali sono in possesso delle grandi aziende che le usano a loro piacimento e, spesso, a nostra insaputa, grazie a Snowden abbiamo scoperto che i governi hanno accesso alle nostre informazioni direttamente alla fonte, che controllano le reti e che possono prendere visione di tutto il nostro traffico arrivando a intercettare addirittura le nostre telefonate (per non parlare di mail e chat) senza nemmeno chiedere un’autorizzazione a un giudice. Più recentemente le tensioni tra Usa e Cina (con l’arresto di qualche giorno fa di Meng Wanzhou, anche detta lady huawei) ci ha dimostrato come gli stati si stiano contendendo la possibilità di controllarci esercitando la loro influenza direttamente sulle aziende che producono l’hardware. Insomma, gli scandali che si susseguono ci stanno mostrando sempre più come lentamente stiamo scivolando in un incubo dispotico e che non si tratta affatto dei deliri di un gruppo di complottisti maniaci della fantascienza ma di una realtà che sta diventando al contempo sempre più triste e sempre più tangibile. Ma tutto questo, come vedremo nel corso di questo post, non è inevitabile ed anzi esiste già chi sta lavorando a un’alternativa per garantirci non solo la possibilità di difendere concretamente la nostra privacy sul web ma anche un’accessibilità alla rete internet più capillare, di migliore qualità e resiliente al tentativo di controllo da parte dei governi.

L’importanza di una rete internet decentralizzata a difesa delle democrazie

Negli ultimi dieci anni abbiamo scoperto l’importanza che internet ha per la difesa della democrazia; l’abbiamo visto con le primavere arabe, in cui la protesta veniva gestita e coordinata attraverso i social, e lo stiamo vedendo in questi giorni col movimento dei gilet gialli, nato proprio su internet e poi esploso nella realtà “non virtuale” con l’intento dichiarato di ottenere le dimissioni del presidente Macron. Il problema è che (così come avvenuto in molti paesi durante le primavere arabe) i governi possono sostanzialmente spegnere internet con enorme facilità, sostanzialmente come si fa con un interruttore della luce; senza la possibilità di coordinarsi in maniera istantanea attraverso le piattaforme accessibili via internet, quindi, i vari movimenti di protesta si trovano privati di uno strumento irrinunciabile per portare avanti le loro rivendicazioni. Bloccando la possibilità di comunicare, in pratica, i governi staccano letteralmente la spina alla protesta e le tolgono l’ossigeno; in ballo, quindi, c’è molto di più del nostro diritto alla privacy ma il controllo di uno strumento senza il quale (al giorno d’oggi) pensare di organizzare una protesta incisiva ed efficace contro un governo diventa sostanzialmente impossibile.

Il primo passo verso una rete internet decentralizzata è già stato fatto

Ce ne siamo occupati spesso in passato in numerosi altri articoli in cui abbiamo diffusamente parlato di cosa siano le dapps (app decentralizzate) e della possibilità offerta da piattaforme come EOS di costruire siti internet decentralizzati (come ad esempio everipedia, la wikipedia decentralizzata); tutto questo però rappresenta più che altro quello che io chiamo web decentralizzato, una rete internet decentralizzata invece è tutt’altra cosa. Ovviamente è comunque importante costruire un web non centralizzato, fatto di siti web incensurabili dagli stati perché archiviati fisicamente sulla rete di computer che permette il funzionamento di una blockchain, in cui (ad esempio) non sia più possibile rimuovere un contenuto semplicemente rivolgendosi alla società di hosting i cui server ospitano quel determinato sito. Ma tutto questo non è sufficiente perché i dati degli utenti continuano comunque a transitare su una rete che è sostanzialmente centralizzata, in mano a compagnie private che però soffrono le pressioni esercitate dai governi e che troppo spesso sono ben disposte a piegarsi a questo tipo di pressioni per tutelare i propri interessi in un paese. Con il web decentralizzato non è più possibile cancellare un contenuto da internet ma rimane possibile spegnere l’accessibilità; in pratica un governo può bloccare l’accesso alla rete internet spegnendola letteralmente come si fa con un interruttore della luce. Il web decentralizzato è una realtà già ora esistente, che nei prossimi anni di certo avrà modo di espandersi ancora di più ma che non rappresenta la soluzione finale a tutti i nostri problemi; quello di cui abbiamo bisogno, quindi, è una vera e propria rete decentralizzata.

