Caratteristiche e requisiti concreti per diventare un trader (parte prima)

L’investitore privato può scegliere di operare direttamente sui mercati con il proprio pc, via internet. Tuttavia come sappiamo bene quella del trader non è un’attività adatta a tutti,  si impongono infatti alcuni requisiti essenziali. Le prime tre caratteristiche che contraddistinguono il trader sono:

  1. avere soldi da investire
  2. volontà di investire soldi
  3. possedere e saper usare gli strumenti informatici per farlo.

AVERE SOLDI DA INVESTIRE

Per quanto possa sembrare banale, per fare trading servono soldi. Quanti ? dipende dagli obiettivi che si hanno. Ad esempio, ogni giorno se sono bravo ed ho a disposizione 10.000 euro con un adeguato money management ed una strategia equilibrata potrei guadagnare 50 euro al giorno. Se sono in gamba e faccio questo giochino tutti i giorni dopo un mese avrò circa 1.500 euro. Sono pochi ? Questa è una domanda a cui solo ciascuno degli operatori può rispondere.

Sappiate però che non solo è un’impresa molto difficile da raggiungere, ma che il rischio di perdere tutto o parte del capitale, soprattutto all’ inizio, è molto alto. Se poi, anziché guadagnare per 30 giorni, guadagno per 20 e perdo per 10, ipotesi tutt’altro che remota, ecco che ci si ritroverà con un terzo della cifra sopra ipotizzata. Si tratta di un esempio molto semplice, ma che concretizza una battuta che in finanza circola spesso: i soldi chiamano soldi.

Più alto è il capitale impiegato, più è possibile ricercare guadagni percentualmente più bassi per avere gli stessi risultati assoluti, riducendo però il rischio. Perché un’altra regola d’oro degli investimenti, e quindi anche del trading, è che maggiore è il rischio, maggiore è il potenziale guadagno. E viceversa. Come indicazione di massima, i traders esperti, quando si sentono sicuri e dopo aver testato con attenzione le proprie strategie, generalmente iniziano utilizzando il 5% – 10% della propria liquidità. Cioè se hanno sul conto una certa cifra ne girano il 10% e con quelli operano, reintegrando se necessario. Mano a mano che cresce la sicurezza e arrivano i risultati, la percentuale talvolta viene incrementata.

VOLONTA’ DI INVESTIRE I SOLDI

Questo punto è quello che spingerà alcuni a leggere questo articolo, quindi lo diamo per acquisito. Attenzione però: la volontà di operare presuppone un’attitudine al rischio che va analizzata a fondo e che sarà il fulcro attorno a cui costruire il proprio trading. Per esempio, per un libero professionista o imprenditore che dispone di 300.000 euro derivanti da utili della propria attività, si possono fare le seguenti considerazioni: si tratta di una cifra modesta, quindi non è un imprenditore – professionista che guadagna tanto; inoltre la libera professione lascia poco tempo libero, non sempre sufficiente a seguire gli investimenti borsistici minuto per minuto lungo tutto l’arco della giornata.

Se ne può dedurre che avrà sia poco tempo da dedicare alla formazione finanziaria sia un’attitudine al rischio non elevatissima, con un profilo di trading non intraday (attività di negoziazione reiterata più volte nella stessa giornata) o comunque non molto frequente, anche se il bisogno di soldi potrebbe spingerlo a rischiare oltre il dovuto e a trascurare gli impegni lavorativi. Nella nostra ipotesi si tratta di un profilo a rischio per l’alto tasso di stress emotivo a cui può essere associato. Un profilo simile deve organizzare bene la propria attività professionale per ritagliarsi degli spazi fissi per la formazione e successivamente, dovrà scegliere un tipo di trading che non preveda un costante controllo degli investimenti.

Se invece diamo un’occhiata al pensionato benestante, come per esempio ad un ex bancario, ad un ex avvocato o ad un ex manager, si suppone che questi, grazie al suo stipendio, sia riuscito ad accumulare un discreto capitale, con più di una casa di proprietà, e che al momento della sua uscita dall’ azienda abbia ricevuto un cospicuo trattamento di fine rapporto (pari circa d uno stipendio all’anno)  e una buona pensione, diciamo attorno ai 1.500 – 2.000 euro mensili.

Con queste caratteristiche, è probabile che non abbia preoccupazioni legate a casa o famiglia (figli grandi, sistemati o in grado di mantenersi) e che quindi possa dedicare al trading un capitale notevole. Malgrado l’età quindi potrà avere un profilo di rischio medio – alto, potrà dedicarsi al trading a tempo pieno, formarsi con attenzione, seguire i mercati con frequenza, dedicandosi anche a mercati volatili come quelli virtuali.

Inoltre il capitale a disposizione gli consentirà, se capace, di ottenere piccoli risultati in percentuale ma discreti in valore assoluto. Per capirci meglio, con 500.000 euro di capitale, ottenere il 10% di guadagno in un mese significa intascare 50.000 euro, mentre con 10.000 euro, anche se ottengo un fenomenale 100% guadagnerò “solo” 10.000 euro.

Passando ora al lavoratore dipendente con uno stipendio medio di 1.500 – 2.000 euro, se non è uno spendaccione e se avendo famiglia, paga un mutuo contenuto per una casa piccola, avrà la possibilità di mettere via una piccola somma da investire di cui una parte potrà essere usata per il trading. ….To be continued nell’ articolo in uscita venerdì 28 settembre.

Di Vincenzo Augello

Fonti * Trading online for dummies (Andrea Fiorini, Hoepli editore 2017)