L’Analisi del Sentiment per Capire meglio i Mercati

L’analisi del Sentiment trascende sia l’elaborazione tecnica che quella fondamentale, più dettagliatamente è un ambito di osservazione leggermente più complesso che il trader non dovrebbe trascurare. In parole povere, il Sentiment costituisce una variabile che condiziona, e parecchio, i mercati. Ciononostante si tratta di un fattore difficile da analizzare, in quanto scarsamente legato a modelli statistici o matematici. Per quanto l’applicazione del Sentiment rappresenta delle difficoltà maggiori rispetto alle altre due discipline che compongono lo studio del mercato, ossia l’analisi tecnica e l’analisi fondamentale, proviamo comunque a fornire un quadro d’insieme su questo elemento spesso decisivo per leggere i mercati.

COS’ E’ IL SENTIMENT

A dire il vero il termine Sentiment in un certo senso restituisce già da sé la risposta. La parola Sentiment infatti rivela concetti quali emozioni, sentimenti, ed in effetti si tratta proprio di ciò. Nello specifico con Sentiment  viene richiamata tutta quella sfera di emozioni che orienta gli operatori di mercato e quindi condiziona significativamente il prezzo. Puntualizzando, nonostante ogni trader abbia un propria mentalità ed un suo modus operandi, alcune reazioni risultano condivise come se fossero dei market mover. Invero sulla forza di queste reazioni si fondano movimenti del mercato talmente consistenti da non poter essere ricondotti a fattori semplicemente tecnici. In questi casi si inserisce qualcos’altro, magari di implicito, come le emozioni ed i sentimenti per l’appunto. Ora, tra quelle più note, spiccano le seguenti.

EUFORIA

Questo sentimento si ha quando le performances del mercato superano le attese degli investitori, i quali, presi dall’eccitazione, insistono a comprare in maniera eccessiva sostenendo al rialzo le quotazioni. Questi movimenti, se persistono nel tempo, possono creare delle bolle le quali, quando scoppiano, restituiscono disordine e depressione del mercato.

DEPRESSIONE

Essa si manifesta quando gli operatori sono pervasi dal senso di delusione, perché il mercato produce risultati di gran lunga peggiori delle aspettative. Gli investitori in questi momenti preferiscono vendere preoccupati del trend discendente. Se le vendite toccano un punto critico, la depressione si può trasformare in panic selling, ovvero può degenerare in panico generalizzato.

DISORIENTAMENTO

Si verifica in genere successivamente ai periodi di alta volatilità, spesso dopo che il peggio è passato, con il mercato ancora in fase di consolidamento. Gli investitori in questi momenti sono incerti sul da farsi, sono dubbiosi nel vendere, comprare o conservare la posizione. I più esperti rimangono flat.

Una delle caratteristiche più evidenti del Sentiment è che, di solito, si manifesta nel brevissimo periodo. Le emozioni esplodono e coinvolgono una massa indefinita di operatori, poi si placano, fino a lasciare il passo alla razionalità. Per queste ragioni l’analisi del Sentiment assume un rilievo assai inferiore se l’orizzonte di trading è a medio o lungo termine.

La verità è che le oscillazioni del mercato prodotte dalle emozioni tendono ad esaurirsi nel giro di qualche settimana. Pertanto se siete un trader intraday l’analisi del Sentiment dovrebbe diventare pane quotidiano. Se abbiamo raggiunto la conclusione che il Sentiment ha un sicuro effetto sul prezzo, altrettanto certo è che il mercato non é influenzato solo da fattori tecnici e da logiche razionali ad un tempo e, in un periodo diverso solo da fattori emotivi e irrazionali . In realtà fattori tecnici e altre variabili più o meno razionali assieme a motivi psicologici si mischiano vicendevolmente.

IL SENTIMENT E’ PREVEDIBILE ?

In linea di massima si è portati a credere che il Sentiment sia imprevedibile. In verità, entro certi limiti le emozioni sottostanti al mercato possono essere previste e sfruttate a piacimento. E’ necessario capire quali sono i fattori che generano il Sentiment, e di conseguenza come si muoveranno i prezzi. L’informazione ad esempio ha una grande influenza sulle quotazioni di un asset. Se una banca pubblica un report pessimista sul proprio bilancio, gli investitori reagiranno di conseguenza e cominceranno a liberare il proprio portafoglio da quell’asset. Procedendo avanti, anche la cosiddetta esperienza condivisa dagli operatori globali costituisce di per sé un fattore che alimenta il Sentiment. In buona sostanza è l’esperienza condivisa che restituisce reazioni comuni. Infine il contesto condiziona il Sentiment, ovvero contesti precari rendono più suscettibili gli investitori e viceversa.

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Un esempio di contesto è riportato dal grafico di Google Trends in cui si può osservare la correlazione diretta tra il prezzo di Bitcoin, a ridosso dei 20000$ a dicembre 2017, e lo stesso periodo dove l’argomento Bitcoin era al centro ed al culmine degli interessi delle persone che navigano in Rete. Questo dimostra che sebbene non esistano modelli statistici a cui fare riferimento per analizzare il Sentiment, ci siano comunque elementi di strumenti che lo rendono in qualche modo oggettivo. In sintesi, anche il Sentiment può avere i suoi indicatori, e tra questi sottolineo gli indici di Borsa, il Cot Report e le news tecnologiche che si aggiungono quotidianamente nel mondo delle criptovalute. Si tratta di  indicatori diversissimi da quelli soliti, presenti in piattaforma, ma comunque in grado di generare segnali di trading.

Di Vincenzo Augello