Operatività: non mediare la perdita, casomai media in profitto. Trailing stop

Quando si è presa una posizione ed il mercato va dall’altra parte, generalmente scatta nel trader un giro mentale di questo tipo: il mercato è troppo alto – o troppo basso -; è su un certo livello però non dovrebbe essere lì e sicuramente si sposterà, prima o poi; il prezzo attuale è sbagliato, ma la maggior parte non se ne sono accorti; ecc., ecc. In altre parole, il trader non vuole chiudere la propria posizione in perdita, si dimentica dei buoni propositi iniziali di “stoppare” la perdita qualora il prezzo raggiunga un certo livello e quindi inizia ad autoilludersi di essere il solo ad aver ragione mentre tutti gli altri si stanno sbagliando.

Il suo stato d’animo iniziale era l’avidità, ora è la paura, presto sarà la speranza. Non c’è trader che non si sia trovato più di una volta in situazioni così stressanti – talvolta addirittura angoscianti – e difficili da gestire razionalmente, e questo a causa della mancanza di disciplina.

Ora, nel trading, non ci si può permettere di andare contro corrente: è molto meglio avere torto con il gregge che ragione da soli, perché il mercato non è assolutamente un meccanismo perfetto e razionale ma è mosso da sentimenti ed emozioni come l’avidità, la paura o la speranza, e perciò può stare su livelli “sbagliati” anche per un periodo lungo a tal punto da fare subire grosse perdite a chi è andato contro corrente.

Quando poi si sente dire che nel lungo termine la posizione dovrebbe comunque recuperare, citando Keynes si potrebbe rispondere, tra il serio ed il faceto, che nel lungo periodo saremo tutti morti. Il problema infatti non è di stabilire se l’asset in questione si riprenderà, ma di capire fin dove potrà scendere prima di invertire il trend: nessuno vivrebbe molto bene con strumenti finanziari in perdita potenziale del 50 – 60 – 70 per cento in portafoglio o sul conto trading.

Che fare poi se emergessero improvvise ed impreviste esigenze di liquidità che ci costringessero a liquidare le nostre posizioni ? L’esperienza mi insegna che molti dei cosiddetti investimenti di lungo termine non sono altro che speculazioni di breve termine sbagliate e che non si è avuto il coraggio di chiudere. Di fatto, quando la posizione è in forte perdita potenziale, il nostro malcapitato trader è ormai pronto a cedere ad un’altra fortissima tentazione: mediare in perdita, al fine di migliorare il proprio prezzo di carico.

Quindi, se prima era necessaria, ad esempio, una variazione del 10% per ritornare in pari, dopo aver raddoppiato la posizione iniziale, per andare in pari sarà sufficiente una variazione del 5%. Questo ragionamento, seppur vero, è però molto pericoloso poiché spinge il trader ad aumentare la propria esposizione a mercato: in breve, non pago di aver ignorato gli stop loss iniziali, ora il trader vuole scommetere sulla fine del trend in atto, sperando di vendere al massimo se era corto o di comprare sul minimo se era lungo.

E’ evidente che molto difficilmente questa operazione potrà aver successo, perché individuare i livelli estremi di un trend è un arte complicatissima. Una soluzione leggermente meno rischiosa è quella di incrementare la propria posizione soltanto dopo un segnale chiaro di inversione, ma rimane comunque il rischio dei falsi segnali e di un’esposizione troppo grande e quindi troppo coinvolgente anche da un punto di vista psicologico. Il fatto però che alcune volte l’operazione di mediare in perdita funzioni (2 o 3 volte su 10) mantiene inalterata la forte attratività di questa scelta perché consente di rinviare il momento in cui si incasseranno le perdite mantenendo la speranza che il mercato finalmente giri dandoci ragione.

E’ molto difficile infatti ammettere di aver sbagliato, ed ancora più difficile è chiudere una posizione in perdita. Però è importante sottolineare come un trader che voglia avere dei risultati buoni non occasionalmente ma costantemente nel lungo periodo debba assolutamente essere disciplinato ed attenersi rigorosamente ad un codice di operatività prestabilito. Non è sufficiente essere dei buoni analisti per guadagnare sul mercato, poiché l’esposizione personale conduce spesso a vedere ciò che si vorrebbe vedere invece di limitarsi a fotografare la realtà. In buona sostanza, evitare di mediare in perdita costituisce uno dei pilastri dell’operatività che non dovrebbe mai essere infranto.

Peraltro tradando criptovalute, forex o qualsivoglia asset finanziario, una valida esecuzione è quella concessa dal trailing stop collegato con la mediazione in profitto. Invero se un trader ha una posizione in profitto, la scelta di incrementare la posizione, ovvero di mediare in utile, sebbene peggiori il prezzo di carico, è corretta da un punto di vista teorico.

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Si tratta in concreto di investire seguendo il trend, nella direzione supportata e con il tempo che gioca a favore. In queste situazioni viene a sostegno il trailing stop, ossia l’alzata (se si è lunghi) del proprio stop loss (che supera la quotazione di entrata) sul nuovo prezzo di carico complessivo. Non avrebbe senso, in sintesi, finire col chiudere in perdita una posizione che si trovava con un guadagno virtuale.

Di Vincenzo Augello