Pianificare numero e dimensione delle posizioni di trading

Spesso i trader dedicano più tempo a informarsi sulle tecniche di dimensionamento delle posizioni ( il cosiddetto position – sizing), che a integrarle nei loro trade futuri.* Vero è anche che i professionisti del trading si avvalgono di rigidi modelli di position – sizing, mentre la maggior parte dei neofiti del trading o dei dilettanti decidono l’entità della posizione da muovere sulla piattaforma sulla base di fattori meno stringenti. Il nostro modello di position – sizing non dovrà essere complesso, ma certamente bisognerà sapere come determinare in anticipo il numero e la grandezza delle posizioni da ordinare in acquisto o in vendita, prima di effettuare qualsiasi trade.

Come ogni aspetto del trading, anche la scelta delle dimensioni delle posizioni rassomiglia un po’ a un numero da equilibrista: posizioni di dimensioni sistematicamente troppo esigue comporteranno profitti non sufficienti, mentre posizioni di dimensioni sistematicamente troppo grandi comporteranno il rischio di rovina e di perdita dell’intero conto di trading a causa di una serie consecutiva di trade perdenti.

Se le dimensioni della nostra posizione sono troppo esigue perché nella strategia di position – sizing si è fin troppo avversi al rischio, le posizioni vincenti non genereranno profitti sufficientemente elevati e a causa di questo si potrebbe non riuscire a continuare a fare trading in quanto i profitti non coprirebbero le spese, seppur minime, riscontrabili in termini di raccolta dati, costi operativi, software, ricerca.

Al contrario se si utilizza in modo sistematico una strategia di position – sizing che comporta un rischio troppo elevato rispetto alle dimensioni del conto trading, in particolar modo nel caso in cui si possieda un conto di dimensioni ridotte, si correrà il rischio di cadere in rovina: una serie di perdite consecutive, o anche un’unica perdita inattesa ma sostanziale, potrebbero svuotare completamente il conto di trading al punto che la ripresa, o quantomeno il pareggio, sarebbe impossibile da raggiungere, o richiederebbe anni e anni. I neofiti del trading commettono l’errore matematico di ipotizzare che, qualora perdano il 50% del loro conto, basti aprire delle posizioni di dimensioni maggiori per ottenere un guadagno del 50% e recuperare il terreno perduto.

Dal punto di vista matematico questo ragionamento è infondato: una perdita del 50% del capitale richiede di fatto un guadagno del 100% sui restanti fondi per ritornare al livello iniziale. A titolo illustrativo, mettiamo che un trader, a inizio anno, abbia un conto trading di € 100.000, e che a metà anno quel conto si sia ridotto a € 50.000, chiaramente perdendo il 50% del valore. Per riportare il conto al valore iniziale di € 100.000, il trader dovrà riuscire a ottenere un tasso di rendimento del 100% sui restanti € 50.000, il che, per quanto non sia impossibile, sarà certamente poco probabile. Se il trader non avesse utilizzato una strategia di position – sizing così aggressiva all’inizio, il conto non si sarebbe dimezzato.

La questione del position – sizing fa riferimento a “quanto” variabile è il proprio piano di trading, e nello specifico a quanto grande è l’entità della posizione o a quanti contratti CFD acquistare nel prossimo trade. A tal riguardo investitori e trader hanno un approccio diverso: gli investitori diversificano il rischio attraverso l’uso di molte posizioni, mentre i trader in genere mantengono aperte da una a cinque posizioni per volta; inoltre, con maggiore probabilità i trader hanno posizioni di dimensioni maggiori rispetto agli investitori, persino facendo trading a margine, in virtù del fatto che mantengono le posizioni per un periodo di tempo minore e grazie alle loro attività speculative. I nuovi trader, poi, eseguono un numero di operazioni di gran lunga inferiore rispetto ai professionisti.

Di conseguenza indipendentemente da quella che è la propria esperienza nel trading, spetterà a ciascuno trovare un equilibrio tra frequenza di trading e dimensioni della posizione in modo da far crescere il vantaggio statistico sui mercati finanziari. In figura ad esempio è riportata una relazione tra eseguiti ed equity line. Il trading  sulle criptovalute alla pari del trading classico ha regole generali abbastanza rigide: il take profit deve sempre essere ad una quota maggiore del livello di stop loss fissato in piattaforma. L’investimento totale in operazioni ad alto tasso di speculazione non dovrebbe mai superare il 5% del capitale investito. Consideriamo però che si possono ottenere rendimenti importanti non rischiando oltre l’1% del conto trading per ogni singolo trade. In realtà secondo molti analisti non vi sarebbe motivo alcuno di rischiare più dell’1% a posizione, perché anche mantenendo il rischio a livelli più bassi si può guadagnare in modo significativo.

Molto dipenderà dal numero di eseguiti e dal livello di accuratezza della previsione durante la fase iniziale di individuazione del trend. Ora, se all’inizio del percorso di trader probabilmente non si è ancora disposti a lasciare il posto di lavoro per dedicarsi al trading, varrà comunque la pena di concentrarsi sulla relazione esistente tra dimensione della posizione e numero di trade da effettuare.

Di Vincenzo Augello

*Fonti: Guida completa al trading (C. Rosenbloom, Hoepli editore 2012)