Il futuro di internet: una rete decentralizzata P2P

Costruire una rete internet decentralizzata è un obiettivo estremamente ambizioso e, allo stato attuale, pare quasi fantascienza; questo perché una rete pienamente decentralizzata significa fare in modo che l’accesso a internet non avvenga più sfruttando l’infrastruttura dei grandi provider e implica quindi sostanzialmente la creazione di una rete autonoma e parallela. La cosa, come chiunque può immaginare, è abbastanza complicata da realizzare; non si deve però credere che questo articolo si fondi sulla filosofia, di concreto c’è già molto ed è abbastanza probabile che nel prossimo decennio quello che oggi pare quasi un’utopia diventi una realtà alla portata di tutti. Gli sviluppatori e le aziende sono già al lavoro per cercare di costruire soluzioni che consentano di decentralizzare internet; ho passato diverse settimane negli ultimi tempi a cercare progetti e idee in stato avanzato di cui discutere in questo articolo, ne ho trovati molti che sembrano essere quanto meno pretenziosi, tanti altri ancora in fase embrionale, alla fine ho deciso di parlare di un progetto in fase già discretamente avanzata, abbastanza solido e che credo avrà modo di far parlare molto di se nei prossimi anni. Tutte le informazioni in merito a questo progetto le trovate sul sito magic.co; già nell’home page potete leggere che “Magic è una rete unica, open source che si estende in tutto il mondo, accessibile ovunque […] che si adatta magicamente per soddisfare la domanda e mantiene la connessione sicura. Tutto supportato da nodi decentralizzati alimentati da tutti”. Il progetto è guidato da Benjamin Forgan (fondatore di hologram e magic) il quale, forte dell’esperienza ricavata dal lavoro con l’internet of things (come potete leggere in questo articolo a sua firma apparso su medium qualche mese fa https://medium.com/helloitsmagic/introducing-magic-decentralized-internet-service-from-the-future-80250cd037fa), ha intuito le potenzialità di un’internet nuova, in cui l’accessibilità viene garantita in maniera decentralizzata mettendo in rete i vari dispositivi (wi-fi, computer, smartphone, etc) che ognuno di noi possiede. Grazie a magic non abbiamo bisogno di hardware specializzato, qualsiasi dispositivo cellulare o WiFi può connettersi facilmente alla rete, magic infatti è pensato per essere compatibile con il 100% dei moderni router, computer, smartphone e infrastrutture esistenti. Il sistema si basa su un protocollo denominato “proof of transport” (nel merito del quale non entro), chiunque può installare un Magic Gateway e diventare parte integrante della rete e guadagnando dei token per la sua partecipazione mentre la rete gestisce dinamicamente le richieste di traffico, scaricando i dispositivi su stazioni meno congestionate. Il software (open source) che consente di fare tutto questo si chiama Magic Agent e dovrebbe essere rilasciato a breve (ci si può iscrivere dal sito per provarlo in anteprima non appena sarà disponibile) e consentirà agli utenti di trasmettere una rete compatibile con Magic da qualsiasi router WiFi moderno e di venire ricompensati con i token MGC sia per trasmettere la rete, sia (in misura maggiore) nel momento in cui i Client si connetteranno a internet attraverso il loro punto di accesso.

Conclusioni

Il concetto di IOT è fortemente correlato alla creazione di una nuova rete internet decentralizzata, libera ed accessibile a tutti, capace di funzionare senza sfruttare l’infrastruttura fisica attualmente esistente che è invece centralizzata e di proprietà dei grandi colossi delle telecomunicazioni; siamo ancora lontani dal giorno in cui tutto questo diventerà realtà anche perché, come chiunque può facilmente comprendere, una rete di questo tipo presuppone una grande adesione da parte degli utenti. E’ quindi necessario, in altre parole, che un numero enorme di persone aderisca a questo tipo di progetti per costruire una rete solida, capillare e realmente decentralizzata che consenta di accedere a internet senza connettersi alle reti attualmente di proprietà dei grandi provider. Tuttavia, come abbiamo visto in questo articolo, la tecnologia che potrebbe consentire tutto questo esiste già, quello che ci serve adesso è affinarla, renderla più semplice e diffonderne la conoscenza nel grande pubblico per fare in modo che sempre più persone aderiscano a queste reti rendendole sempre più solide, funzionali ed efficienti. Ciò che manca, in questo momento, è sostanzialmente la forza dei numeri, ma è abbastanza facile intuire come questa situazione sia destinata a cambiare nel giro di pochi anni, man mano che questo tipo di tecnologia diverrà nota al grande pubblico e all’aumentare della consapevolezza nell’opinione pubblica dell’importanza che una rete internet decentralizzata ha per la tutela non solo della nostra privacy ma delle nostre stesse democrazie.