Caratteristiche e requisiti concreti per diventare un trader (parte finale)

Proseguendo sulla situazione che investe un lavoratore dipendente, se lo stipendio è più alto, e a questo magari si può aggiungere un piccolo capitale fornito in origine dai genitori, è possibile che il totale di partenza sia maggiore. In questo caso, al poco tempo a disposizione per seguire i mercati dovuto al lavoro, fa da contraltare una maggiore attitudine al rischio e un capitale non piccolo.

Va detto però che nella realtà molti lavori impiegatizi offrono ai dipendenti spazi per monitorare le proprie attività private come la posta, siti web, forum hobbistici, quindi in tanti controllano le proprie posizioni anche sul lavoro, consci però del fatto che rischiano di incorrere in sanzioni. Queste rapide e ipotetiche analisi sono solo gli esempi delle risposte che dovreste darvi.

E devono essere riposte vere: non raccontarsi bugie, non nascondere mai sotto il tappeto della vostra coscienza i rischi a cui potete andare incontro. Osservatevi invece: chi siete ? lavoratori dipendenti, imprenditori, disoccupati.. quanti soldi volete dedicare al trading e quanti ne potete perdere senza che il frigo resti vuoto, che vostra moglie chieda la separazione, che i vostri figli non abbiano più possibilità di andare in gita scolastica con i loro compagni o che non abbiate più soldi per pagare le rate del mutuo ?

Quando si parla di soldi sono questi i problemi reali a cui si va incontro. Soprattutto perché quando si perde si cerca disperatamente di riguadagnare e questo porta per lo più ad altre perdite. La capacità di gestire le perdite è un’altra caratteristica fondamentale del trader. Una caratteristica della sua lucida psicologia. Perché le perdite ci sono sempre. Non c’è sistema, strategia, trading system automatico o esperto che guadagni sempre, in ogni fase del mercato. Non c’è punto. Ci sono momenti in cui il grafico va giù, portando con sé i vostri soldi. Per gestire il panico c’è solo una soluzione: essere preparati prima all’eventualità. E questo presuppone:

  1.  la comprensione e l’accettazione del fatto che a volte si perde;
  2.  le competenze per costruire una strategia che consideri, integri e sappia superare le perdite;
  3.  la freddezza e la presenza di spirito per seguire le regole che ci si è dati al momento del crollo.

Quale livello di perdite sia gestibile e accettabile per voi dipende soltanto da chi siete, dalla serenità della vostra famiglia, da quello che rappresentate per essa, da quanti soldi avete in banca, dai redditi, dal lavoro, dai progetti che avete per il futuro, dai debiti e dal mutuo che avete, dalla voglia che avete di lavorare “sotto padrone” o di essere “liberi”, dalla capacità di fermarvi dopo una brutta perdita e rinunciare a cercare “vendetta” e “riscatto” sui mercati, accettando la temporanea sconfitta, di studiare, di darvi un metodo da seguire con le capacità di seguirlo.

Nella figura in basso viene rappresentato in modo estremamente semplificato il percorso mentale che ogni aspirante trader dovrebbe fare per capire a che tipo di rischio va incontro. Si tratta di una rappresentazione di buon senso senza alcuna pretesa di scientificità.

La colonna “Rischio” indica il rischio in relazione agli altri elementi; uno studente che vive in famiglia, anche se ci rimette tutti i risparmi da mance e lavoretti, non dovrebbe avere drammatiche conseguenze sulla sua vita, mentre un disoccupato con famiglia che perdesse la stessa cifra avrà problemi ben più seri, poiché il flusso di soldi in uscita per esigenze familiari resta costante a fronte di un capitale ridotto ed entrate incerte.

Lo stesso discorso vale per un pensionato sociale. Anche un imprenditore che dovesse impegnare capitali cospicui derivanti da una florida attività mantiene un livello di rischio non basso, questo perché si tratta di capitali che, se reinvestiti nell’attività, potrebbero produrre ulteriore reddito; in questo caso, più che in altri, al rischio di perdere o ridurre il capitale si somma la potenziale perdita di reddito da opportunità imprenditoriali.

POSSEDERE E SAPER UTILIZZARE GLI STRUMENTI INFORMATICI

Per fare trading dovete avere una dotazione informatica hardware e software minima di buon livello che consenta di operare con serenità, senza interruzioni di collegamento Internet e senza rallentamenti. Sono cose che costano. Le piattaforme operative di base, cioè i programmi per inviare ordini al mercato vengono fornite gratuitamente dal broker. Serve però soprattutto una più che buona dimestichezza con tutto questo armamentario, perché non è come con i videogiochi che si installano e via a sparare ai nemici.

Nel trading bisogna imparare bene a usare la piattaforma, ma anche altri software per l’elaborazione dei dati di mercato, le fonti di informazione e tenersi sempre aggiornati sulle nuove possibilità offerte dall’innovazione informatica e telematica: basti pensare all’evoluzione della connessione a Internet, sia fissa che mobile, con ADSL,Wi-Fi, 3G, 4G, LTE… quale sarà la più adatta la mio trading ? A questi tre punti bisogna poi necessariamente aggiungerne un quarto, ovvero avere le conoscenze per decidere come e quando operare a mercato, e su questa domanda la sezione trading online di valutevirtuali.com mette tutto il suo impegno per rispondere.

Di Vincenzo Augello

Fonti * Trading online for dummies (Andrea Fiorini, Hoepli editore 2017)